L'oratorio nel 1576
 

 

 

 

Archivio Vescovile di Grosseto. F.ANICHINI, Storia ecclesisstica della Città e Diocesi di Grosseto. Parte seconda, Ms.1752, c.121v.

Nel 1752 Francesco Anichini, a c.121v della sua Storia ecclesiastica..., riferisce che in Montepescali « Allato alla Pieve è posta la chiesa della Compagnia della Nunziata...», la quale (c.122) «Ha unita la chiesina o sia oratorio alla Nunziata vicino alla Porta, e gli arredi sagri dell'una servono anche all'uso dell'altra, dove si fa la festa titolare della Compagnia il 25 di marzo, con un offizio anniversario, ed ogni Sabato vi si celebra messa dal cappellano che serve la Compagnia stessa». Una sommaria descrizione dell'oratorio è data dal visitatore apostolico Francesco Bossi nel 1576, e particolarmente interessante è quanto il vescovo perugino riferisce delle pitture presenti nella chiesina.
 

«L’edificio sorge a ridosso delle mura del paese di Montepescali, nelle vicinanze della porta d'accesso al paese fortificato. La costruzione è a pianta rettan-

golare formante una navata unica e si articola su due livelli, uno al livello stradale e l'altro al di sotto, ma parzialmente interrato. La notizia più antica di questa chiesa, si trova negli statuti duecenteschi di Montepescali. L'ex-chiesa non sembra avere subito variazioni strutturali nel tempo, se si eccettua la scala esterna, costruita in epoca imprecisata e comunque non al momento della realizzazione della cappella mortuaria. La struttura portante dell'edificio è costituita da una muratura irregolare di pietra e mattoni. Sul lato ovest dell'edificio, si nota un contrafforte in pietrame a vista, che si estende per tutta la larghezza del contrafforte in pietrame a vista. La disposizione funzionale è semplicissima: al piano terreno si trova una stanza che doveva ospitare la chiesa della SS. Annunziata; al piano interrato la cripta che doveva funzionare come camera mortuaria. L'accesso al piano terreno avveniva direttamente attraverso la porta grande ubicata sul lato est, mentre l’accesso sottostante avveniva direttamente dal fondo della parete a valle da una piccola porta ricavata nel contrafforte» (B.SANTI ’95, p.139).

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