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1272 Gennaio 29
Archivio di Stato di Siena. Conventi 161, "Caleffo di S.Galgano, I, cc.273-274

Galgana vedova di Bentivegna Comi e Agnello suo figlio donano a S.Galgano terra in distretto di Grosseto in contrada Ponte di Molla presso Marrucale sulla strada che da Grosseto va al Bagno di Roselle, confinante con la via pubblica e beni dell'Ospedale di S.Maria della Scala. Atto nella chiesa di S.Andrea di Grosseto.


1298 Novembre 9
Archivio di Stato di Siena. Conventi 162, "Caleffo di S.Galgano, II,cc.271-272.v

Benuccio Rustichelli di Grosseto per rimedio dell'anima sua e dei suoi parenti dona al Monastero di S.Galgano, nella persona dell'abate Raniero, se stesso e tutti i suoi beni presenti e futuri. Una casa posta nella città di Grosseto, confinante nel primo lato con Brunaccio Dietiguardi, nel secondo e terzo con la via pubblica; un pezzo di terra posta in Contrada S.Martino, confinante al primo lato con gli eredi di Germano, al secondo Bonello di Orbetello e l'erede di Melloso e al terzo la via; un pezzo di terra in contrada detta al Rigo Salso, con al primo lato Vitale Mariscalco e al secondo Puccio da Campriano, al terzo il Rigo Salso; un pezzo di terra posto " a luliveto di S.Michele", con al primo lato è la chiesa di S.Michele , al secondo di Credo Valente; un pezzo di terra in contrada detta Massarone, con al primo lato gli eredi di Orgese, al secondo eredi Bonfiglioli, al terzo la via pubblica; un pezzo di terra posto in contrada Forche sulla via del Bagno di Roselle, con al primo lato la chiesa di S.Lucia, al secondo Meo di Benuccio e Giovanni carnaiolo, al terzo Berinperto del fu don Niccolao, presso la quale terra sono due pezioli di terra verso il lago Bernardo delle quali le metà per indiviso è dell'Ospedale di S.Lucia e di Meo di Benuccio; un pezzo di terra in contrada dove sono le forche sulla via del Bagno di Roselle metà per indiviso, alla quale al primo lato è degli eredi Joanni Lamberti e via pubblica; un pezzo di terra con ficaia, al cui primo lato è Nardo Colure, al secondo Durellino, al terzo don Bonaventura....., al quarto la via pubblica; un pezzo di terra in contrada La Malaterra, al cui primo lato è degli eredi di Iacometto al secondo la gora dei molini del Comune di Grosseto, al terzo la via pubblica; una vigna posta in contrada del Malaciatico con al primo lato Guidone Aldigardi al secondo Benincasa, la chiesa di S.Lucia, la via pubblioa; una vigna in contrada Le Fornaci con al primo lato gli eredi Cinghiarelli, al secondo eredi di Boninsegna fornaio, al terzo Lamattaraia al cui primo lato gli eredi Cinghiarelli al secondo le monache di S.Chiara poi la via pubblica, poi la gora del molino del comune di Grosseto; un orto posto nella contrada di Porta Cittadina , confinata con Durellino q.Guarcherino, gli eredi di Tancredi fabbro e da due parti la via; un pezzo di terra da saline posto in Cardetalo di 22 saline e 22 in luogo Cottoi, una parte di peschiera posta a Cardetalo con 22 saline e 22 cottoi, confinante con beni della chiesa di S.Pietro e la via pubblica; una parte della pescaia posta a Grado. Atto in Grosseto "in Grancia Sancti Andree".

1345 Maggio 29
Archivio di Stato di Siena. Diplomatico. Archivio Generale

Ghino del fu Bernardo compra da Migliorino del fu Amerigo un prato nel distretto di Grosseto in Contrada delle Forche, ovvero della strada che va al Bagno di Roselle. Atto in Grosseto. Carlo del fu Andrea notaio.

1347 Gennaio 25
Biblioteca Comunale di Siena. Ms. A.III.3

"Contratti compendiati da me Giovanni Pecci, esistenti presso Paolo Vannucci libraio".
C.12. «Bergha di Signoruccio di Monte Curliano riceve da Cristoforo di Mino Verdelli e suoi fratelli il prezzo di una terra posta in Monte Curliano ed in corte di Bagno di Roselle. Atto in Grosseto. Aldo da Orbetello notaio».

1422 Aprile 6
Archivio di Stato di Siena. Diplomatico. Archivio Generale

Messer Francesco vescovo di Grosseto affitta a Pietro di Ciardino detto Gavazza della Rocca d'Orcia, abitante in Istia, il Bagno di Roselle con le sue case, col canneto e terreno. Atto in Grosseto.

1430
Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S.Maria della Scala n.1406. Grancia di Grosseto

"Inventario dei beni spettantio all' Ospedale di S.Maria della Scala di Grosseto"
c.28v Una vigna presso la via che va al bagno...

1442 Novembre 3
Biblioteca Comunale di Siena. Ms. A.III.3

"Contratti compendiati da me Giovanni Pecci, esistenti presso Paolo Vannucci libraio".
C.20r. «Giovanni Cenni e sua moglie vendono a Cristoforo di Mino Verdelli una terra in Grosseto vicino alla via che va al Bagno di Roselle».

1469
Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S.Maria della Scala n.1406. Grancia di Grosseto

"Beni acquistati dall'Ospedale di S.Maria della Scala dalla casa della Misericordia di Grosseto nel 1466".
c.39 «Un pezzo di terra di moggia 4 e staia 12 in circa posto nella contrada delle Molli con questi confini da un lato la via comune che va al bagno e da unaltrolato ebeni dell'Opera e da unaltrolato la Molla e beni di S.Galgano e le monache di Grosseto».

1493
Arch. di Stato di Siena. Notarile. Ser Lodovico Credi

A seguito del rinvenimento, poco lontano dall' edifìcio termale di Bagno di Roselle, da parte degli affittuari Agostino e Cristoforo di Domenico da Monte Orsaio, di un tesoretto di monete per un valore metallico di 13 libbre di argento fìno «in grussettis antiquis de pluribus coniis et stoczis in uno pignatto di terra rozo », il vescovo di Grosseto, Andreoccio de' Ghinucci inviò «in hospitio balnei Rosellanorum» il proprio vicario ed altri per recuperarlo, ingiungendo loro altresì di far dichiarare con giuramento agli scopritori quello che avessero rinvenuto in oro e argento «vel aliarum rerum pretiosarum».

1525 Settembre 4
Arch. di Stato di Siena. Concistoro 2208, carte sciolte

I grossetani chiedono al governo senese di poter deviare i fossi in cui finiscono le acque del Bagno di Roselle utilizzate per i mulini del vescovo. Asseriscono, infatti, che dei 150 uomini che abitano Grosseto «ne sonno xxv grossetani et tutti li altri forestieri et la maggior parte Corsi, uomini di poca iustitia » e che « tutti, per lo aere naturalmente tristo sì ancora per le putrefationi de l'acqua de' paduli, fossi, stagni, sì ancora di bandite, in modo che grandemente patono»; e ancora «considerato quanto per natura lo aere sia gattivo et molto più nocivo per li pantani et aqque morte che escono del Bagno di Roselle et vanno ne li fossi di essa vostra città dove solamente la vernata macina uno mulino et la estate si rasciuga et fa putrefatione in modo che da poi che si fe' dicto mulino non vi si può condurre alcuno fanciullo a età virile et già son tutti morti quelli nati avanti si riducesse dicto mulino».


1567 - 1666
Archivio Vescovile di Grosseto, b.163, vol. 5, cc. 8v-11r

(da ARCHIVIO DI STATO DI GROSSETO, Formazione, storia e declino del patrimonio della Mensa Vescovile di Grosseto, Grosseto 1988, p.37)
«Catasto del Beni Immobili di tutti i Benefizj, e Luoghi Pii della Città, e Diocesi di Grosseto, compilato da Paolo Notari Notaro e Attuario della Curia l'Anno 1587 a tempo di Monsignor Claudio Borghesi con Note d'altra mano fino al 1686».
Dall'esame delle carte, oltre al confini della Tenuta, se ne rileva l'estensione corrispondente a circa 300 moggia di cui 100 occupate da marruche e soltanto 80 coltivabili a grano. La Tenuta comprendeva anche alcuni edifici come il Bagno di Roselle costituito da stanze per ricovero dei frequentatori che vi affluivano durante la primavera anche se in modo modesto a causa dell'aria malsana e «molto pestilente». Nelle stesse acque termali veniva macerato il lino.
Contigua al Bagno, era l'osteria ed un mulino, un tempo funzionante, ma all'epoca in declino, sia per la scarsa popolazione che per l'eccessiva tassa sul macinato imposta dal vescovo. Nel periodo estivo la Tenuta veniva sfruttata per il pascolo. Sia sull'oste che sul mugnaio esercitava la giurisdizione cIvile soltanto il vescovo, senza alcuna interferenza da parte della città di Siena.

1588
A. BACCI, De Thermis, Lib. VI, p. 340 in G.TARGIONI TOZZETTI, Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di essa, vol. IX, 1826, Copia anast. 1971-72, pp. 412 - 417

«Rusellae vetusta fuit in maritimis Senarum Civitas... Hodie vicus vero parvus remansit;.. .ac iuxta hoc balneum, atque hanc historiam nos partim ex relatis egregii viri Benedicti Vergiosi medici volatelTani conscribemus et partim censuris utemur reverendissimis anistitis senarum D. Franciscus Bandinei de Piccolominibus. Est autem aqua clarissima super caeteras aquas, nec valde calida; quin ubi refrixerit, suavis adeo gustanti apparet, ut vix eam mineralem agnoscas; ac icunde admodum curo vino difuta bibitur; curo manifesto hepatis, ventricolique iuvamento. Minera (ut pluribus experimentis comperimus) ferrea pluri ex parte est, curo quinta aluminis parte, ac sulphuris, unde tantisper incalescit, fornite ac momento argenti. In balneis mediocritates digerii, atque essiccat, scabiem atque id genus cutis vitta delet. Crurum manantia ulcera persanat. Consueti autem sunt ex levi sconsiderati plebecula aliqui eius aquae molli tepore allecti, ea balnea ingredi, ac diutissime, quindicim etiam dierum spatio, in eis permanere; ac mirum est ut exstenuati aliquoi, ac ad ossa usque enervati, pingui ac robusti exeant. Ut sciant, qui legunt, inte hac balnea, ac inoffense operari. Tota aestate ac etiam sud Sirii fervore utilia, duro qui Lina ex eis macerant, non inquinent eo tempore aerem...».


1642
Archivio di Stato di Siena. Quattro Conservatori n.1723

"Accesso d'Istia per la deterninazione de beni cn la comunità e spedale di detto luogo fatto dal Sig. Francesco del già Sig. Francesco Piccolomini".
c.50v «...Strada che va al Bagno che comincia al campo della Madonna de Battenti bianchi».
c.51 Beni della Mensa Vescovile a Roselle: Osteria, Bagno, Molino.

1676
Biblioteca Comunale di Grosseto. B.Gherardini, Visita fatta nell'anno 1676 alle Città e Terre e Castella dello Stato della Città di Siena (manoscritto)

Cc. 215 - 216. «Lontano dalla città di Grosseto tre miglia, nella Strada Maestra Grossetana vi è il Bagno di Roselle, totalmente appartenente al Monsignor Vescovo di Grosseto come che scaturisce in terre della sua Mensa, ed egli s'intitola ancora Signore di Roselle, luogo tutto buono per colture e sementa di grani non sottoposto nè alla salsedine nè all'umidità, come le altre terre del piano per essere lontana in egual distanza di circa miglia otto dal mare e dall'acqua del lago di Castiglione. E' del Vescovo il terratico che gli si paga a ragione di tutto seme, a causa poi della giurisdizione che il Monsignor Vescovo gode in questo luogo, vedasi a rescritti del 1632 in Cancelleria de Conservatori ove facilmente sarà anco notato il confino di Roselle che vien cinto dalla Corte di Grosseto, Batignano e Istia. La giurisdizione criminale s'aspetta al Capitano di Giustizia e nella civile e mista ha luogo la prevenzione».