Il 9 gennaio del 1357 il Consiglio Generale di Siena assunse una importantissima deliberazione, ovvero decise «facere edificare et costruere» proprie saline nella località ove da secoli i grossetani estraevano il sale da quella parte delle acque del Lago di Castiglioni che chiamavano Stagno di Grosseto, ovvero al Querciolo, «prope civitatem Grosseti per quactuor miliario infra confinia intra videlicet quod ab uno latere versus dictam civitatem Grosseti est ecclesia Sancii Johannis de ordine sancti Guillelmi...». Nella localizzazione indicata da questo documento sta tutta la grandissima importanza che il territorio di S.Giovanni ha sempre avuta nella storia di tutto quello grossetano: S.Giovanni è fra Grosseto ed il luogo ove è esercitata l'attività economica più importante della città, la produzione di sale. Anzi l'attività economica che certamente ha costituito uno dei fattori maggiormente determinanti a ché la città stessa sia nata, grazie all'evoluzione del castello in cui era custodito quel sale prodotto nel territorio della curtis Grossito, cui certamente apparteneva quello il cui nome "S.Giovanni" ha attestazione della propria origine agli inizi del XIII secolo. È riferita ad una questione trattata nel 1226, infatti, una carta del "Caleffo Vecchio" del comune di Siena che infor-

Archivio di Stato di Siena, Quattro Conservatori 3052-30. Anno 1748. "Pianta di tutta la pianura di Grosseto colle sue adiacenze per discorrere dei bisogni di quella nel 1748". Particolare. La via che da Grosseto conduce a Querciolo, attraversando il territorio di S.Giovanni solcato dall'omonimo "Fosso", è indubbiamente la "Strada delle saline vecchie", cioè il tratto dalla città alle saline della "via cupa" che oltre Istia proseguiva lungo il corso dell'Ombrone, verso la Val d'Orcia, col nome di "Strata qua itur Grossetum".

ma dell'esistenza, «apud Grossetum», di un ospedale dipendente da quello di S.Giovanni gerosolimitano di Pisa. Trattando il documento di un indennizzo concesso da Siena per i danni da essa causati «in domo et mansione» di quell'ospedale durante la guerra, pare evidente che già almeno dal 1224 fra la città ed il Querciolo esisteva l'ospedale - e certo anche la chiesa - dalla cui dedicazione deriva il nome del territorio, essendo di quell'anno il conflitto fra Grosseto e Siena cui fa riferimento il documento. Il fatto che sia stata scelta una tale localizzazione per l'ospedale è la conferma dell'importanza dell'area e delle vie che l'attraversano, poiché è su strade che assicurano relazioni di grande interesse che venivano costruiti gli "ospedali" medievali, sostanzialmente luoghi di sosta per viandanti. In questo caso la via che aveva un interesse tanto notevole da giustificare su di essa la presenza di un ospedale appartenente ad un potentissimo ordine, qual era il gerosolimitano, era la via del sale mediante la quale il prodotto grossetano veniva trasportato in città, e poi verso il senese, secondo un itinerario che risaliva la valle dell'Ombrone.
Da Grosseto alle saline del Querciolo la via che attraversava il territorio di S.Giovanni era la «strada» detta «delle saline vecchie» quando ormai non era più possibile estrarre sale dalle acque dello Stagno di Grosseto, ovvero la prosecuzione di quella che dalla città ad Istia è documentata nel 1279 col nome di «via cupa», il tratto finale della «Strata qua itur Grossetum» che dal 1223 è documentata (Archivio di Stato di Siena. S. Spirito. 1223 Settembre 20) avere la funzione di condurre a Grosseto almeno fin dalla confluenza dell'Orcia con l'Ombrone. Nella "Nota delli terreni, che nel presente anno 1641 si ritrova godere lo Spedale di

S. Maria della Scala di Siena di qua da Fiume appartenente alla Grancia di Grosseto" (Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S. Maria della Scala n. 1407, cc. 32-34v), infatti, a c. 32 è registrato «un pezzo di terra posto in luogo detto via cupa verso S.Giovanni di staia 12 in circa confina li Frati di S. Francesco in Grosseto». Quanto già evidenziato dalla citata "Nota delli terreni...", ovvero che nel territorio di S.Giovanni forte è stata la presenza di terre di proprietà di istituzioni ecclesiastiche, è confermato da copiosa documentazione. Copiosa è anche la documentazione che attesta l'estrema importanza del fosso che attraversa il territorio, il "Fosso di S.Giovanni", per il regime idraulico della pianura grossetana e per l'economia e l'igiene stessa della città.