Una carta dell'11 agosto del 1291 riferisce per prima, fra quelle medievali che ci sono pervenute, dell'esistenza in Grosseto di un Terzo di S.Giorgio. Un'altra carta del 31 gennaio del 1305 attesta che a questo terzo cittadino appartiene "il popolo di S.Michele". Nella nuova organizzazione amministrativa cittadina, della cui esistenza si ha notizia certa dal 1290, con un documento che attesta l'esistenza del Terzo di S.Pietro, nella definizione delle aree dei Terzi almeno parte di quella del "Popolo", ovvero della parrocchia di S. Michele, dunque, è attribuita al terzo meridionale della città. Questo ne fa giungere il confine occidentale con quello "di Città" sul retro del Palazzo dei Priori, come documenta una carta del 1430. La nuova organizzazione, che sostituisce quella della vicinia, vale a dire delle circoscrizioni cittadine corrispondenti alle parrocchie, costituisce un aspetto significativo in quel complessivo rinnovamento della città che si attua alla fine del secolo XIII, e che trova la più evidente espressione nella ristrutturazione urbanistica dell'area della nuova cattedrale. È, quest'ultima, il cuore del 'Terzo di Città', quello centrale in cui sono concentrati, appunto, i maggiori edifici pubblici cittadini, mentre prende il nome dalla chiesa di

Archivio di Stato di Siena. Capitoli 3, "Caleffo Nero", c.270. 1353 Aprile 13, 14,15. Fazio del fu Andrea, procuratore del Comune di Siena prende possesso di alcune case e botteghe in Grosseto vendute dal Comune di Pisa. Si tratta di una casa con sei botteghe nel Terzo di Città, confinante con la Piazza della città, di una casa con due botteghe posta in Piazza, di una casa adibita a cantina posta nel Terzo di S.Giorgio «in loco dicto lacella dellisola sive castellare». Il giorno 14 viene acquistato un casalino in un luogo della città detto «alatorre». Il giorno 15 vengono acquistati un casalino in Terzo di S.Giorgio confinante con beni dell'Ospedale di S.Michele, una casa in Terzo di città confinante con beni dell'Ospedale di S.Maria della Scala e con beni della Casa della Misericordia, una casa in Terzo di S.Pietro confinante con beni dell'Ospedale di Santa Maria della Scala.

S.Pietro il 'Terzo' settentrionale, nella parte della città che si è formata all'estremità nord dell'asse longitudinale lungo il quale, secondo una precisa modularità, è avvenuta l'espansione dell'abitato a partire dagli ultimi decenni dell'XI secolo, sviluppandosi proprio dal castrum checostituisce il nucleo originario di ciò che nel XIII sarà il Terzo di S.Giorgio, e dunque il nucleo originario della città. Come attesta il fatto che già nel 1245 sia documentata come vicinato Castellare, quest'area è infatti occupata dagli edifici che sono sorti nel contesto dell'antico castello aldobrandesco, documentato dal 973, e dunque in prossimità della chiesa di S.Giorgio, la più anticamente documentata (803) nel luogo in cui sorge la città di Grosseto, dalla quale, appunto, deriva il nome del terzo e che ancora nel 1329 è sede di un "popolo", ovvero di una parrocchia. Questo rimane attribuito a lungo, essendo confermata la divisione della città in terzi anche al tempo dei provvedimenti di fine secolo XVI del granduca Ferdinando I, che affida al Magistrato dell'Uffizio dei Fossi anche il compito di vigilare le condizioni igieniche della città, per cui vengono affisse al muro, all'inizio di ogni terzo, lapidi con iscritti «i giorni della settimana, ne'

quali deve passare pel respettivo Terzo la Caretta del detto Maestrato per levare l'immondizia delle Strade» (J. BOLDRINI, Relazione...in V. PETRONI s.i.a., p.175).

Nel '600, quando in essa ha trovato la possibilità di formarsi il Ghetto di Grosseto, la parte meridionale della città è chiamata anche Contrada di S. Giorgio (1634), verosimilmente molto frequentata per esservi l'Osteria di S.Giorgio e l'unica porta della città, l'odierna Porta Vecchia - allora Porta Reale - col suo corpo di guardia e la chiesetta di S.Barbara.