Il 15 febbraio del 1576 il vescovo di Perugia Francesco Bossi, nel suo soggiorno grossetano nel corso della visita alla diocesi di Grosseto, si recò sul luogo della città ove era stata la chiesa di S.Benedetto, senza trovarne traccia alcuna. Il visitatore ricorda

Biblioteca Comunale di Grosseto. "Cabreo nella Commenda di S.Leonardo di Siena cominciato il 1622 e finito 1623. S. Leonardo comm.da di Grosseto", c.16.

che l'edificio era appartenuto all'Abbazia di S.Maria Alborense, e che fungeva da ospizio per i suoi monaci quando questi si recavano in città, ed annota nel resoconto della sua visita
che la scomparsa della chiesa era conseguenza della "Guerra di Siena", durante la quale sarebbe stata rasa al suolo. Probabilmente, però, l'informazione dataci dal visitatore è inesatta: in effetti la scomparsa della chiesa è sì dovuta alla costruzione di nuove fortificazioni per la città di Grosseto, ma certo non al rafforzamento e restauro con cui, negli anni 1552- 53, la cinta muraria medievale era stata "modernizzata" da Pietro Strozzi e dal Conte Sforza. La chiesa, infatti, esisteva ancora nel 1561, come attesta un documento citato da Francesco Anichini, che consente di comprendere che i «Baluardi delle fortificazioni» che ne hanno «occupato il sito», di cui riferisce nel 1622 il "Cabreo della Commenda di S.Leonardo", sono quelli delle Mura Medicee, la cui costruzione iniziò nel 1565. Guardando alle informazioni topografiche contenute nel documento del

1561, atteso che quello del 1622 assicura che la scomparsa della chiesa è dovuta alla costruzione dei baluardi, la localizzazione di S.Benedetto pare evidente debba individuarsi nell'area del baluardo delle mura chiamato oggi 'Bastione Garibaldi'. Nella carta citata dall'Anichini, infatti, va «la strada che viene dalle monache diritta alla porta della chiesa», ovvero una via congiunge direttamente il Monastero dell'Annunziata (già nell'area prossima all'odierno Teatro degli Industri) e S.Benedetto, ed un «fossone» va dalla chiesa al Pozzo di S.Pietro, ovvero percorre l'antica 'Via della Gavina', oggi la Via Bertani che da Piazza Socci - ov'era il pozzo - va ad incrociare Via Mazzini proprio all'altezza del Bastione Garibaldi. La dipendenza di S.Benedetto di Grosseto dall' abbazia di S.Maria Alborense, ricordata dal visitatore Bossi, è documentata dal 1199, e già nella più antica carta pervenutaci la chiesa appare come una vera e

1248 Ottobre 11
Arch. di Stato di Siena.
Diplomatico. Archivio Generale


Nella Chiesa di S.Benedetto in Grosseto l’abate Enrico del monastero di S.Benedetto dell’Alberese riceve in oblati da un certo Michele di Massa e sua moglie donna Berta con una casa in Grosseto in "vicinato Castellare" e con un orto fuori Porta Nuova. Maremmano di Bonavito Notaro.
 

 

 
 

propria seconda sede per l'abate, ove questi compie atti importanti con personaggi importanti, in questo caso l'abate di S.Bartolomeo di Sestinga, un altro grande monastero della diocesi di Grosseto. Nel 1307 è in S.Benedetto che il rettore della chiesa sottoscrive la transazione col comune di Grosseto circa il Castello di Montecalvoli e i beni annessi, già appartenenti all'abbazia.