Istituto di Storia e di Cultura dell'Arma del Genio, Fondo Fortificazioni, cartella XVIII - C, n. 1307. Mappa a china ed acquerello policromo in buono stato di conservazione firmata dal sottotenente di artiglieria Giovanni Calvelli e recante il seguente titolo "Pianta del Perimetro della Città di Grosseto". cm. 40,6 x 48,9; "Scala di Pertiche 60. dì Br(acci)a 5."; s.i.a. [post a. 1754].

Sono indicati in legenda: "Cittadella" (A); "Bastione delle Palle" (B); "-detto dell'Oriolo" (C); "-detto di S. Michele" (D); "-detto di S. Francesco" (F); "Mezze lune dietro il Fosso" (G); "Strada per Massa" (H); "Strada del Ponte di Ferro" (I); "Porta Nuova" (K); "Porta Vecchia" (L); "Strada che contorna la Città" (M); "Orti particolari" (N); "Coltivazioni" (O). La natura militare della pianta fa sì che essa limiti a questi elementi essenziali l'illustrazione della città, la cui area occupata dalle costruzioni senza interesse militare è indicata semplicemente dalla scritta "Fabbriche Interne della Piazza". Fra questa area e quella dei baluardi è disegnata la via via anulare denominata "Via del Giuoco del Cacio", evidentemente proprio per la sua importanza dal punto di vista militare, servendo da collegamento fra i baluardi della fortificazione.

Col nome di "Via del giuoco del cacio" era chiamato l'anello viario che costeggiava, al suo interno, tutto il perimetro delle Mura Medicee. Il nome è evidentemente derivato dal giuoco che vi si svolgeva, ovvero quello consistente nel far ruzzolare forme di formaggio: un giuoco che aveva certo un gran numero di appassionati in una città come Grosseto, al centro di una zona in cui la pastorizia, assieme alla cerealicoltura, era l'attività economica prevalente. La via era ancora a sterro nel 1789 (Archivio di Stato di Grosseto, Genio Civile, "Campione o sia descrizione di tutte le strade urbane ed esterne, cisterne, fondi, gavine, ponti ed ogn'altro esistenti nel territorio della Comunità di Grosseto, tratto il mese di mese di marzo 1789, c. 1), e necessitava di continua manutenzione, a carico anche dell'Abbondanza di Firenze (Ivi, Uffizio Fossi 3, c. 177), in ragione del grande utilizzo che ne facevano i carri che portavano il grano ai magazzini di quella magistratura che si affaciavano sul vicoletto che dà sull'odierna via Mazzini, e che ancora la ricorda nel nome. La "Via del giuoco del cacio" è registrata nelle carte settecentesche che illustrano le fortificazioni di Grosseto, proprio per la funzione che aveva di collegamento fra i sei baluardi. Nella sua Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto, scritta nel 1751, il cancelliere vescovile Francesco Anichini cita spesso la via, indicando la localizzazione dei beni di proprietà della chiesa che sono in prossimità di essa, così nel tratto corrispondente oggi a Via Mazzini, come in quello che oggi è Via Saffi. Queste due vie sono ancora indicate col nome "Via del giuoco del cacio" nella pianta di Grosseto del 1823 del "Catasto Leopoldino".