Terre di Gorarella nel patrimonio ecclesiastico
 
Come avviene ovunque nella pianura grossetana dal medioevo fino all'avvento del governo lorenese, anche nel territorio di Gorarella, assieme a piccoli appezzamenti posseduti da coltivatori ed a più vaste estensioni appartenenti ai più facoltosi cittadini di Grosseto, è notevole la presenza di terre di proprietà delle istituzioni ecclesiastiche e degli ospedali della città. Nell'inventario dei beni trasferiti nel 1466 dalla Casa della Misericordia di Grosseto all'Ospedale di S.Maria della Scala sono registrati vari appezzamenti in Gorarella, probabilmente qui acquisiti dalla Casa attraverso le numerose donazioni che ad esso son pervenute dai cittadini grossetani fin dai primi anni del XIV secolo. Ovvero dalla fondazione dell'Ospedale di S.Giovanni Battista - poi della Misericordia - da parte di Carmignano di Feo, che oltre che ricevere numerose donazioni per il suo ospedale, con una serie di acquisti di terre ne arricchisce il patrimonio, che già nel 1309 annovera, fra i molti beni, anche «una vigna in Brancolino» (Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S.Maria della Scala n.1406, c.4v. 1309 Marzo 1) che appunto è un sito nel territorio di Gorarella.

L'appezzamento di «Brancolino» confina da un lato con beni di S.Leonardo. Consistono, eviden-

temente, questi ultimi in terra di proprietà della chiesa grossetana di S.Leonardo. Ed infatti, quasi due secoli dopo, a c.17 del "Cabreo" dei beni della commenda di S.Leonardo (Biblioteca Comunale di Grosseto. Cabreo nella Commenda di S.Leonardo di Siena cominciato il 1622 e finito 1623. S. Leonardo comm.da di Grosseto), sono registrati quattro pezzi di terra contigui «in contrada detta la Gorarella», divisi fra loro da fossati, fra i quali il Fosso Martello e «la fossa detta Gorarella, che già era la Strada detta la Gorarella». Due vie, quella «della marina» e «la via che va alle saline» transitano nel territorio in cui si trovano gli appezzamenti -di cui solo uno ha «una Capanna di Canne» -, territorio «al quale da levante confina il fiume Ombrone» proprio con i beni di S.Leonardo, che hanno confini con terre di privati come l'Alfiere Antonio Fanucci, gli eredi di Bernardino detto il Lombardino, Lorenzo Rossino, proprietario di quanto «già di Antonio Squarci», ma anche delle «monache di Santa Chiara di Grosseto». Il "Catasto" dell'Opera della cattedrale di Grosseto del 1592 attesta che anche questa istituzione ha beni in Gorarel-
la. In particolare un appezzamento di otto moggia di terra che confina col «fosso del Lanci», con «la strada che va alla Giuncola» ed il fiume Ombrone. È una confinazione assai interessante: il «fosso del Lanci» è verosimilmente quello che nel Cabreo di S.Leonardo è detto «la fossa detta Gorarella, che già era la Strada detta la Gorarella», e certo è quell'opera di ingegneria idraulica in cui era impegnato in Grosseto l'architetto granducale, allorché Cosimo I dei Medici gli impartisce l'ordine di provvedere alla progettazione e realizzazione delle nuove mura della città. La «strada che va alla Giuncola» è quella che da Grosseto giunge alla località in territorio di Alberese oltre l'Ombrone, e dunque è quella che, attraverso Gorarella, raggiunge la "Barca", ovvero il traghetto che consente l'attraversamento del fiume, già esistente nel secolo XV, quando veniva chiamato «nave».

Archivio di Stato di Siena. Ospedale S.Maria della Scala n.1406. "Nota delle Terre dell'Opera di Grosseto estratta dal Catasto della Medesima fatto il 9 Aprile 1592". C.145v.
 

 

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