Il cimitero del XVIII
 
Il granduca di Toscana Pietro Leopoldo nel 1766 dispose affinché i cimiteri fossero costruiti fuori dei centri abitati. Quello di Grosseto fu realizzato nell'area in cui oggi sono gli uffici finanziari, in via Roma, su progetto di Leonardo Ximenes, il responsabile dei lavori di bonifica del territorio circostante il Lago di Castiglioni. È lo stesso ingegnere che lo riferisce, facendo anche il quadro di una situazione igienica spaventosa nella città di Grosseto: «1767 Maggio 11. Intorno al nuovo camposanto della città di Grosseto. La mattina del dì 11 alle ore 9 partì s.a.r. da Grosseto incamminandosi verso la strada che va a Monte Pescali, dove a una piccola distanza dalla città di Grosseto s'incontra il nuovo camposanto, già terminato a tenore degli ordini mandati dalla r.a.s. l'anno trascorso. Convien sapere che dentro la città vi erano due piccoli campisanti, l'uno detto dell'Opera posto accanto al duomo di Grosseto e l'altro dello Spedale posto verso la porta nuova. Questi due cemeteri erano talmente ripieni che non potevano seppellirvi un cadavere senza disseppellirne degli altri ancor freschi; la terra era talmente infetta che sensibilmente appestava tutto il vicinato; le due sepolture murate che vi erano restavano ripiene ai primi mesi d'inverno, onde conveniva in tutta

In questa immagine degli anni '20 del secolo scorso è ripreso l'incrocio fra le odierne Via Roma e Via Trento. Sullo sfondo è visibile la cappella del vecchio cimitero costruito dallo Ximenes nel 1766, utilizzata come camera mortuaria anche dopo il 1910 (cfr.E.-M.INNOCENTI '93, pp.315-316).

l'estate seppellire i cadaveri sul terrapieno che non era più capace di ricevergli. Per salvar la città dall'infezione s.a.r. mi ordinò che io facessi la proposizione e disegno del nuovo camposanto e che immediatamente si mettesse mano a questa fabbrica a spese comuni della casa militare, dell'opera del duomo e dello spedale di Siena, come infatti è stato eseguito. È composto questo camposanto di 21 sepolture, di una muraglia circondarla ben alta e di una cappella propria per celebrarvi la S. Messa come facevasi nel camposanto dell'Opera. È stato dismesso l'uso di seppellire sul terrapieno, giacché per la trascuraggine naturale a questo paese seppellivasi i cadaveri assai superficialmente, gettandoli in fosse di pochissima profondità. È stata
gran fortuna che siasi potuta terminar questa fabbrica con tutta la celerità, giacché per la mortalità di quest'anno non meno di 300 cadaveri sono stati distribuiti in dieci sepolture. Questo camposanto dee considerarsi non solamente come il ricetto dei cadaveri paesani, ma di tant'altri toscani e forestieri che vengono a ritrovarvi la loro eterna quiete» (L.XIMENES, Memorie intorno alla visita fatta da S.A.R. nella pianura di Grosseto e Castiglione, in P.L.D’ASBURGO LORENA, Relazioni sul governo della Toscana, a cura di A.SALVESTRINI, Vol.III, Firenze 1974).
 

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