La necropoli
 

Ivi, (Tav. 43). Tomba 72 (donna)
«Grande fibula a disco, d'argento, munita di una placca convessa. Al centro della placca si trova un castone ovale, circondato da un bordo di perle, che originariamente avrà contenuto senza dubbio una gemma. Attorno al bordo del castone, quattro volute disposte a mo' di croce, con le punte rivolte verso l'esterno. Il bordo della fibula è lievemente inspessito e limitato internamente da una linea. La parte inferiore presenta resti della spirale e del gancetto che fermava lo spillo. L'oggetto e spezzato in più punti. Diametro 7,0 cm.; altezza 0,9 cm.».

Ivi, (Tav. 41). Tomba 62 (uomo)
« 1- Fibbia bronzea munita di una piastra triangolare mobile e sagomata, alla cui estremità rivolta verso la fibbia sono fissate quattro borchie decorative, all'altra una sola. L'anello della fìbbia e l'ardiglione sono di tipo bizantino. Il perno della cerniera è di ferro. La parte inferiore presenta due magliette. Lunghezza 2 cm.; larghezza mass. 3,4 cm. .
2- Controplacca bronzea triangolare, sagomata, che presenta ad ambedue le estremità due borchie decorative, di cui due si sono perdute. Posteriormente due magliette. Lunghezza 7,2 cm.; larghezza mass. 2,0 cm..
3-4 Due piastre bronzee analoghe, ciascuna delle quali è costituita da due placche sagomate a forma di cuore, unite l'una all'altra mediante una cerniera. Ciascuna delle quattro placche è decorata da tre borchie dal bordo dentellato. Una di esse è priva di tre borchie. Di volta in volta una delle due parti della placca presenta posteriormente due magliette, l'altra non ne presenta che una. Lunghezza 3,0 cm; larghezza 2 cm..
5 - Puntale bronzeo lungo e sottile a forma di becco d'anatra, dai bordi assai rientranti, la cui estremità superiore, sagomata, è intaccata e presenta due borchie dall'orlo dentellato. Lunghezza 10,5 cm; larghezza mass. 1,5 cm.».

 
O. VON HASSEN, Primo contributo alla archeologia longobarda in Toscana. Le necropoli, Firenze 1971: «La necropoli di Grancia, costituita da 80 tombe, si estendeva sulla sommità appiattita di una collina, riproducendone la forma. Le tombe, tutte orientale con una certa simmetria, si suddividevano in sette file più o meno diritte, da nord a sud. La necropoli, in cui non fu possibile constatare l'esistenza di una recinzione, aveva approssimativamente la forma di un quadrato. Quanto alle tombe, rettangolari oppure trapezoidali, erano in parte a lastrone, in parte comuni tombe scavate nella terra coperte da lastre di pietra. In alcuni casi si è potuto notare sui pavimenti delle tombe la presenza di uno strato spesso di calce. Al termine degli scavi tutta la necropoli era stata tratta alla luce. Delle 80 tombe solo 29 contenevano delle suppellettili, quelle che costituivano grosso modo il centro della necropoli e che si estendevano dal centro della sommità della collina fino al limite meridionale della necropoli. Tale gruppo di tombe corredate di suppellettili veniva delimitato ad est, nord e ovest da una fascia assai larga, specie a nord, di tombe prive di suppellettili; queste però, presenti anche a sud, erano intercalate da alcune tombe corredate di suppellettili.
 


Da quest'osservazione possiamo dedurre che le tombe corredate di suppellettili costituiscono la parte più antica della necropoli, attorno alla quale si sono raggnippate in seguito quelle più tarde, prive di suppellettili. Dato che il cattivo stato di conservazione del materiale osseo non ha reso possibile un esame antropologico degli scheletri, per determinare il sesso dei defunti ci si è dovuti basare sui reperti rinvenuti nelle tombe...» (pp.55-56). «Pare che il cimitero si sia costituito solo nella seconda metà del settimo secolo, epoca alla quale potrebbe risalire la maggior parte delle tombe provviste di suppellettili. Ma non è possibile accertare per quanto tempo si sia continuato ad occuparlo nell'ottavo secolo, anche se lo scarso numero delle tombe lascia supporre che non continuasse a sussistere per più di due generazioni. La questione dell'abitato relativo alla necropoli deve esser presa in esame considerando che si doveva trattare di una grande masseria oppure di un piccolo paese. Ma è difficile dire se gli inumati fossero realmente longobardi, dato che le suppellettili, di evidente influsso bizantino (fibbie a disco, fibbie a forma di croce e guarnizioni di cintura), non escludono che si trattasse di una popolazione romanza influenzata dai longobardi» (p.67).

 

 

Ivi, (Tav. 37, 9). Tomba 49 (donna)
«Fibula bronzea a forma di croce , le cui braccia si allargano notevolmente verso l'esterno. Il centro è circolare. Ciascun braccio presenta un piccolo cerchio concentrico, la parte centrale uno più grande. Posteriormente sono incrostati nella ruggine dei resti della spirale. Lo spillo e il gancetto che lo fermava non ci sono più conservati. Posteriormente sono ben riconoscibili delle scanalature ottenute mediante la fusione. Altezza 4,0 cm.; larghezza 4,0 cm.».