Alla fine del XVI secolo il governo mediceo intraprese tentativi di bonifica dell'area circostante il Lago di Castiglioni, per i quali Ferdinando I, con l'istituzione dell'Ufficio dei Fossi nel 1592, tentò di creare uno strumento in grado di coordinare le opportune iniziative e la gestione amministrativa. In effetti, mancando di intervenire efficacemente nel riordino dei corsi d'acqua della pianura, ciò che si ottenne per qualche tempo fu il miglioramento delle condizioni di pesca nel lago ed il recupero di terra da destinare alla cerealicoltura, problema particolarmente avvertito dopo gli effetti deleteri della crisi economica che colpì la Maremma dalla fine del '500 in poi. Ma, date le condizioni inadeguate in cui fu effettuato, si trattò di un recupero precario, poiché bastava un'annata piovosa per impaludare di nuovo le terre messe a coltura.   Le esondazioni dell'Ombrone costituivano un grave

Archivio di Stato di Firenze. Mediceo 2029, 8. Prima metà del XVII secolo. È rilevato il tracciato del "FossoNavigabile" dalla foce del Lago di Castiglioni al "Porticciolo" , fra Querciolo e S.Giovanni.

problema non solo per la coltivazione del grano, ma anche per l'esercizio redditizio della pesca nel lago, per l'innalzamento del suo fondo causato dal deposito delle acque torbide del fiume e per il danneggiamento che queste arrecavano agli edifici in cui era effettuata la trasformazione del pescato. Un importante tentativo di risolvere il problema delle alluvioni dell'Ombrone fu effettuato nel 1603, allorché « fu resoluto però farvi l'opera del bastione, acciòresistendo ai trabocchi del fiume, assicurasse la campagna dalle inondazioni e non cagionasse danno a detta pesca del Lago. Vedesi dunque il detto bastione nel suo principio di distanza di mezzo miglio dalla città di Grosseto e di due tiri di moschetto dal corso del fiume e proseguendo sempre nel più basso della campagna, si estende per lo spazio di circa miglia sette in vicinanza della torre della Trappola » (Archivio di Stato di Firenze. Mediceo, 2029. "Relatione delle notitie e operationi circa al lago di Castiglioni, fosso navigante, bastione d'Ombrone sino al viaggio fattovi dal Governatore nel 1695"). «E siccome l'esperienza dimostrò che anche questa opera risul tava insufficiente a fermare le piene dell'Ombrone, quando il mare grosso impediva il libero defluire delle acque di portata, gli affittuari nel 1614 proposero l'innalzamento di un  nuovo argine  più interno e vicino al lago.  Cosimo II
nella circostanza, per venire incontro anche ai faccendieri grossetani in quegli anni colpiti da una grave crisi produttiva, pensò di potersi ingraziare gli uni e gli altri acconsentendo al progetto di scavare un canale navigabile, con arginatura particolarmente rial-

Archivio di Stato di Firenze. Mediceo 2029, c. 14, anno 1694, [G. Ciaccheri?].Disegno che dimostra lo stato presente del fosso navigabile dal porticciolo al mare. - Il disegno, in forma schematica, mostra anche lo sbozzo dei profili a sezione e lo stato di decadimento del 1° Navigante nel 1694, ormai tutto ripieno e devastato dal bestiame brado, perenne flagello delle opere di bonifica maremmane.

zata in modo da fungere anche da bastione. In tal modo i 37.236 scudi spesi dal 1614 al 1639 per la costruzione di questo primo «Navigante», che partendo dal cosiddetto Porticciolo di Grosseto presso il Quercio-lo arrivava, costeggiando il lago a sud in parallelo al corso del fosso Martello, a sfociare nella Fossa Nuova e quindi alla Fiumara, si poterono in parte ammortiz-zare con gli introiti del pedaggio dei trasporti sul canale, con l'aumento di due  giuli  della   sopratratta
sul grano e con la ripartizione dell'esborso fra i proprietari beneficiati. I lavori affidati ad esperte compagnie di terrazzieri aquilani iniziarono nel 1614 e sembrarono terminare cinque anni dopo, ma dovettero ben presto riprendere e durarono sino al 1639 per le insormontabili difficoltà incontrate nell'escavazione» (D.BARSANTI '84, p.59). Compiuta l'opera, però, fu possibile per ben poco tempo far transitare sulle acque del "Navigante" le chiatte tirate da cavalli correnti sugli argini, caricate di grano presso Grosseto e dirette al porto di Castiglione della Pescaia: gli argini del canale venivano danneggiati continuamente dal passaggio delle mandrie, e dunque fra il 1696 ed il 1715, con grandi difficoltà e spese, fu realizzato il Navigante Nuovo, al fine di poter finalmente disporre di una comoda via di trasporto su acqua che consentisse di ridurre notevolmente tempi e costi, e che fosse al riparo da quanto ne potesse impedire l'utilizzazione.