Il monumento di canapone
 

Nella parte anteriore della base che guarda il Duomo, leggesi la seguente iscrizione:

Alla gloria di Leopoldo Il
Questo monumento
Che ricordi ai futuri
La riconoscenza
Di una Provincia rigenerata
E il benefizio immortale».

A.ADEMOLLO '94, p.126: «Nel 29 marzo 1588 Ferdinando I, fra le altre interne bonifiche della città di Grosseto, ordinò la costruzione di 12 cisterne per acqua potabile, delle quali alcune si conservano e sono sempre in servizio. Nel 1833, sempre sotto l'incubo di questo bisogno, fu nella maggior piazza escavato un pozzo artesiano a cui fu sovrapposto uno stupendo tempietto in ferro fuso, che oggi si vede ad Arcidosso....È precisamente nel luogo di questo tempietto che oggi sorge, in quella piazza principale, il più bel monumento moderno che possiede Grosseto. Tolta la bella rammentata cisterna dal centro della piazza, fuvvi inalzato nel 21 febbraio 1846, il monumento a Leopoldo II, opera dello scultore Luigi Magi di Asciano. Nell' anno successivo 1847 questa bella piazza, che oggi trae il nome dal re Vittorio Emanuele, fu riordinata, fu resa rotonda, ben pavimentata, furono posti all' intorno i 26 colonniui con catene, ed i 16 sedili. Il detto bel monumento innalzato il 21 febbraio, inaugurato il 10 maggio 1846, consiste in un gruppo di marmo scolpito che rappresenta Leopoldo II, alla grandezza di una volta e mezzo dal vero, in atto di sollevare l'egra e derelitta Maremma, allegoricamente, volendosi così rammentare delle fisiche bonificazioni da esso decretate: questo gruppo statuario poggia sopra apposito imbasamento di ordine toscano. Il detto gruppo che componesi di quattro figure, è stupendamente inteso. Campeggia il gruppo la statua del principe, che in piedi ha serrata la persona in lunga veste o clamide, con un sorprendente panneggiamento, volge la testa in basso a sinistra e rimira pietoso la bella faccia dell'egra Maremma, mentre la sorregge e la rialza colla sua mano sinistra dalla prostrazione nella quale trovasi, colla destra sorregge un fanciullo, che colla sua testolina in alto guarda il suo benefattore e nella sua completa nudità mostra i segni del languore malarico. Nella statua della Maremma il Magi si mostra scultore valente e verista. Essa è semiatterrata, chiusa in paludamento di matrona romana, ha la testa coronata d'alloro, indice della sua tramutata grandez.za; essa pur volge la faccia bella, ma sfinita, verso il benefattore che la rialza, e mentre in parte mostra l'eburneo petto, colla sinistra sorregge un nudo lattante nel più completo abbandono. L'allegoria è completa.
 
Nella fotografia il "tempietto", progettato da Francesco Leoni già al centro della piazza di Grosseto, nella sua odierna collocazione in Arcidosso. Con la realizzazione del nuovo assetto della piazza, la fontana venne dapprima trasferita in posizione eccentrica, prossima allo sbocco di via Ricasoli nella piazza, ma poi fu tolta anche di qui «per non guastare I' "illuministica" armonia del nuovo complesso» (A.GARZELLI '67, pp.20-21). Del pozzo realizzato nel 1833 a centro della piazza, e del "tempietto", così riferisce il Tartini «Il pozzo ha Br. 209.90 di profondità: le acque si innalzano fino a otto braccia sotto il livello della piazza, e si mantengono costantemente a quel livello, nonostante l'azione continua di trombe aspiranti destinate a sollevarle al di sopra del terreno per distribuirsi alla popolazione. Queste trombe sono contenute in un recinto di stile gotico formato di getti di ferro della Regia Fonderia di Follonica, che posato nel mezzo della piazza principale di Grosseto sopra un imbasamento di marmo di Caldana, quasi si mostra come un pegno di crescenti e in gran parte assicurati miglioramenti della provincia: facendo travedere le future ricchezze che una nuova manifattura può diffondere nella popolazione Maremmana, perfezionando il lavoro di un materiale di ottima qualità che le altre nazioni invidiano alla Toscana» (F.TARTINI, Memorie del Bonificamento delle Maremme Toscane, Firenze 1838).