Con l'attuazione della "romanizzazione" dei territori conquistati adottando il criterio di organizzazione del territorio secondo la tecnica agrimensoria della centuriazione, intesa alla divisione della terra su vasta scala, i romani hanno determinato l'assetto di numerosissime aree tanto sensibilmente, che molti esempi di ager centuriatus o limitatus sono ancora evidenti in molte di esse, e non solo in Italia. In particolare, per la Maremma grossetana, offrono un quadro esemplare circa l'applicazione dei criteri della romanizzazione gli studi relativi alla centuriazione dei territori di Heba, di Saturnia e dell'Ager Cosanus, editi nel lavoro coordinato da Andrea Carandini, La romanizzazione dell'Etruria: il territorio di Vulci, Milano 1985. In occasione della fondazione delle coloniae, gli agrimensori applicano la loro tecnica realizzando dei sistemi di ripartizione delle terre che ancora possono esser riconosciuti dalle tracce rimaste della griglia stradale a scacchiera che normalmente, nelle centuriazioni più antiche, divide l'area in quadrati (centuriae quadratae ) col lato di 20 actus, ovvero 700-710 metri, ed un'area di 200 iugera. In realtà, soprattutto in epoche più recenti, la misura dei lati delle centurie può essere diversa, come può esserci una modularità diversa, secondo un numero di actus inferiore. Infatti frequente è la centuriazione ordinata secondo le misure 16x32 actus, ed in periodo augusteo sono effettuate centuriazioni anche con la misura base di 15 actus. L'actus , pari a 120 piedi romani, è la misura fondamentale su cui opera l'agrimensore; lo iugerum è formato da un rettangolo di 1 actus per 2, e 2 iugera formano 1 heredium, cioè un ager quadratus.

Osservando la carta topografica al 25.000 è facilmente riscontrabile come l'appezzamento di terreno in località Aiali, con un orientamento del tutto diverso rispetto a quello degli appezzamenti circostanti, appaia del tutto estraneo ai criteri dell'ordinamento conferito all'area fra i Casoni del Terzo ed il fosso Molla. Qui forma ed estensione dei campi è data da stradoni e fossatelli che si incrociano con regolarità, a destra ed a sinistra dell'asse longitudinale dell'ordinamento, costituito dallo stradone pressoché parallelo alla statale Grosseto-Siena che transita per Bagno di Roselle. Questo assetto è relativamente recente: è conferito all'area all'inizio del XX secolo allorché ne diviene proprietaria la Società dei Fondi Rustici, e l'appezzamento di Aiali ne appare assolutamente estraneo, con un orientamento est - ovest che lo pone diagonalmente rispetto agli assi sui quali è organizzata l'area, e piuttosto in parallelo al corso del fosso Salica. La cartografia ottocentesca, ed in particolare quella relativa alle rilevazioni del Catasto Leopoldino (1822-1826) dimostra come questa caratteristica derivi dal rapporto fra l'appezzamento ed sistema viario esistente nella zona prima della sua acquisizione da parte dei Fondi Rustici. La fotografia aerea della zona, poi, meglio di quanto del resto già fa la carta topografica, rivela come in effetti un anomalo orientamento rispetto a quelli del territorio circostante non sia una caratteristica esclusiva del campo di Aiali, ma che lo sia anche per un altro appezzamento, aldilà del fosso Salica. Essendo almeno due gli appezzamenti che con certezza derivano lo stesso orientamento da un sistema viario scomparso, è ragionevolmente ipotizzabile si sia in presenza di tracce di un ordinamento del territorio, per cui il corso del fosso Salica è riferimento essenziale, precedente alla grande bonifica lorenese e,

dunque, almeno nelle caratteristiche fondamentali, forse ancora quello conferito dagli agrimensori romani alla pianura fra Roselle ed il mare, e fra Roselle e Vetulonia, dopo la conquista delle due città etrusche. La verifica dell'ipotesi sembra condurre alla conferma della sua validità.

100 heredia costituiscono la principale unità di superficie, la centuria. La derivazione di questo nome è forse dalla divisione della terra che nei tempi più antichi viene fatta fra 100 coloni, ad ognuno dei quali è asseganto un heredium . Le linee di demarcazione tra le centuriae sono chiamate limites, distinti in decumani e cardines, orientati da est ad ovest i primi e da nord a sud i secondi, con i limites principali, chiamati decumanus maximus e cardo maximus, che si diramano da un punto centrale. Ovviamente le decisioni degli agrimensori, per quanto sempre ispirate da questi criteri, spesso debbono debbono tener conto della necessità di adattare lo schema alla particolarità topografiche dell'area da centuriare.

 
 
 
 

La cartografia ottocentesca

La verifica dell'ipotesi

 

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