Il "Navigante Nuovo"
 

 

 

 

Archivio di Stato di Siena. Ospedale S.Maria della Scala n.1407, c.192. Nella pianta seicentesca, certo assai anteriore al 1694, anno in cui viene realizzato il Fosso Navigante Nuovo, che qui non è registrato, al centro della pianura grossetana è il «Porto» cui giunge da Castiglione della Pescaia il Fosso Navigante. È da notare, lungo il corso dell'Ombrone, la «rottoia» dell'argine, o "bastione", realizzato nel 1603, da cui ad ogni piena l'acqua torbida dell'Ombrone invadeva la pianura, senza poter defluire verso il Lago trovando ostacolo nell'argine del Navigante.

I barconi che andavano da Grosseto al porto di Castiglione della Pescaia, tirati da cavalli correnti sugli argini del "Canale Navigante", realizzato fra il 1614 ed il 1639, caricavano il grano destinato all'esportazione via mare nel "Porticciolo" realizzato proprio a questo fine, presso il Querciolo, e dunque non proprio in prossimità della città. La realizzazione, da parte del governo mediceo, del Navigante e del suo Porticciolo, fu accolta con grande soddisfazione dai "faccendieri", che con queste opere avevano la possibilità di godere di una notevole riduzione delle spese di trasporto dei grani dalla pianura grossetana al mare. I benefici che si sperava di ottenere con la realizzazione delle due opere, per cui vi fu un notevole impegno finanziario, in effetti furono conseguiti in misura assai modesta. I lavori, infatti, durarono assai più a lungo del previsto, poiché i risultati dell'impegno delle esperte compagnie di terrazzieri aquilani, alle quali si fece ricorso, venivano vanificati a più riprese da una serie impressionante di alluvioni della pianura a causa di ripetute rotture degli argini dell'Ombrone.
 
 

 

In particolare nel 1619 e nel 1639 le acque del fiume ricoprirono per mesi il territorio circostante il Lago di Castiglioni, e dunque anche il Navigante. Il ripetersi di fenomeni del genere, assieme alla devastazione dei suoi argini causata dal bestiame brado, de-
terminarono la rapida decadenza del Canale. Ma le scelte cui si videro costretti i Medici per la soluzione del problema del risanamento del Lago, non essendo realizzabile tecnicamente la sua colmata, portarono alla realizzazione fra il 1694 e il 1696 di un "Nuovo Canale Navigante", scavato all'interno della gronda del Lago stesso, per il quale il progettista ingegner Giuliano Ciaccheri previde la congiunzione al fosso S. Giovanni, in modo da evitare che i grani, da trasportare da Grosseto al porto di Castiglione della Pescaia, dovessero esser caricati al vecchio Porticciolo lontano circa tre miglia dalla città. Il nuovo terminale grossetano del Navigante sarà oggetto di rielaborazioni nel secolo XVIII, con lo Ximenes che volle realizzare una darsena nelle immediate vicinanze della città.

 

 

 

 

 

 

 

Archivio di Stato di Firenze. Miscellanea di Piante, n.204/a. Sec. XVII. La pianura di Grosseto e dell'Alberese con i progetti di lavori idraulici, Giovanni Antonio Spezza. È ben evidenziato il Fosso Navigante col suo porticciolo fra Querciolo e S.Giovanni.
 

Archivio di Stato di Firenze. Mediceo 2029, c. 14. Anno 1694. Disegno che dimostra lo stato presente del fosso navigabile dal porticciolo al mare.
Il disegno, probabilmente di Giuliano Ciaccheri, rileva lo stato di degrado del Fosso Navigante nel 1694, tale da rendere necessaria la costruzione di un nuovo fosso con un nuovo porticciolo più vicino alla città.

 

 
 

 

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