«La Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, con le opere annesse, sorge alla periferia est della città di Grosseto. Fu concepita da Mons. Paolo Galeazzi, come realizzazione gemella alla Chiesa di S. Giuseppe. Gli eventi bellici ne ritardarono però la costruzione: la prima pietra fu posta il 29
giugno 1946. Si tratta di una costruzione di notevole mole, eseguita in muratura di pietrame e mattoni. E' a pianta basilicale, con copertura a volta delle navate e del portico di accesso. La Parrocchia fu eretta canonicamente l'11 settembre 1946 ed ebbe il riconoscimento civile il 5 giugno 1948. La Chiesa fu consacrata il 29 aprile 1951. Negli anni successivi la Chiesa fu dotata di organo (1951), Battistero (1952), Via Crucis (19S4), grande Crocifisso in legno e monumento esterno all'Immacolata (1958), artistico mosaico nell'abside (1959). Nel 1960 si provvide alla sistemazione del piazzale antistante la Chiesa. Nel 1990 fu ristrutturata l'area presbiterale» ( DIOCESI DI GROSSETO '95, pp.91-92). Collegata alla Parrocchia è la cappella del cimitero di Sterpeto.

 
«E' una delle opere ecclesiali realizzate dal Vescovo Galeazzi, per servire la popolazione sparsa nella periferia urbana di levante, all'inizio della Via Scansanese. L'architettura fa notare un pronao a tre arcate, un rosone istoriato al centro della facciata e una torre campanaria quadrata a cinque piani sormontata da cuspide esagonale con ballatoio esterno alla base. La chiesa venne eretta nel 1946 ma divenne parrocchia nel 1948 e consacrata nel 1951, essendo Pontefice Pio XII» (G.GUERRINI ' 96, p.29)
 

 

Aldo Mazzolai nota che di recente è stato murato nell'altare di sinistra della chiesa un dipinto già dell'altare maggiore della chiesa dei SS.Lodovico e Gherardo (la "Chiesa dei Bigi"). «La tela (m.2 x 1,50) ha due facce in cui sono raffigurate l'Assunzione e l'Incoronazione...L'Assunta è tra due corone di angeli ed una di serafini; ai suoi piedi sono i santi Tommaso, che riceve la cintola, Lodovico e Gherardo. Non è possibile fare la descrizione dell'altra faccia, perché è attualmente fissata al muro» (A.MAZZOLAI '80, p.149).