La documentazione del secolo XIII attesta che i piccoli specchi d'acqua della pianura grossetana, come il Lago Bernardo ed il Lago Boccio, si trovavano fra terre coltivate, e non abbandonate all'impaludamento, anzi terre spesso indicate come vigneti. Questo in ragione del fatto che i cittadini grossetani attuano una bonifica idraulica, nel corso di quel secolo, nell'area che va da quella detta oggi della Rugginosa, fino alla sponda sud-orientale del Lago di Castiglioni, a Marrucheto. In ciò operano esattamente secondo i criteri dell'epoca, in vista di uno sviluppo programmato del loro sistema economico - di cui è testimonian-

Biblioteca Moreniana di Firenze, Mappe 8, c.1, Mappe storico-topografiche del lago di Castiglione di Serafino Calindri, 1784-85. Particolare della Tavola Prima.. Il "Fosso di Lagoboccio" attraversa l'area in cui nel '200 vengono effettuate l'assegnazione di terre ai forestieri che chiedono la cittadinanza grossetana.

za anche la realizzazione del "centro direzionale" grossetano a partire dalla fine del secolo -, per il quale si adoperano affinché abbia la condizione di una sufficiente base demografica ed una congrua area per il rifornimento alimentare della città. In proposito già documenti della metà del Duecento riferiscono di assegnazioni di terre del comune in premio ad uomini che chiedono la cittadinanza grossetana, e quelle terre sono ubicate proprio là ove è avvertita la necessità della presenza di agricoltori che realizzino opere di regimazione delle acque nei fondi loro assegnati. Ma il comune non si limita a questo per rendere produttive le terre di Barbanella, Lago Boccio, Rugginosa, Marrucheto: esso stesso realizza la "Fossa del Comune", documentata già nel 1253, ovvero l'opera destinata a raccogliere e condurre al lago le acque stagnanti delle terre del piano assegnate in premio ai nuovi cittadini. In questa zona la cura dei terreni è anche garantita dalla presenza della grancia di S. Andrea dei cistercensi di S.Galgano. Rivelatore dell'abilità e dell' esperienza dei grossetani in materia di bonifica dei terreni è probabilmente il fatto che nel 1247 il comune di Siena, intraprendendo il risanamento idraulico della Selva del Lago, chiami Ranuccio da Grosseto a far parte del gruppo di esperti incaricato di eseguire l'opera. La medievale "Fossa del Comune" assume nel tempo il nome di "Fosso di Lago Boccio", proprio per attraversare il territorio circostante il piccolo specchio d'acqua, com'è rilevato nella cartografia settecentesca, e nella parte più vicina alla sfociatura nel "Lago di Castiglioni" il nome "Fossa di Barbanella": così, infatti, è segnalato il corso d'acqua nel "Catasto Leopoldino" (Archivio di Stato di Grosseto, Comunità di Grosseto, Sez.A, Foglio 2. 1823 Aprile 16). Il "Fosso Lagobocci" è fra quelli alla cui riattivazione, nel 1592, provvede il Magistra-

Archivio di Stato di Siena. Ospedale S. Maria della Scala 71, n. 2886. 1253 Novembre. All'Ospedale di S.Maria della Scala di Grosseto viene donata una casa in Grosseto, posta in «vicinato campagnolario» ed una vigna nel piano di Grosseto, confinata dalla "Fossa del Comune".

to de' Fossi, istituito dal granduca Ferdinando II dei Medici, nei primi tentativi di bonifica del "Lago di Castiglioni", ed ancora in funzione di questa necessità il corso dell'antica "Fossa del Comune" ha una ben più importante utilizzazione nel secolo XIX. Nella bonifica per colmata voluta da Leopoldo II di Lorena l'alveo della "Fossa" diviene parte del "Primo Canale Diversivo" costruito nell'inverno 1829-1830 per condurre le acque torbide dell'Ombrone a deporre i sedimenti nel "Lago".