La ricostruzione di fine '800 e la ristrutturazione del 1928
 

Il Regio Teatro degli Industri prima degli interventi del 1928.

Edificato il teatro fra il 1813 ed il 1814 in luogo dei locali costruiti dall'Opera di Santa Maria per dare ricetto ai pellegrini, la "quarconia", l'Accademia degli Industri è riconosciuta ufficialmente il 13 gennaio 1819, con l'approvazione del suo statuto da parte del granduca Ferdinando III. Nella stessa occasione il teatro assume il titolo di Regio Teatro degli Industri. Nel 1836 gli Accademici hanno l'approvazione del granduca Leopoldo Il per i loro progetti di costruzione di alcune «stanze di Conversazione annesse e contigue al teatro... e la refusione e riordinazione dello statuto accademico», e tra la fine del 1869 e gli inizi del 1870, il teatro è in parte ristrutturato (cfr.M.INNOCENTI '98, p.19). Nel 1887 (8 aprile e 9 luglio), il Ministero dell'Interno emanò, a tutela della pubblica incolumità, precise disposizioni sulla sicurezza dei locali adibiti a teatro, ed essendo quello grossetano assolutamente fuori dalle nuove norme ne è dichiarata l'inagibilità. L'edificio viene demolito l'anno successivo, e subito l'Accademia degli Industri si attiva per la ricostruzione. La progettazione è affidata all'architetto senese Augusto Corbi, che prevede la realizzazione di un edificio con facciata in stile neorinascimentale, con all'interno una sala con pianta a ferro di cavallo con 56 palchi disposti su tre ordini, decorata con stucchi dall'artista senese Giuseppe Del Riccio. Sotto la direzione dell'ingegnere Fernando Ponticelli la ricostruzione del teatro è completata nel 1892, ma nel 1928 l'edificio ha delle modifiche all'interno, al fine di dotarlo di un migliore ingresso e di un bar, e all'esterno, col rifacimento totale del prospetto principale. Questo è completamente rifatto in stile eclettico, cosicché la facciata viene tripartita da lesene, coronata da tre timpani, al cui interno sono ghirlande e mascheroni in pietra artificiale, che alludono alle figurazioni legate al teatro classico. Nel 1938 l'Accademia degli Industri si scioglie e cede il teatro al comune di Grosseto; nel dopoguerra è utilizzato prevalentemente come cinematografo, e pertanto subisce alcune modificazioni. I restauri del 1966 hanno consentito alla facciata di riassumere l'aspetto conferito ad essa nel
1928, e quelli recentissimi in particolare hanno restituito all'interno l'originaria eleganza.