I dipinti
 

Frammento di affresco sulla parete di sinistra

 

Madonna col Bambino di Giovanni di Paolo del Grazia (1417 doc.-1482). L'autore di questo dipinto è l'erede della grande tradizione trecentesca senese, in particolare di Simone Martini. Il suo stile, negli anni di questa tavola, si evolve in una monumentalità non lontana da quella caratterizzante anche la statua lignea di Domenico di Niccolò dei Cori custodita in S.Salvatore. «La tavola, mutila in basso, appartenne ad un più grande polittico oggi smembrato e disperso. La Vergine ammantata di scuro e dalle lunghe dita, abbraccia un maestoso Bambino benedicente con un cartiglio in mano. Frammenti di ali di Angeli ai lati della tavola dimostrano che doveva trattarsi di una Maestà. Nell'opera risultano evidenti i caratteri stilistici di Giovanni di Paolo, dal fare nervoso e marcatamente lineare, ma anche trepido e sensibile nel cogliere gli stati d'animo delle sue figure» (M.PARISI-E.VELLATI '99, p.149).
 
Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea. Opera firmata e datata 1528 da Vincenzo Tamagni, pittore documentato attivo tra il 1492 e il 1529, e ricordato dal Vasari come aiuto di Raffaello nei cicli pittorici delle Stanze e delle Logge Vaticane. «L'opera è considerata uno dei migliori esempi della produzione tarda dell'artista sangimignanese...L'artista si ispira alla storia riportata nel Protovangelo di San Giacomo che narra la miracolosa concezione di Maria. Gioacchino, uomo ricco e devoto a Dio, ma senza figli, viene offeso nel Tempio di Gerusalemme nell'atto di presentare un sacrificio. E' infatti ritenuto indegno colui che rimane senza posterità, poichè quest'ultima è considerata benedizione di Dio per i giusti. Ritiratosi quindi contrito nel deserto, vi rimane quaranta giorni e quaranta notti in meditazione e penitenza attendendo un segno di Dio. Intanto Anna, affranta dalla sua infecondità, viene consolata da un Angelo inviato da Dio che le annuncia la sua prossima maternità.Contemporaneamente anche a Gioacchino appare l'Angelo annunciante il concepimento che lo invita a fare ritorno a Gerusalemme dove lo attenderà Anna alla Porta Aurea. Il quadro ci mostra l'incontro di Gioacchino e Anna in primo piano, mentre, rispettando uno schema classico di simmetria, i due gruppi dei servitori e delle ancelle costituiscono le quinte laterali. Sullo sfondo, di fronte ad una città murata e turrita, avviene l'apparizione dell' Angelo a Gioacchino. Poco distante i due servitori sorvegliano un gregge i cui agnelli saranno destinati al sacrificio in segno di ringraziamento per la tardiva paternità. L'opera è condotta in uno stile gentile e semplice che parte da spunti raffaelleschi, come gli alberi e la vegetazione prossima all' orizzonte dal fogliame disposto a flabello o le aggraziate fisionomie femminili dall'incarnato candido, per tradurli in un linguaggio popolare e narrativo» (M.PARISI-E.VELLATI '99, p.152).