Porto Chiavano
 

 

 

 


Archivio di Stato di Firenze. Segreteria di Finanza,749, a.1788. "Carta Topografica Generale del Lago di Castiglione e sue adiacenze fino alla radice dei Poggi". Particolare.

Nel particolare della settecentesca "Carta Topografica Generale del Lago di Castiglione e sue adiacenze fino alla radice dei Poggi" col toponimo «I Poggetti» è indicata la località oggi chiamata 'Poggetti Vecchi'. Nella stessa "Carta..." è ben evidenziato un laghetto, presente anche nella rilevazione del 1822 del Catasto Leopoldino presso il 'Diaccialone' (Archivio di Stato di Grosseto, Comunità di Grosseto, Sez. A, F.III). Il laghetto del Diaccialone si trovava, dunque, a poca distanza dalla località Poggetti Vecchi ed è scomparso a seguito delle bonifiche della pianura grossetana. Si trovava, cioè, poco oltre l'estremità occidentale di una strada (ancora esistente) che dai Poggetti porta al Terzo, e la cui prosecuzione in linea retta conduce ai piedi della collina di Roselle, percorrendo la distanza più breve fra qui ed un punto della sponda della palude. Il che equivale a dire la distanza più breve dal lago alla città in epoca etrusca e romana: la carta archeologica del Curri sul territorio di Vetulonia consente, infatti, di definire rivierasche al Lago Prile le terre circostanti la località Poggetti in epoca etrusca, in ragione di ritrovamenti archeologici che fanno decisamente escludere fossero sommerse. Riferisce l'archeologo: «a) Ai piedi del fianco occidentale dei Poggetti Vecchi scaturisce una sorgente di acque termali. In tempi recenti la polla, che affiorava in uno stagno, è stata imbrigliata e utilizzata, in parte per il condizionamento di un essiccatoio, in parte per scopi irrigui. L'antico invaso, di forma tondeggiante, è stato sostituito da una vasca scavata nell'argilla, di m. 20 X 12.   Durante

questi lavori, nell'area immediatamente a N della vasca è stata accertata l'esistenza, a circa m. 2 di profondità sotto il piano di campagna e a m. 1,50 circa sotto l'attuale livello dell'acqua, di una platea pavimentata con grandi lastre di trachite. Una di tali lastre, portata in superfìcie dalla benna, giace presso la sorgente: è perfettamente squadrata e levigata, e misura cm. 55,5 X 46,5 X 9. Nel corso dei lavori per la costruzione dell'essiccatoio, circa m. 20 a NNO della vasca, furono in parte demoliti muri in opera cementizia intersecantisi ad angolo retto, tra i quali furono trovati vasi fìttili, ora dispersi e grandi frammenti di marmo, che furono riutilizzati per costruire i davanzali della villa Ceccarelli, sulla sommità dei Poggetti Vecchi. Tutto il terreno attorno alla vasca è disseminato di frammenti di tegole a pasta rosata con incastri laterali, e frammenti di vasellame di argilla rossastra. Tra i reperti ceramici si notano: 1) N. 7 fr. di ceramica a vernice nera. 2) N. 1 fr. di terra sigillata chiara, con solcature parallele. 3) N. 1 fr. di ceramica invetriata medievale con decorazione a ramina e manganese. Sulla superfìcie dei campi intorno ai Poggetti Vecchi, specialmente verso N, si osservano frammenti laterizi. b) Circa m. 150 a NNE della Villa Ceccarelli, durante lavori di sbancamento del rilievo fu trovata una tomba a cassone formata da grandi lastre di trachite, con una lastra della stessa pietra: per copertura, contenente uno scheletro adagiati su un fianco in posizione rannicchiata. La deposizione era priva di corredo. Aree di frammenti fittili: a SO dei Poggetti Vecchi, tra i fossi DiacciaIone e Pesciatino, presso il Podere Santa Pia, segnalata l'esistenza di due aree con frammenti fittili» (C.B.CURRI ' 78, pp.201-202). Della sorgente termale di Poggetti Vecchi, e di quale ne fosse l'utilizzazione nel XVIII secolo, ci informa il Boldrini nella sua Relazione sul Capitanato di Grosseto nell'anno 1760:
«Un'altra acqua termale si truova in distanza da Grosseto circa quattro miglia in luogo detto i Poggetti, dove i pastori sogliono lavare le loro pecore per mali cutanei. Quest'acqua nella di lei sorgente, anch 'essa è ristretta da quattro muri, a guisa di pila mediocre e da questo luogo, dopo qualche tratto scorre nel Lago di Castiglioni» (J.BOLDRINI 1760, p.154). Ma ciò che appare assai interessante, in relazione al fatto che il sito si trovi sulla via più breve fra la riva del Lago Prile e l'antica città di Roselle, è proprio l'esistenza del laghetto del 'Diaccialone', comunicante col Lago stesso, documentata dalla cartografia settecentesca ed ottocentesca, e ricordata dalla toponomastica di quella odierna. Le caratteristiche e la localizzazione del piccolo specchio d'acqua potrebbero indicare qui, infatti, il luogo in cui ragionevolmente è possibile individuare quello del porto rosellano nel Lago. Un approdo, comunque, in questa zona vi è di certo stato, almeno nel '500, come è attestato dalla documentazione. Nel 1765 anche le terre di "Poggetti" fanno parte di quelle interessate dalla grande aIlivellazione statale effettuata dalla Reggenza lorenese in Maremma, nei dintorni della città di Grosseto, con i terreni dell'Opera del Duomo.