Il 25 dicembre del 765 il lucchese Auniperto, con il consenso del padre Mauro, offre alla chiesa di S. Agata di Tempagnano di Lunata se stesso, la sua parte della casa in cui abita, in Ariano, e di tutti i suoi averi, mobili ed immobili. Sottoscrive l’atto «Aluartu presbiter de eclesia Sancti Silvestri de loco Roselle rogatus ad Aunipertu et Mauru genitore eius». «Actum Luca» (Archivio Arcivescovile di Lucca + P,87). Vi sono studiosi che non escludono categoricamente l'ipotesi della localizzazione di questa chiesa dedicata a S.Silvestro proprio all'interno delle mura della città estrusco-romana di Roselle, nell'area del foro, presso la "Domus dei Mosaici". Osserva, infatti, Carlo Citter: «Di una chiesa di San Silvestro di Roselle (non sappiamo se intesa come città o territorio) siamo informati solo da un documento dell'VIII secolo proveniente dai fondi del vescovado di Lucca. L’identificazione non è sicura, ma se fosse una chiesa urbana, poichè nella città di Roselle sono state individuate al momento solo due chiese e una è la pieve urbana, si può ragionevolmente supporre che l'altra sia San Silvestro. Sugli strati di abbandono del tempietto sede degli Augustales viene realizzato un edificio aperto a est e chiuso a ovest con un muro semicircolare. Ne risulta un ambiente ad aula, con colonne e abside sicuramente successivo all'abbandono della strada basolata romana che oblitera.
 
Non abbiamo dati cronologici sicuri, ma l’insediamento nelle vicinanze della bottega di un fabbro, da collocarsi fra III secolo e primi del IV, sembra un termine accettabile anche per l'abbandono dell'asse stradale. L’area del tempio poteva essere rimasta pubblica, a differenza della domus, e questo giustificherebbe ancora meglio la presenza di una chiesa tardoantica» (C.CITTER [a cura di], Guida agli edifici sacri, Siena 1996, p. 67- 68). D'accordo col Citter è Giulia Marrucchi: «I resti archeologici, possono
forse collegarsi, come già è stato supposto alla documentata "ecclesia sancti Silvestri de loco Roselle", il cui presbiter compare nel 765 tra i sottoscrittori di una donazione. In questo caso costituirebbero i resti di un piccolo oratorio, di proprietà di un cittadino lucchese. Il lato meridionale del foro di Roselle è occupato da un complesso di edifici, formato da una fila di botteghe che si aprivano sulla piazza, dalla 'Domus dei mosaici' e da un tempietto. Quest'ultimo, destinato al culto imperiale e curato da un collegio sacerdotale detto dei "flamines Augustales ", era costituito da una cella rivestita di marmo bianco, con una scala centrale di accesso e un peristilio formato da colonne in cotto intonacate 4.L'edificio, costruito alla metà del I secolo d.C., fu rimaneggiato, spogliato e occupato da sepolture a partire dalla metà del V secolo, mentre nell'area della 'domus dei mosaici' si insediava la fucina di un fabbro. In questa fase fu anche costruito con materiale di reimpiego un muro semicircolare a secco, che, formando un'abside, chiudeva l'antico accesso sul lato orientale dell'edificio ed obliterava definitivamente l'adiacente strada basolata. Ciò, come sottolineato da Carlo Citter, "implica la fine di ogni possibile uso secondo la precedente funzione", e coincide probabilmente con l'utilizzazione cristiana dell'edificio» (G.MARRUCCHI, Chiese medievali della Maremma grossetana. Empoli 1998, p.180). Il dubbio che, evedentemente hanno i due studiosi, sulla certa localizzazione della chiesa all'interno della cerchia delle mura dell'antica città è pienamente giustificato. Anzi, l'identificazione dei resti della chiesa documentata nel secolo VIII con quelli appartenenti all'edificio sacro realizzato nel tradoantico pare inaccettabile, in ragione proprio della appartenenza di S.Silvestro ad un lucchese. La chiesa di Aluarto in territorio della diocesi di Roselle è certo nell'énclave costituita in questo dai beni degli aristocratici e del vescovato di Lucca, come lo sono tutte quelle documentate appartenere a lucchesi anche nelle diocesi di Sovana e Populonia, tanto da dipendere dal vescovo lucchese. È inverosimile che una chiesa dipendente da quel vescovo possa essere nella città sede del vescovo rosellano, e dunque l'indicazione della sua localizzazione «in loco Roselle» è da intendersi "in territorio di Roselle", com'è normale nella documentazione altomedievale. Dopo quella del 765 la chiesa non ha altra attestazione, ed è dunque la sua localizzazione non è precisabile.