La nave
 
Anche nell'Inventario dei beni posseduti in Grosseto dall'Ospedale di S.Maria della Scala del 1430, come in quello dei beni della Casa della Misericordia del 1466, è ricordata la «nave», ovvero il traghetto che serviva ad attraversare l'Ombrone fra Gorarella e Volta di Sacco. Non è, questa, la sola «nave» che ha collegato Grosseto con la sponda opposta del fiume: hanno avuto la stessa funzione anche quella per la Grancia, come evidenziato, ad esempio, in una pianta settecentesca dell'Atlas Agri Maritimi, e quella verso Torre Trappola, nella volta del fiume che precede quella del Ponte del Diavolo, per il collegamento fra Grosseto con Alberese ed Orbetello. Il traghetto ricordato nei due documenti quattrocenteschi ha la particolarità di essere sulla «via per quam itur ad Talamone» (c.25 del documento del 1430), ovvero la «strada che va alla Giuncola» nella "Nota delle Terre dell'Opera di Grosseto estratta dal Catasto della Medesima fatto il 9 Aprile 1592" e la «via che si parte da Sancto Lazaro et va ala nave del fiume» a c.33v dell'inventario del 1466.

La foto qui riportata mostra la "barca" che ha fatto servizio per l'attraversamento dell'Ombrone dell'Aurelia fino al 1930 presso il luogo ove è stato realizzato il "Ponte Mussolini". Il traghetto, che attraversa il fiume lungo un cavo teso fra le due sponde, è in grado di trasportare anche un piccolo autocarro, ma i mezzi a disposizione prima di questo erano tali da rendere particolarmente avventuroso l'attraversamento del fiume quando incrementava la sua portata ed il suo corso diveniva impetuoso. Infatti le "barche" di cui si avvalevano i traghettatori prima del Novecento erano assai leggere, non in grado di garantire il trasporto di carri e vetture. Questi mezzi dovevano trasferire il carico, mediante il traghetto, ad

Archivio di Stato di Grosseto. Uffizio dei Fossi n.555, c.13r, sc.146. "Topografica di una parte d'alveo dell'Ombrone dalla Gorarella fino a S.Martino in appoggio ai lavori da farsi di faccia la cateratta e la pedata di Maganza", di Giacomo Passerini 1818. Nel particolare qui riprodotto è registrato il sito del passo della "Barca" a Gorarella.

altri sulla riva opposta, e dunque con grande disagio per i trasportatori delle merci ed i viaggiatori. Ne è testimone un viaggiatore inglese dell'800, che così ricorda la propria esperienza: «La pioggia batte senza tregua sul tetto (della carrozza) e comincia a gocciolarci addosso iraconda, mentre il fiume corre impetuoso ingrossandosi di momento in momento....Alla fine giunge il postiglione per dirci che è impossibile passare il fiume con le diligenze sulla chiatta e che ha mandato a chiamare altre due carrozze dall'altra parte del fiume. Avrebbero dovuto essere già arrivate, ma ancora non si vedono. Maledizione, ci vuole pazienza! Per quanto piantati in asso in quelle condizioni dalle quattro alle dieci del mattino, avevamo la sfrontatezza di rallegrar-

Archivio di Stato di Siena. Ospedale S.Maria della Scala n.1406. Inventario dei beni posseduti in Grosseto dall'Ospedale di S.Maria della Scala, cc.24- 28v. 1430, c.25.

ci per non aver scelto il piroscafo. Che tempesta doveva esserci in mare! Quando alla fine fecero la comparsa le carrozze sull'altra sponda, ci sentimmo su di morale e ci prendemmo giuoco dell'Ombrone mentre l'attraversammo sulla chiatta troppo leggera per le vetture. Fra l'approdo e le carrozze c'è un tratto melmoso da fare a piedi...» (W.D.HOWELLS, Sosta ...1864, in BANCA POPOLARE DELL'ETRURIA E DEL LAZIO '95, p.61).
 

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