Il toponimo nel medioevo
 
Il 15 aprile del 1353 il comune di Siena acquista da quello di Pisa terre da questo possedute nel distretto della città di Grosseto (Archivio di Stato di Siena, Capitoli 3, "Caleffo Nero", c.270v). Fra queste ve ne sono «in loco dicto alagora», confinante con la «via qua itur ad portum». Probabilmente all'origine della proprietà pisana di queste terre, e delle altre acquistate con questo atto, è quella di una donna grossetana, Cecca Beringhieri, appartenente al una importante famiglia della città, la stessa che vende il proprio palazzo in Grosseto al comune di Siena, che nella sua area intende costruire il Cassero del Sale, e alcune case nel Terzo di S.Pietro allo stesso comune senese interessato a procurare lo spazio per la costruzione del Cassero Senese. La famiglia di Cecca, dopo esser stata in prima linea nel conflitto fra Grosseto e Pisa alla fine del secolo XIII, emigra in questa città, e la donna, allorché effettua le vendite a Siena, figura nei documenti sposa di un Lanfranchi, ovvero di un membro della famiglia egemone di essa. La confinazione della terra con la «via qua itur ad portum» conferma la localizzazione sul tratto dell'Ombrone prospiciente Gorarella del "Porto Vecchio" di Grosseto.
 
Nell'inventario, redatto nel 1469 (Archivio di Stato di Siena, Ospedale S.Maria della Scala n.1406, cc. 30-35v), dei beni della Casa della Misericordia di Grosseto acquistati dall'Ospedale di S.Maria della Scala in Grosseto nel 1466, i nomi dei luoghi relativi a quelli che si trovano nel territorio di Gorarella (in particolare a c.33v) sono assai importanti in riferimento allo studio della topografia storica del territorio fra Grosseto ed il mare. È citato «Brancolino», e ciò consente la localizzazione nell'area di Gorarella, che di quel territorio è quella a contatto col sito della città, un toponimo attestato dal 1230 (Ivi, Diplomatico. S.Salvatore Montamiata, 1230 Marzo 17), relativo ad un luogo in cui nel XIII e XIV secolo è coltivata la vite, e dunque certamente non acquitrinoso. Nella "contrada" di

Archivio di Stato di Siena, Ospedale S.Maria della Scala n.1406, c33v

«Brancolino», nei primi decenni del '400, effettua acquisti Carmignano di Feo a beneficio dell'Ospedale di S.Giovanni Battista in Grosseto - da cui è originato quello della Misericordia - da lui fondato, determinando così la formazione del vasto appezzamento di Gorarella acquisito al patrimonio dell'Ospedale della Scala nel secolo successivo. Nella citata c.33v sono registrate tre vie: una è quella «che va al vado delagorarella», probabilmente, le altre sono «vie comune», dette «via che si parte da Sancto Lazaro et va ala nave del fiume» e «via vecchia». Se la prima è verosimilmente una semplice strada campestre, le altre due sono di certo vie importanti: «via vecchia» potrebbe riferirsi ad una strada antica, forse al tracciato del diverticolo della consolare romana che dal Ponte del Diavolo raggiunge Roselle; la «via che si parte da Sancto Lazaro...» non solo attesta l'esistenza di una chiesa nella zona, ma anche di quella, già nel '400, di una «nave del fiume», ovvero di un traghetto per l'attraversamento dell'Ombrone che sulla riva del fiume in Gorarella rimarrà attivo fino al 1930. Nel 1623 la chiesa di S.Lazzaro era scomparsa: lo attesta il "Cabreo" (c.16v) della Commenda che in quell'anno amministra i beni in Gorarella già della chiesa grossetana di S.Leonardo, nel 1466 al confine di quelli della Casa della Misericordia.
 

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