Bassorilievo romanico in facciata. Nei bestiari del medioevo l'aquila associata, come in questo caso, al serpente è simbolo del trionfo dello spirito sulla bestialità

Ricordata per la prima volta nel 1188 tra le chiese che Clemente III confermò al vescovo grossetano Gualfredo, S.Pietro ha probabilmente origini più remote, come sembra testimoniare anche la sua posizione sul principale asse viario di Grosseto. Ovvero il fatto che sia posta all'estremità nord dell'asse longitudinale lungo il quale, secondo una precisa modularità, è avvenuta l'espansione della città a partire dagli ultimi decenni dell'XI secolo, col nucleo originario costituito dagli edifici esistenti attorno alla chiesa di S.Giorgio all'estremità meridionale dell'asse stesso. Dalla chiesa prenderà il nome il 'Terzo' settentrionale della città, il pozzo ove è l'odierna Piazza Socci e la porta delle mura medievali, murata in età medicea e riaperta nel 1754 come Porta Nuova. «Di questa piccola Chiesa, posta nel cuore della vecchia Grosseto ed unico edificio di origine romanica di tutta la città, non rimane di autentico che la parte presbiteriale esterna, qualche frammento decorativo sistemato nell'attuale facciata e forse lo sviluppo dell'antico perimetro. Del campanile a pianta quadrata, la parte superiore è del XVIII secolo, mentre è antica la parte inferiore che peraltro, stante le dimensioni notevoli, potrebbe non essere coevo della Chiesa. Tanto il campanile che la Chiesa furono quasi distrutti da un incendio che ha lasciato traccia nel bruciacchiati e corrosi resti arrivati fino a noi...» (M.MORETTI '62, pp.317-318). La chiesa figura nelle decime del 1276 e del 1303, ed il suo "rettore" figura al fianco del vescovo di Grosseto in importanti occasioni, come nel 1227, allorché vengono sottoscritti atti che regolano la concessione da parte del vescovato al monastero di S.Galgano per la costruzione di mulini in territorio di Istia. Quando, alla fine del secolo la cattedrale è in costruzione, e ciò verosimilmente impedisce di continuare utilizzare come ecclesia major l'antica chiesa di S.Maria, è forse S.Pietro ad averne provvisoriamen-
te la funzione: è in essa, infatti, che nel 1307 viene pronunciata la sentenza relativa alla confinazione fra il distretto della città di Grosseto e quello del castello di Montepescali, a soluzione di una lite fra i canonici grossetani ed i frati dell’Ospedale di S.Giovanni Gerosolimitano. Nel 1298 la chiesa è documentata possedere terre sulla riva meridionale del Lago di Castiglioni, vicino alla peschiera ed alle saline presso la foce a mare, e nel Trecento nel piano di Grosseto, al Lago Boccio. «Nel 1276, Guantino priore della vecchia chiesa di S. Pietro (era già vecchia), acquistò alcune sacre reliquie, per uso della medesima (Curios. stor. gros., Ombrone 1874, n. 35); inoltre la sua vetustà viene attestata dalla istituzione medio-evale della sua fraternita o compagnia, che rimonta al secolo XIV e che aveva il diritto d'intervenire all'antica festa delle Reliquie, che ogni anno facevasi nella vicina Alberese nella prima domenica di maggio. Nel 3 giugno 1561, questa fraternita di S.Pietro, detto poi dei Rossi dal colore della cappa, si addossò il pietoso caritatevole ufficio del trasporto dei defunti poveri ed andò tanto avanzando in opere di cittadina virtù, che istituì a tutto suo carico e spese un piccolo Spedale per infermi e pellegrini transitanti...». Così nota l'Ademollo (A.ADEMOLLO '894, pp.102-103), traendo queste notizie dalla Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto di Francesco Anichini (Archivio Vescovile di Grosseto. Ms.1723, anno 1751), cc.214-222. La più antica descrizione della chiesa pervenutaci è del 1576, ovvero quella del visitatore apostolico Francesco Bossi, e nel XVII secolo fu restaurata a spese della Compagnia della Carità (F.ANICHINI, Storia cit., c.214). Come attesta una lapide all'interno, un altro restauro è stato effettuato nel 1773, e nel 1787 (P.L.D’ASBURGO LORENA 1787) la chiesa è detta «bella grande, che è stata riservata per i casi che nel duomo vi succedesse o fosse bisogno di qualche cosa». Più recentemente vi sono stati i restauri del 1911 e quelli del 1986, ad opera dell'architetto Alberto Vero.
 

La chiesa di San Pietro, ad una sola navata, è la più antica di Grosseto, databile all'XI-XII secolo. Di notevole pregio è l'abside romanica, visibile nel cortile della moderna Camera di Commercio, decorata da archetti pensili di gusto lombardo, raccordati alla base tramite strette lesene. Il campanile fu costruito nel 1625.

 
Questa scheda è stata redatta prima del più recente intervento di restauro (2004-2005) di cui è stata oggetto la chiesa di San Pietro. Nel corso di tale intervento la Soprintendenza Archeologica della Toscana e il Corso di Laurea in Conservazione, Comunicazione e Gestione dei Beni Archeologici del Polo Universitario Grossetano hanno condotto un’indagine di scavo sotto i livelli pavimentali del 1911 che ha permesso di riconoscere e documentare una fase più antica dell’edificio attuale. I risultati dello scavo sono ancora inediti, e pertanto non sono ancora disponibili dati cronologici definitivi e interpretazioni conclusive.

 

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