I ritrovamenti archeologici

 
ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA. Attività del 1982-1983, pp.25-26

Poggio Calvello (Grosseto)
«Nel febbrario del 1982 veniva segnalata dal Sig. Franco Di Piero del Gruppo Mineralogico Grossetano la presenza di industria litica in località Poggio Calvello (Grosseto). Nel corso di' un primo sopralluogo si potè constatare che il giacimento, benché sconvolto da lavori agricoli antichi e moderni, si presentava di una notevole consistenza; fu deciso quindi di dare inizio ad una ricerca sistematica di superficie, svolta per conto dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria da A. Revedin insieme a C. Andreoni, G. Baldassari e A. Moroni, che si è protratta per la durata dell'intero anno 1982 e parte del 1983. Il giacimento è situato su un piccolo pianoro a circa 40 m s.l.d.m., rivolto a mezzogiorno e protetto a N dal Poggio: l'industria è contenuta in un terreno, prodotto del disfacimento di quarziti e scisti che costituiscono la roccia di base. dello spessore di circa 40 cm. In seguito a! sopralluogo del Geologo Dott. A. Beretta. che ha verificato la giacitura primaria del materiale, si è ritenuto opportuno quadrettare tutta l'area interessata dalla presenza di industria litica, al fine di individuarne le eventuali concentrazioni. Tale area, di mq 2.800. è stata suddivisa in 28 quadrati di m 10 di lato e ha restituito, nel corso di ripetuti sopralluoghi, circa 600 strumenti e numerosi nuclei e scarti di lavorazione, provenienti per la maggior parte dalla zona più elevata della quadrettatura. Si tratta di un'industria di aspetto fresco, ricavata quasi esclusivamente da ciottoli di diaspro e costituita da schegge di medie e piccole dimensioni. Ad un primo esame sembra attribuibile a un Paleolitico superiore arcaico di facies Uluzziana, attribuzione che ben si inquadra nel contesto dei recenti ritrovamenti toscani di questa cultura.


Poggio Calvello-Sbirro (Grosseto)
Nel corso delle ricerche nel giacimento paleolitico di superficie di Poggio Calvello sono state individuate, alle pendici meridionali del poggio in prossimità della Strada dello Sbirro, tracce di un probabile pavimento in terracotta. parzialmente messo in luce da un fossetto di scolo delle acque piovane. Vi sono state condotte, durante il 1983, due brevi campagne di scavo con il contributo finanziario dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, alle quali hanno preso parte la Dott. B. Aranguren (Soprintendenza all'Archeologia della Toscana), il Rag. G. Baldassarri e la Dott. A. Revedin (istituto Italiano dì Preistoria e Protostoria), con la collaborazione della Dott. S. Goggioli. Sono state individuate due strutture, entrambe scavate nell'argilla sterile: la prima è costituita da un pavimento di terracotta di forma subrettangolare [m 4x2 circa) in gran parte sconvolto dalle arature, ma che, nelle porzioni integre, appare spesso circa 10 cm ed evidentemente cotto sul posto per la presenza di uno strato di preparazione di carboni di cm 2-3 di spessore: la seconda struttura, indagata molto parzialmente, appare come una buca circolare di 2 m di diametro, colma di ceneri e posta a m 2.5 a monte del pavimento. Campioni di quest'ultimo sono stati prelevati dal Prof. C. Arias (Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa) per analisi di paleomagnetismo. I materiali rinvenuti consistono in alcuni strumenti di diaspro e in ceramiche piuttosto abbondanti per lo più pertinenti a vasi di grandi dimensioni, tutte in stato di conservazione molto frammentario ad eccezione di una brocchetta rinvenuta integra nello spessore del pavimento. L'esame ancora incompleto dei reperti sembrerebbe indicare l'appartenenza dell'insediamento alla fine dell'età del Bronzo. Lo scavo si è reso possibile grazie alla collaborazione della Famiglia De Piero, dei Sigg. G. e R. Ginanneschi e al contributo dell'Assessore alla Cultura del Comune di Grosseto. Sig. A. Gianninoni».