L'interno
 

La parte presbiteriale della chiesa di S.Salvatore, rialzata di quattro gradini rispetto al resto dell'aula. Dietro l'altare è la Madonna col Bambino di Giovanni di Paolo del Grazia, ed all'angolo destro un Crocifisso ligneo settecentesco. Ai piedi dei gradini, a sinistra, è situato il fonte battesimale di forme semplici, e nella parete a destra dell'arcone d'ingresso è un tabernacolo marmoreo a tempietto con lo stemma Piccolomini.

L'interno, ad unica navata con soffitto a capriate, è illuminato dall'oculo di facciata e da quattro finestre monofore a tutto sesto, due per ogni lato. Probabilmente forma e dimensioni di queste aperture sono le stesse originarie, recuperate grazie ai restauri del Novecento che hanno mirato a restituire alla chiesa, quanto più possibile, l'aspetto che ad essa è stato conferito fra XIII e XIV secolo, eliminando decorazioni ed altari di stile barocco realizzati nel XVIII secolo. I lavori di restauro hanno reso visibile un frammento di affresco sulla parete destra, raffigurante Sant'Antonio Abate che libera un'ossessa, lavoro degli inizi del Quattrocento e dai modi arcaizzanti di scuola senese. Potrebbe esser questa la sola testimonianza rimasta di un ciclo decorativo realizzato in S.Salvatore, analogamente a quanto avviene nello stesso periodo in altre chiese del territorio grossetano, come S.Nicola a Montepescali e S.Martino a Batignano. Interessante è l'acquasantiera collocata a destra della porta: forse è stata ricavata da un capitello, di cui però è incerta la provenienza.

 

Nel suo interno la chiesa custodisce opere d'arte dei grande rilievo, veri e propri «piccoli gioielli dell'arte senese» (B.SANTI ’95, p.135): la tavola raffigurante la Madonna col Bambino di Giovanni di Paolo del Grazia, posta nell'area presbiteriale dietro l'altare, la tavola di Vincenzo Tamagni che rappresenta l'Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea sulla parete

di destra e , in una nicchia della parete sinistra, la statua lignea policroma eseguita da Domenico di Niccolò dei Cori, raffigurante la Madonna in trono con Bambino. Sulla parete di sinistra è una tela dell'inizio del '600, non attribuita, con San Carlo Borromeo e Sant'Ambrogio adoranti una Madonna col Bambino, che nella struttura replica la Madonna della Seggiola di Raffaello.

Parete di sinistra. La grande tela con San Carlo Borromeo e Sant'Ambrogio adoranti una Madonna col Bambino e la nicchia ove è custodita la Madonna in trono con Bambino di Domenico di Niccolò dei Cori.

Acquasantiera medievale. È ricavata da un blocco di calcare di forma troncoconica, forse un capitello, decorato da quattro teste umane. Problematica la datazione, che comunque non dovrebbe essere posteriore al secolo XII.

Vincenzo Tamagni. "Incontro di S.Anna e S.Gioacchino". (1528).

Domenico di Niccolò dei Cori. Statua lignea policroma, "Madonna in trono con Bambino" (inizio sec. XV).