S. Michele Arcangelo che uccide il drago
 
«S.Michele Arcangelo che uccide il drago.

Tavola (a. cm. 89 x 1. cm. 59)

La sua forma cuspidata e le sue dimensioni rendon pressoché certo che fosse in origine il coronamento o la cuspide di un grande polittico, oggi perduto o inidentificabile.

La sua attribuzione ha sempre oscillato tra Segna di Bonaventura (Nicolosi, Van Marle) e la cerchia di Ugolino di Nerio (Berenson, Brandi, Carli).

E' un' opera finissima, in cui la tradizione di Duccio appare interpretata con una eleganza lineare degna di un Simone Martini: e se non si può fare il nome di Ugolino, è certo che l'opera appartiene alla sua raffinatissima cerchia, nella quale operavano pure i fratelli di questi, Guido e Minuccio di Nerio, della cui arte peraltro non ci resta alcun documento» (E.CARLI (a cura di), Arte senese nella Maremma grossetana. Catalogo, Grosseto 1964, p.9).

La tavola è custodita presso il Museo Diocesano di Arte Sacra.