A La cinta muraria
B La collina nord
C L' area del foro

D La collina sud
E Le necropoli

 

Al centro di un territorio che già in fase preistorica e protostorica mostra un popolamento sparso abbastanza consistente ( si pensi al Poggio di Moscona, alle colline di Nomadelfia, a Poggio Calvello), su due delle colline che sovrastano la sponda del Lago Prile opposta a quella vetuloniense, dall'ultimo quarto del VII secolo a.C. incomincia la vita della città di Roselle. Nel sito probabilmente già nell'età del ferro vi è un insediamento di proporzioni limitate, come sembrano indicare tracce di frequentazione; tracce meno numerose vi sono del restro riscontrabili anche per l'età preistorica e protostorica. Una cinta muraria in mattoni crudi ne circonda l'abitato, al quale appartengono i resti venuti alla luce nel fondo valle fra le due colline. Nel VI secolo, e a spese di Vetulonia, Roselle diviene la polis dominante dell'area costiera tra Vulci e Populonia, con un territorio che si estende dal mare alle pendici del Monte Amiata. Vengono edificate nuove mura di cinta utilizzando enormi blocchi poligonali di pietra, entro le quali sono non solo edifici di uso pubblico e privato, ma anche aree coltivabili e pascoli, per avere una certa autonomia di sopravvivenza in caso di assedio.

Per tutto il secolo e quello successivo i rosellani si impegnano in un grande sforzo di organizzazione urbana, cui corrisponde la prosperità della città, documentata dai reperti archeologici che attestano un  considerevole  flusso di importazioni  di cerami-
che attiche a figure rosse e dunque come Roselle abbia relazioni commerciali via mare, certo agevolati dal disporre degli approdi offerti dal fiume Ombrone e dalla laguna del Lacus Prilis.

L.XIMENES, Esame dell'esame di un libro sopra la Maremma Senese, Firenze 1775 (La pianta è tratta dallo stesso volume). A pp.57-58 così il gesuita, impegnato nella difesa dei criteri adottati e delle opere realizzate per la bonifica in Maremma, descrive i ruderi identificati come quelli della città etrusco-romana di Roselle, la cui localizzazione era stata, fino ad allora, incerta: «La Muraglia circondaria è composta di grossissimi Travertini spianati, ed assettati uno sopra dell'altro senza calcina; come si sà, che facessero gli Etruschi, e i Romani. È vero, che la grossezza di tal muraglia in cima sia di br.3 1/2, che non è piccola, ma nella sua Pianta è molto maggiore. Vi si osservano due Porte, la prima è ben visibile, ma la seconda è alquanto dubbiosa. Dentro il ricinto della Muraglia vi si osserva una Fabbrica Ovale di muro incrostato di quadretti a mandorla dalla parte interiore....
Vi si osserva pure un'Antica Torre con due esteriori ricinti, de' quali rilevasi tutta la Pianta, che ci dà una particolare idea delle Antiche fortificazioni Etrusche. E tal Torre con doppio ricinto è collocata precisamente dal Fianco più debole verso Mota, essendo il restante ben fortificato per la natura del luogo. Un poco più in giù si osserva un'altra Fabbrica, che pare di una antica Cisterna per i Voltoni, de' quali è ricoperta. Si tralasciano le altre Fabbriche, che rovinate si osservano per l'ingiuria del tempo....La dimensione di tutto il circuito è secondo la Pianta di br. fiorentine 5000 e piuttosto più che meno, non potendosi nella misura racchiudere tutte le piccole inregolarità. Sicché il giro dell'antica Roselle sarebbe di miglia 1, e due terzi fiorentine....».

Mura poligonali

Al centro di un territorio che già in fase preistorica e protostorica mostra un popolamento sparso abbastanza consistente ( si pensi al Poggio di Moscona, alle colline di Nomadelfia, a Poggio Calvello), su due delle colline che sovrastano la sponda del Lago Prile opposta a quella vetuloniense, dall'ultimo quarto del VII secolo a.C. incomincia la vita della città di Roselle. Nel sito probabilmente già nell'età del ferro vi è un insediamento di proporzioni limitate, come sembrano indicare tracce di frequentazione; tracce meno numerose vi sono del restro riscontrabili anche per l'età preistorica e protostorica. Una cinta muraria in mattoni crudi ne circonda l'abitato, al quale appartengono i resti venuti alla luce nel fondo valle fra le due colline. Nel VI secolo, e a spese di Vetulonia, Roselle diviene la polis dominante dell'area costiera tra Vulci e Populonia, con un territorio che si estende dal mare alle pendici del Monte Amiata. Vengono edificate nuove mura di cinta utilizzando enormi blocchi poligonali di pietra, entro le quali sono non solo edifici di uso pubblico e privato, ma anche aree coltivabili e pascoli, per avere una certa autonomia di sopravvivenza in caso di assedio.
Per tutto il secolo e quello successivo i rosellani si impegnano in un grande sforzo di organiz-
zazione urbana, cui corrisponde la prosperità della città, documentata dai reperti archeologici che attestano un considerevole flusso di importazioni di ceramiche attiche a figure rosse e dunque come Roselle abbia relazioni commerciali via mare, certo agevolati dal disporre degli approdi offerti dal fiume Ombrone e dalla laguna del Lacus Prilis.

Edificio del VII secolo a.c.

 

L'anfiteatro

 

Il foro

 

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