I ruderi della chiesa
 

 

 

 
«Nel territorio di Montepescali vi deve essere un romitorio sotto il titolo di S. M. Maddalena, del quale non trovo più fare menzione nelle visite dei vescovi, onde converrà credere, che sia o rovinato affatto, ovvero abbandonato alla discrezione del tempo, e delle sue vicende quantunque riscontri in una deliberazione della comunità di questo luogo del 17 settembre 1666 ch'ella fosse obbligata farvi celebrare ogni anno una messa o due per venerazione di detto sacro recinto». Queste sono le notizie delle quali dispone il cancellire vescovile Francesco Anichini nel 1752 (Archivio Vescovile di Grosseto, Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto ..., parte seconda, c.128) sull'edificio sacro i cui ruderi si trovano presso Montepescali, in una collina ad est del paese, raggiungibili percorrendo una stradina che parte da Porta Vecchia e prosegue a sinistra, dopo aver superato il campo sportivo. Da quanto rimane dell'antico complesso conventuale sono riconoscibili, ormai, soltanto resti della chiesa, del cortile-chiostro con cisterna e di parte degli edifici che vi si affacciavano. Nella seconda metà del XVII secolo il monastero è ancora funzionante, come testimonia nel 1676 Bartolomeo Gherardini che scrive: «Altra chiesa e romitorio sotto il titolo di Santa Maddalena nella quale sta il romitorio che si elegge dalla comunità, ha un poco di orticello contiguo e ha obbligo la festa titolare con messe dodici l'anno» ( BCG, B. GHERARDINI, Ms., Visita fatta nell'anno 1676 alle città terre e castelli dello stato di Siena dall'illustrissimo signor Bartolomeo Gherardini..., c. 231). L'abbandono del monastero nel XVIII secolo, oltre che dall'Anichini, è confermato dal Pecci nel 1760 (A.S.S, Ms. D.70, G. A. PECCI, Memorie storiche delle città terre e castella
che sono state e sono del dominio senese raccolte dal Cav. Giovanni Antonio Pecci patrizio senese, c.495): «L'Oratorio di S.Maria Maddalena che era Romitorio oggi abbandonato e distrutto».

 

Archivio Vescovile di Grosseto, Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto, parte seconda, 1752, c.128

«Ignorata dalla documentazione medievale, dove non appare mai ricordata, la chiesa di Santa Maria Maddalena è probabilmente da ricondurre alla congregazione guglielmita, che a partire dalla metà del XII secolo aveva la sua casa madre sui monti di Castiglione della Pescaia. Sembrerebbe suffragare questa ipotesi l'aspetto stesso della chiesa che, circondata da un complesso monastico ma isolata dai centri abitati, si prestava ad ospitare una comunità di carattere eremitico. Presso questa chiesa inoltre arrivava, come attestato dalla Tavola delle Possessioni degli inizio del XIV secolo, una strada intitolata proprio a San Guglielmo . Appare quindi probabile l'identificazione della chiesa di Santa Maria Maddalena con quella prepositura guglielmita che una fonte più tarda ricorda ubicata presso Montepescali, centro propulsore della grande devozione che, come attestano diverse testimonianze iconografiche, San Guglielmo godeva nel paese 3. Alla metà del XVII secolo il complesso era adibito a romitorio, che il Gherardini ricorda abitato da un romito eletto dalla comunità di Montepescali con l'obbligo di celebrarvi la festa per il santo titolare e dodici messe l'anno 4, ma ben presto dovette essere abbandonato, come testimoniano alla metà del secolo successivo l'Anichini 5 ed il Pecci 6. Nel Catasto Leopoldino la chiesa ed il convento figurano invece posseduti da privati» (G. MARRUCHI '98).