Il "bagno" medievale
 
«Efficace è il bagno di Roselle vicino a Grosseto, potente contro la scabbia ed a molte spezie di piaghe. L'acqua di questo bagno bevuta purga potentemente lo stomaco. La poca cura che se ne prende, cagiona che molte virtù di queste acque rimangono sepolte, amando meglio i più degli abitatori sottrarsi a poca fadiga e fuggire qualche spesa, che godere della utilità de' lor bagni e soccorrere in qualche parte all'infelicità di quell'aria».
 

Archivio di Stato di Siena. Conventi 161, "Caleffo di S.Galgano, I, cc.273-274. 1272 Gennaio 29. Galgana vedova di Bentivegna Comi e Agnello suo figlio donano a S.Galgano terra in distretto di Grosseto in contrada Ponte di Molla presso Marrucale sulla strada che da Grosseto va al Bagno di Roselle, confinante con la via pubblica e beni dell'Ospedale di S.Maria della Scala. Atto nella chiesa di S.Andrea di Grosseto.

Questa, secondo la Relazione sullo Stato Senese di Jacopo Tondi, del dicembre del 1334, riportata nelle Historie di Siena (Libro IX, p.260) da Giugurta Tommasi (cfr. A.LISINI '35, pp.210 e 219), è la situazione del Bagno di Roselle nei primi decenni del XIV secolo. Nonostante, dunque, che già dal secolo precedente vi sia un innovato apprezzamento delle acque rosellane, dopo quello dell'età romana, come attesterebbe la documentazione che registra il toponimo "Bagno", e che nel territorio di influenza senese in quel secolo numerosi siano i "bagni" attrezzati per l'utilizzazione a fini terapeutici delle acque termali, nondimeno fino al 1334 nel sito non vi sarebbe alcuna struttura del genere. In effetti le più antiche attestazioni pervenute dell'esistenza di una tale struttura in Bagno di Roselle, dopo quella romana, sono soltanto della fine del XV secolo: di un «hospitium balnei» - che fa parte del patrimonio della Mensa Vescovile di Grosseto nel territorio fra il fosso della Molla e l'antica città di Roselle - percepisce la rendita annua il vescovo di Grosseto fra il 1489 ed il 1497 (cfr.F. BANDINI PICCOLOMINI 1894, p. 28), che nel 1493 inviò «in hospitio balnei Rosellanorum»  il  proprio vicario  per recuperare
un tesoretto di monete trovato l' presso. È probabilmente proprio questo l'edificio del cui restauro si avverte la necessità del restauro nel secolo seguente.

Archivio di Stato di Siena. Conventi 162, "Caleffo di S.Galgano", II, cc. 271-272 v.. 1298 Novembre 9 «Un pezzo di terra posto in contrada Forche sulla via del Bagno di Roselle, con al primo lato la chiesa di S.Lucia, al secondo Meo di Benuccio e Giovanni carnaiolo, al terzo Berinperto del fu don Niccolao, presso la quale terra sono due pezioli di terra verso il lago Bernardo delle quali le metà per indiviso è dell'Ospedale di S.Lucia e di Meo di Benuccio; un pezzo di terra in contrada dove sono le forche sulla via del Bagno di Roselle metà per indiviso, alla quale al primo lato è degli eredi Joanni Lamberti e via pubblica.
 

Torna su