Le terme dall'età lorenese agli ultimi restauri
 
«Queste terme furono restaurate dal granduca Ferdinando III, per mezzo degli ingegneri Rossi e Lorenzo Corsi, incominciando i lavori nell'aprile 1822 e terminandoli nell'aprile 1824. Per eternare sì fausto avvenimento, a tergo dello stabilimento fu apposta un'apposita epigrafe. Le acque termali furono raccolte in un solo cratere di forma rotonda, dal quale per mezzo di condotti, l'acqua calda viene immessa nelle tinozze di marmo, che in appositi bagnetti o stanze, stanno tutte all' ingiro. Per comode scale si accede ad un piano superiore, che ha uno scoperto terrazzo e più stanze per comodo dei bagnanti. Sopra la porta anteriore del cratere, che prospetta la via provinciale, vi furono posti quattro leoni di granito, la cui bocca è foggiata in modo da far vedere che erano destinati a gettar acqua: questi leoni di scalpello romano, furono ivi ritrovati negli scavi per i restauri» (A. ADEMOLLO '894, p.134).

Ai restauri del Corsi si giunge dopo altre progettazioni non realizzate.

Archivio di Stato di Grosseto. Comune di Grosseto. Postunitario, cat.X , fasc. 16, c.22r. 1824 Gennaio 7. Lorenzo Corsi: "Nuova fabbrica del Bagno a Roselle, secondo la sua ultima costruzione che differisce in qualche parte dal progetto primitivo". A destra il particolare della "Facciata principale e Piano dei bagni". «L'ingresso, chiuso da una cancellata in ferro, era sovrastato da quattro delle cinque teste leonine rinvenute durante la
ristrutturazione, che nel progetto primitivo erano state collocate ad ornamento all'intorno del cratere. All'interno furono ricavati 12 bagni: due ai lati del cratere, rivestiti di marmo con annessi salottini (Sa) e spogliatoi (Sp) riservati ai bagnaioli più facoltosi. Due più grandi (d-d) ai lati dell'ingresso secondario,

destinati ai miserabili o affetti da malattie cutanee o da lebbra. Gli altri sei (e-f-g) accoglievano uomini e donne, rigorosamente separati, della piccola e media borghesia. Due docce (0-0) prelevavano l'acqua da due recipienti posti al primo piano (lettera X della figura successiva). L'acqua del cratere entrava tramite (due condotti nei bagnetti laterali e
da questi in quelli e-f-g e d.A lato della porta (P) tra il cratere e il corridoio (b-b) fu costruito un pilastro in muratura, sul quale fu collocata l'antica imposta d'arco ritrovata in marmo, con sopra... il ritratto in rilievo del sovrano» (G.AMANTE - M.INNOCENTI 2001, p.33).

 

 

 

 

 

 

 

Già attorno nel 1772-1773 Leonardo Ximenes propone la costituzione di un "tetto o una loggia" nel Bagno; un progetto di costruzione di un edificio termale confortevole è redatto nel 1790 da Pietro Conti, l'architetto granducale che in Maremma viene spesso in questo periodo, impegnato com'è nella costruzione o il restauro di torri appartenenti al sistema difensivo costiero, come quelle di S.Rocco, delle Marze, della Trappola e di Collelungo. Del 1807 è invece il progetto dell'ingegnere Giacomo

Archivio di Stato di Grosseto. Commissario della Provincia Inferiore di Siena 756, c.575r bis. 1790 Maggio 9. Progetto di Pietro Conti per il Bagno di Roselle. «Nella tavola a destra in alto c'è la facciata dell'edificio dei bagni a due piani a laterizi rossi con porticato a tre ingressi arcuati e tetto a più spioventi con sopra tre grandi "lanterne" o comignoli fungenti da esalatori del vapore delle acque. A sinistra c’è la pianta con la distribuzione degli spazi interni: al porticato (A) seguono speculari, ma separati, da una parte e dall'altra lo spogliatoio con caminetto per gli uomini e le donne (B e F), il bagno vero e proprio (C e G), il bagnetto separato (O e H), la doccia (E e I), il cratere delle sorgenti (L), cui si accede mediante scala (M), i regolatori per lo scarico delle acque (N), il bagno esterno de1 bestiame (O) e la gora che porta le acque utilizzate al mulino della Mensa vescovile (P). Da notare come il cartografo si sia dimenticato di riportare le lettere della legenda sul disegno in pianta» (D.BARSANTI-L.BONELLI CONENNA-L.ROMBAI [a cura di] 2001, p.70).

Passerini, incaricato dalla comunità di Grosseto, che a seguito della concessione in enfiteusi dell'area delle terme da parte della Mensa Vescovile ne decide la realizzazione, ma soltanto parzialmente per le scarse risorse finanziarie disponibili. Nel 1818 l'edificio, che minaccia di rovinare, viene concesso in affitto a Domenico Rolero, che si impegna a realizzare un progetto di ristrutturazione che non sarà invece attuato, e finalmente si giunge al finanziamento del progetto Corsi da parte della comunità grossetana, dell'Ufficio dei Fossi e soprattutto del Dipartimento Finanze del granducato. Viene redatto un Regolamento fra i cui articoli «degni di nota sono quelli che prevedono un'assistenza sanitaria costante e continua affidata ad un "Professore di Turno" e la distinzione delle stanze per la bagnatura, per sesso e ceto sociale. Ai malati più facoltosi erano riservati i "bagnetti" creati proprio all'interno del cratere ed a esso adiacenti, mentre la prima vasca entrando a destra e a sinistra, era destinata alle persone più indigenti ed agli "affetti da malattie Lebbrose...". Agli utenti delle Terme, che provenivano non soltanto dall'hinterland grossetano, ma anche da varie altre città quali: Arezzo, Cortona, Firenze, Modena. Napoli, Pisa, Pistola, Siena e Venezia, era concessa poi la possibilità di rifocillarsi e riposare nella vicina locanda già prevista nel 1819 e realizzata utilizzando parte della limitrofa chiesa...Pochi anni dopo l'apertura dello stabilimento, il complesso già richiedeva sia lavori di manutenzione che di ristrutturazione specie ai condotti di scarico, in quanto l'acqua dei "bagnetti" stentava a defluire e, ristagnando nelle vasche, causava problemi non indifferenti. Per ovviare a quest'incoveniente, l'ing. Antonio Lapi, al quale si deve anche un progetto di ristrutturazione delle intere Terme , ideò una nuova sistemazione per la rete di scarico... Dieci anni dopo, nuovi lavori sempre alla rete fognante furono fatti eseguire in base alla perizia del l'ing. G.Tavanti, dietro autorizzazione del Granduca Leopoldo II. La documentazione archivistica, che con la sua continuità aveva coperto gran parte del primo trentennio del secolo scorso, sembra interrompersi per un ventennio durante il quale probabilmente non furono effettuati interventi di rilievo sulla fabbrica, per riprendere poi, nel 1850, con il nuovo Regolamento per l'accesso alle Terme.
Sostanzialmente esso ripete il precedente del 1824, allontanandosene soltanto per quanto riguarda il periodo dell'apertura (16 maggio - 15 luglio), per la figura del custode a cui vengono attribuiti funzioni e compiti ben precisi e per quella del "Professore assistente" che, oltre a seguire i casi di malattie più rimarchevoli, doveva registrare gli effetti curativi delle acque e soprintendere a tutte le attività che si svolgevano nelle Terme. L'accuratezza con cui fu redatto questo Regolamento dimostra l'importante ruolo ricoperto dalle Terme di Roselle nell'ambito della sanità pubblica della Maremma, ruolo confermato anche dal diretto intervento finanziario del Ministero dell'Interno nell'anno 1865. Questo secondo Regolamento rimase in vigore fino al 1880, anno in cui ne fu steso un altro, che si differenziava al precedente per il periodo dell'apertura (10 giugno - 18 agosto), ma soprattutto perché, per la prima volta,l'accesso alle Terme avveniva, ad eccezione delle persone più povere, dietro pagamento. Dopo l'unità d'Italia le Terme non furono più interessate da grandi lavori di restauro, ma da periodici e normali interventi di manutenzione ). Alla fine del secolo, nonostante queste costanti attenzioni, si assiste ad un declino delle Terme dovuto non solo alla istituzione del biglietto d'accesso, ma anche al contemporaneo abbassamento del livello delle sorgenti» (E.M.BERANGER-M.CORTI '84).

 

«Dal 1906 la gestione delle terme fu affidata a Petra Ballerini vedova Carboni, tenutaria dell' osteria del Bagno, con ottimi risultati. I servizi prestati, infatti, migliorarono notevolmente: non solo alcune stanze furono trasformate in accoglienti camere da letto per il riposo dei bagnanti, ma alcuni locali furono adattati a ristorante e cucina annessa; due corse giornaliere con vetture, inoltre, garantivano il collegamento con Grosseto. Pochi anni dopo, forse per dispersione dovuta a microfratture, la portata delle sorgenti sembrò diminuire ancora e le terme non poterono essere utilizzate e di fatto abbandonate.   Nel 1910, durante la grave
epidemia di colera che colpì le Puglie, le stanze soprastanti i bagnetti furono adibite a lazzaretto. Tre anni più tardi il comune, dopo opportuni ed efficaci lavori di riallacciamento delle acque che negli anni decorsi per l'abbandono nel quale era stato lasciato lo stabilimento difettavano grandemente, riattivò le terme, affidandone la gestione ancora a Petra Ballerini. Nel corso del primo conflitto mondiale, l'edificio non fu sottoposto neppure agli ordinari lavori di manutenzione e nel giugno del 1917 fu dichiarato inagibile. Nel giugno del 1920, nonostante le condizioni di comodità e d'igiene fossero veramente deplorevoli, le terme furono nuovamente affidate all' antica affittuaria. Un mese dopo, Petra fu assassinata con un colpo di rivoltella.

Nel 1923 le terme furono dichiarate inagibili con ordinanza prefettizia per motivi d'igiene. L'anno successivo un Comitato Cittadino… chiese di poter gestire direttamente le terme, provvedendone la ristrutturazione a proprie spese. L'amministrazione comunale, sindaco Benedetto Pallini, accolse la richiesta. Nel giugno le persone che per passeggiata si sono recate a Roselle ed hanno veduto i lavori compiuti sono rimasti addirittura entusiasti delle modificazioni portate allo  sta-

Archivio di Stato di Grosseto. Preunitario 133, fasc.10, cc.26-30. 1807. Giacomo Passerini. Progetto di recupero delle Terme di Roselle. "Pianta del Bagno Roselle, e piccola adiacenza con Prospetto a Levante regolata sù riduzione da darseli dalla Comunità di Grosseto".

bilimento e ai bagnetti, che ormai si possono paragonare per il tipo, per la comodità, per l'acqua corrente ai più rinomati di Europa. L'acqua che si rinnova nelle 24 ore nel cratere è di sette milioni e mezzo di litri; una sorgente, come ognun sa, ricchissima; la temperatura è di 38,4°. Le nuove terme furono inaugurate nel luglio del 1924. Per i grossetani fu garantito un ser-

L'edificio delle terme ottocentesche, dopo i recenti restauri, è utilizzato come centro di informazioni turistiche.

vizio di trasporto pubblico e per i forestieri che avessero voluto far la cura dei bagni, Alfredo Bastiani, proprietario dell' omonimo Grand Hotel, offriva a condizioni eque il proprio albergo a cui viene annesso uno speciale servizio di automobile Albergo Bastiani-Roselle con una elegantissima e comoda vettura. Nell' autunno la Società concessionaria stabilì di prolungare l'apertura dello stabilimento termale anche durante l'inverno. Fu acquistata una vettura che garantiva nei giorni di domenica e lunedì un collegamento con Roselle. Il costo complessivo del viaggio e del bagno fu stabilito in 6 lire. Negli altri giorni il servizio era assicurato, purché le richieste raggiungessero le 10 unità. Durante il periodo bellico le stanze del primo piano accolsero alcune famiglie di sfrattati, che ancora le occupavano nel 1950» (G.AMANTE - M.INNOCENTI 2001, pp.39-42)

 

 

 

 

 

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