L'interno della chiesa
 

Il visitatore apostolico Bossi così riferisce dell'interno della chiesa di S.Stefano, ed in particolare del suo altare maggiore, nel 1576 (Archivio Segreto Vaticano. Congr. Vescovi e regolatori. Visite Ap.60 [già Congr. Concilii, Visite Ap. Vol.119], c.56): «Ecclesia unica est tantum Nauis, et in superiori parte illius, e conspectu portae maioris, positum est altare maius lateritium, sed non altum ut decet, et supra absque baldachino, in reliquis ornatum in forma, et ad illud ascenditur per tres gradus lapideos». Il visitatore riferisce anche dell'esistenza di altri due altari: «Altare, sub titulo Sanctae Mariae Consolationis, nimis latum, et ornatum Icona...Altare Visitationis Beatae Virginis Mariae, e conspectu predicti, ornatum in forma, et cum Icona pulcra...». Un secolo dopo l'auditore generale dello stato di Siena Bartolomeo Gherardini rileva ancora due altari oltre il maggiore, ma riferisce che la loro dedicazione è a S.Monica ed alla Madonna del Carmine, notizia che trova conferma nel 1752 nella Storia ecclesiastica di Francesco Anichini. Verosimilmente le tre fonti trattano degli stessi altari, che dovrebbero aver mutato titolo.
L'altare che si trova nel braccio sinistro del transetto, intitolato a S.Sebastiano, purtroppo in cattive condizioni, è dove il vescovo Bossi vede quello della Visitazione. La sua decorazione di gusto classicheggiante, con motivi affini a quelli utilizzati nell'altare della Madonna delle Grazie nel duomo di Grosseto, ne consente l'attribuzione ad Antonio Ghini. Certamente si tratta dell'altare qui trasferito nel secolo XVIII dalla chiesa di S.Nicola, ove fu visto dal visitatore con la sua «icona pulcra», la pala d'altare di Matteo di Giovanni raffigurante la Madonna in trono e Santi, fra i quali appunto S.Sebastiano, che dal 1978 è tornata all'edificio che per primo l'ha custodita.
 

L'altro piccolo altare sulla parete sinistra è stato progettato dall'architetto Egisto Bellini nella prima metà del Novecento, ed in una nicchia sopra di esso è un affresco raffigurante l'Assunzione della Vergine tra Angeli musicanti e Santi. Sulla sinistra, appena entrati in chiesa, si trova un antico fonte battesimale in pietra, circondato da un'inferriata in ferro battuto, ritrovato in prossimità dell'edificio durante i restauri del 1942.
 

Archivio Segreto Vaticano. Congr. Vescovi e regolatori. Visite Ap.60 (già Congr. Concilii, Visite Ap. Vol.119), c.56

 
 
 

M.S.Fommei '99, p.141: «L'Assunta, nella mandorla sorretta e contornata da una gloria di angeli musicanti, è assistita dai Santi Antonio Abate, Nicola, Giovanni Evangelista e Paolo. Nel sottarco è dipinto l'Agnello clipeato ed ai suoi lati due Arcangeli. Nei piedritti si distinguono due Santi. Nel complesso l'affresco si presenta assai compromesso da antiche infiltrazioni di umido che spiegano la presenza di massicce ridipinture. Per la maniera con cui sono condotti il fitto panneggio geometrizzante e le linee che incidono i contorni delle figure, è possibile pensare ad artisti minori senesi operanti tra il tardo XIV secolo e gli inizi del XV».

Torna su