Il toponimo 'Malaciatico' è uno dei primi conosciuti dell'area circostante Grosseto, quando ancora il sito dell'insediamento che dal 1138 diviene città è un castrum, oppure viene genericamente definito locus. È, infatti, del 1076 la sua prima attestazione, nel nutrito elenco dei beni donati, in vari luoghi, dal conte Ildebrando e Iulitta sua moglie alla chiesa di S.Maria, S.Andrea e S.Genziano del castello di Montemassi. Questi i beni donati in prossimità di Grossito: «masiam in Grossito…; unum sedile et

Arch. di Stato di Siena,Capitoli 3, "Caleffo Nero", c.271. 1353 Aprile 16. Fazio del fu Andrea, procuratore del Comune di Siena prende possesso di terre in luogo detto Mollacciatico presso larottoia e dove è edificato un molino in distretto di Grosseto vendute dal Comune di Pisa.

casalinum in Grossito prope eccl. S.Lucie, fines: vie et t.s. Marie; sedile…fines: via publica, sedile Ilditi celerarii; t. iuxta vineam Grecisca, fines: vinea comitile, t. S.Laurentii, vinea et t. Grecisca; t. cum quercitu in Malaciatico». Nell'area della curtis acquisita dalla famiglia aldobrandesco nell'803, in cui si sta realizzando il processo di trasformazione del regime fondiario , che regola lo sviluppo del borgo di notevoli dimensioni - ha già due chiese: la pieve di S.Maria e S.Lucia-, assieme a terre coltivate a vigneto vi è il querceto di Malaciatico.

Sono certamente di gran pregio le terre in cui sono impiantate le vigne, ma verosimilmente nell'econo-

mia della corte ha una considerevole importanza anche la terra occupata dal-

le querce, forse ne ha addirittura una maggiore. È infatti delle ghiande del querceto che si nutre il maiale, l'animale più prezioso della curtis altomedievale, quello che costituisce la fondamentale base alimentare. Dopo il 1076 troviamo documentato il toponimo nella stessa forma nel 1298, quando nel luogo è attestato esservi una vigna. È "Mollacciatico" nel 1324 (A.S.S - Archi-

Biblioteca Comunale di Grosseto. Cabreo nella Commenda di S.Leonardo di Siena cominciato il 1622 e finito 1623. S. Leonardo comm.da di Grosseto, c.16v.

vio Generale. 1324 Marzo 6); "Mollocciaticho per la via de Ischia" nel 1461 (B.C.G. - Manoscritti A. 4, 1461 Maggio 1); "Malacciatico " nel 1430 (A.S.S. - Ospedale S. Maria della Scala n. 1406, cc. 25v, 28, 28v); "Mollacciatico" nel 1469 {Ivi, c. 39v); "Contrada di Molacciatico, confina la via che va al vado alle Sbarre" nel 1433 [Ivi, cc. 92v, 94v); "Molasciatico" - sec. XIV-XV - (A.S.S. - Ospedale S. Maria della Scala n. 1407, c. 29v). Il toponimo è documentato ancora come "Molacciatico" nel 1622-23 a c. 16v nel Cabreo della Commedia di S. Leonardo, ma oggi è scomparso, ma la documentazione consente di localizzare questo importante luogo della campagna immediatamente vicina alla città. Già i documenti medievali forniscono delle indicazioni: quello del 1461 riferisce che il luogo è sulla via che porta a Istia, e dunque presso il corso dell'Ombrone; ciò viene confermato dalla carta del 1469, per il

quale la "Contrada di Molacciatico, confina la via che va al vado alle Sbarre", vale a dire la via che da Grosseto conduce ad una delle secche del fiume in vicinanza della città. Il documento, comunque, che localizza esattamente il luogo è del 7 luglio 1603 , ove in un elenco di beni viene citata «una vigna di staia 6 in 8 ed un pezzo di terra di staia 4 in circa a uso di ortaggi, posta in corte di Grosseto in loco detto Mollacciatico in contro al Baluardo delle Palle». Il querceto del 1076, dunque, si estendeva nell'area di fronte all'odierno Baluardo del Maiano delle Mura Medicee verso l'Ombrone, confinando ad occidente con un'altra contrada documentata nel medioevo nelle immediate vicinanze dell'abitato di Grosseto, la contrada de Lagoni.

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