Nel medioevo
 

 

 
«Su una superficie di circa 2 ettari presso il podere Sterpeto» (fra la città di Grosseto e la frazione di Istia d'Ombrone) «sono stati rinvenuti materiali riferibili sicuramente ad una grande e lussuosa villa romana. E' presente la ceramica comune (da mensa e da fuoco), la ceramica a vernice nera, la sigillata italica e tardoitalica, la sigillata africana, anche nei tipi più tardi, la ceramica africana da cucina. Inoltre anfore, lucerne, alcuni elementi di tubatura per condutture termali in ceramica, scarti di attività produttive, lacerti di mosaico in B/N a tessere piccole, frammenti di intonaco biancastro per pavimentazione e per decorazione parietale. In più riprese furono rinvenute monete romane che non è stato possibile visionare. Ad est, per un'area di circa 30 ettari si rinvengono numerosi altri insediamenti che potrebbero essere in relazione con questo. Si potrebbe infatti pensare ad una serie di fattorie, case poderali ed annessi agricoli che potrebbero essere parte integrante del fondo di pertinenza della villa. La mancanza di dati sul versante sinistro è imputabile alla mancanza di scassi ad opera dell' Ente Maremma che negli anni' 50 hanno operato un'incisione media di 80 cm in gran parte della pianura, portando in superficie molti resti. Secondo notizie raccolte sul luogo sarebbero state trovate sepolture con crocette d'oro, ma Maetzke (1959) riporta solo la notizia del rinvenimento di alcune tombe alla cappuccina senza corredo differenti dunque dal tipo rinvenuto a Grancia la cui datazione potrebbe spaziare dal IV secolo in poi, fino a tutta l'età longobarda ed oltre ( ma non si può escludere una datazione ancora più alta). Una frequentazione

Archivio di Stato di Siena. Quattro Conservatori, 3052-30. "Pianta di tutta la pianura di Grosseto colle sue adiacenze per discorrere dei bisogni di quella nel 1748". (Particolare relativo all'area di Sterpeto, del Lago Bernardo, del Bagno di Roselle e della Canonica di Roselle).

tardomedievale non meglio precisabile è attestata dal ritrovamento di ceramica grezza (testi) e soprattutto maiolica arcaica (che non è stato possibile visionare). I profondi scassi hanno pars rustica ed una pars urbana. Sul sito della villa sono stati rinvenuti un frammento di testo in ceramica ad impasto grezzo ed intaccato anche la pavimentazione della villa sconvolgendo la disposizione dei materiali e degli ambienti, tanto che non è possibile individuare una un frustulo di maiolica arcaica. Altri frammenti di maiolica arcaica (forme aperte di produzione senese) sono stati raccolti dal Sig. Barbetti alcuni anni fa. Si tratta della più grande villa romana attestata nell' hinterland rosellano. Essa sembra sorgere ex novo, perché non sono stati rinvenuti materiali di periodi precedenti. La ceramica consente di attestare una continuità di vita dalla metà del Il secolo a.C. alla fine del VI-inizi del VII d.C. Un abitato di questo tipo, pertanto, può essere sorto sulla mansio di Ad Lacum Aprilem e sviluppatosi in seguito. Il problema del nome, poiché il sito non si trova sulla riva del golfo, è facilmente risolvibile: il Prile è l'elemento geografico dominante di tutta la pianura» (C.CITTER '95, nota n.23). Ancora sui ritrovamenti archeologici nell'area di Sterpeto così riferisce, già nel 1960, Aldo Mazzolai: «Nell' area del cimitero comunale di Sterpeto frequentemente furono notati frammenti di vasellame romano. Ivi fu anche rinvenuto un ardiglione di bronzo rivestito di un filamento d' oro. Recentemente fu recuperata un' anfora romana di terracotta fornita di piede a cercine. Nel leggero declivio della via che conduce a Istia, presso il podere omonimo, in più momenti furono notate tracce di muraglie di opus incertum con legamenti ed angoli a blocchi squadrati di travertino; vi si rinvengono anche moltissimi frammenti etrusco-campani, aretini e tardo-romani pertinenti a tombe alla cappuccina distrutte in seguito a lavori agricoli. Tra i frammenti gallici, uno recava in planta pedis il seguente sigillo SEX. M. p.; vi raccolsi anche due mattoni triangolari con i seguenti bolli di fabbrica: GLACOB S P e PROBI RUS» (A.MAZZOLAI '60, p.130). Una consistente documentazione riguarda Sterpeto nel medioevo.