1309 Marzo 1. Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S.Maria della Scala, n.1406, cc.4-6."Catasto della Grancia di Grosseto del 1309". C.4: «Carmignano di Feo comincio il spedale del beato S.Giovanni battista posto nella città di Grosseto nel Terziero della Città di rincontro alla Chiesa di ms. S.Lorenzo di Grosseto».

La carta del 1309 del "Catasto della Grancia di Grosseto" localizza inequivocabilmente il 'Terzo di Città' nella parte dell'abitato di Grosseto attorno alla nuova cattedrale che si sta edificando da qualche anno, nel quadro del grande progetto di ristrutturazione urbanistica che interessa appunto quella parte della città fra la fine del secolo XIII e l'inizio del XIV. In riferimento all'area del 'Terzo di Città', questa è documentata nel 1234 come «vicinato cittadino», ovvero come facente parte di una organizzazione amministrativa
della città attuata ancora secondo l'antico principio della "vicinia", organizzazione che si evolverà in quella che ne prevede la divisione in 'Terzi' contestualmente all'attuazione del piano di riorganizzazione urbanistica, realizzato con la creazione della nuova 'Piazza del Comune' e del complesso delle costruzioni che si
affacciano su di essa. La prima attestazione del 'Terzo di Città' è del 1298 , ma, poiché l'istituzione dei terzieri cittadini avviene contemporaneamente in tutta la città, anche questo, come quello di S.Giorgio, certamente già esiste nel 1290, anno a cui risale la più antica attestazione pervenutaci del Terzo di S.Pietro. La posizione del 'Terzo di Città' rispetto alla 'Piazza del Comune' fa sì che, oltre alla presenza degli edifici pubblici più importanti della città, in questo si abbia anche la maggiore concentrazione di botteghe, di magazzini e di taverne, oltre alla presenza dei "palazzi" dei cittadini più facoltosi, com'è nel caso di quello il cui

1234 Marzo 8. Archivio di Stato di Siena. Diplomatico. S.Salvatore Montamiata

acquisto da parte di Durellino è registrato proprio nella carta del 1298. Nel solo documento del 1353, riguardante l'acquisto da parte del comune di Siena di beni posti in Grosseto già posseduti dal comune di Pisa, vi sono sei botteghe in una casa confinante con la Piazza, ed altre due botteghe in una casa posta in Piazza. Nel "Catasto del 1309" è ricordata la presenza di «stazzoni» nel Terzo di Città, ovvero di fondi destinati al deposito delle mercanzie; questi sono ancora registrati nel Terzo nel 1430 nell'inventario dei "Possedimenti del

Comune di Siena nella città e distretto di Grosseto", concentrati in una zona che da essi prende il nome di «contrada degli stazzoni», in prossimità di beni dell'Ospedale di S.Maria della Scala.

Nell'inventario che registra questi ultimi, anch'esso del 1430, case con locali atti ad «aphoteca» (ovvero a bottega) sono ancora ricordate esser in questo Terzo, in particolare in una carta che già registra il nome di 'Chiasso dei topi' a lungo attribuito

1430 Settembre 28. Archivio di Stato di Siena. Vino e terratici 10. "Possedimenti del Comune di Siena nella città e distretto di Grosseto", c.76v.

all'odierno 'Chiasso degli Zuavi', sul retro della cattedrale. È interessante notare come nel documento sia specificata l'appartenenza al Terzo del chiasso situato nel «Popolo della chiesa Cattedrale», ovvero nella parrocchia di questa chiesa: la specificazione è dovuta al fatto che nella definizione delle aree dei Terzi le parrocchie cittadine non entrarono a far parte ognuna interamente di un Terzo, ma furono ripartite fra le nuove circoscrizioni. Ancora un inventario, quello del 1469 relativo ai beni passati dalla Casa della Misericordia di Grosseto all'Ospedale di S.Maria della Scala di questa città, riferisce (c.37v) di un "luogo detto le taverne" nel Terzo di Città,
probabilmente la via che successivamente, a lungo, verrà chiamata 'Via delle bettole' - l'odierna Via Galilei, che collega Via  S.Martino con Piazza Dante -, e di una «buttiga a' barbieri» sulla via che va alla Porta Cittadina.
 

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