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1222 Aprile 11
Arch. di Stato di Siena. Diplomatico. Riformagioni

(Ed.Reg. Sen. n.621) Rolando notaio, procuratore del Comune di Siena, invita Ildibrandino e Bonifacio «Ildibrandisce domus comites palatinos» di intervenire o di mandare un loro inviato ad adempiere a quanto promesso allorché fu istituita la società con i senesi per la dogana del sale di Grosseto. «Actum Grosseti in platea comunis».


1236 Maggio 10
Arch. di Stato di Siena. Diplomatico. S.Salvatore Montamiata

Mannello del castaldo vende a Ildobrandino di Mannello un pezzo di terra in luogo detto Branculino, confinante con un chiasso. Atto in Grosseto "in platea maiori".

1245 Marzo 25
Arch. di Stato di Siena. Diplomatico. S.Salvatore Montamiata

Manfredi, abate di S.Salvatore al Monte Amiata, presenta al vicario di Pandolfo da Fasanella una lettera imperiale, nella quale gli viene commesso di esaminare i testimoni della causa che si agitava davanti all'imperatore tra l'abate e Bonagrazia procuratore di Pepo e di Federico di Iacobo per la pieve di S.Andrea. Nella piazza di Grosseto, presso il palazzo della curia.

1276 Marzo 28
Arch. di Stato di Siena. Diplomatico. Archivio Generale

Mandato di procura di diversi cittadini fuorusciti del Comune di Massa per notificare al podestà di Siena come essi osserveranno quanto si contiene nella sentenza e lodo già emanato da altro podestà di detta città sulle vertenze tra il comune di Massa da una e i nobili Pannocchieschi e fuoriusciti suddetti. Nella piazza di Grosseto.

1301 Agosto 8
Arch. di Stato di Siena. Capitoli 2, "Caleffo dell'Assunta", c.35

Gli incaricati del comune di Siena prendono possesso dei beni di quel comune nella città di Grosseto. In particolare di una "platea" e di un "casalino" in cui "olim fuit constructum palatium comitum de Sancta Flora", confinanti con Cione di domino Niccolò e la via pubblica e con di fronte la piazza del mercato e la porta della città di Grosseto, "que porta vulgariter dicitur porta cittadina".


1306 Ottobre 31
Arch. di Stato di Siena.Diplomatico.Archivio Generale

Divisione fra i figli di Feo di beni posti "in districtu Grosseti", "in contrada fornaciarum", "in contrada Capigagliani", "in territorio Alborensis". "Actum Grosseti iuxta platea communis".

1338 Febbraio 17
Arch. di Stato di Siena. Archivio Notarile, Antecosimiano 50, c.49

Imbreviatura di Francesco di Niccolino da Siena. Vendita della baratteria di Grosseto. Vengono stabiliti i luoghi ove è concesso possa tenersi il gioco, e fra questi "in logia que est in platea publica Comunis Grosseti".

1353 Aprile 13
Arch. di Stato di Siena,Capitoli 3, "Caleffo Nero", c.270

Fazio del fu Andrea, procuratore del Comune di Siena prende possesso di alcune case e botteghe in Grosseto vendute dal Comune di Pisa. Si tratta di una casa con sei botteghe nel Terzo di Città, confinante con la Piazza della città, di una casa con due botteghe posta in Piazza, di una casa adibita a cantina posta nel Terzo di S.Giorgio "in loco dicto lacella dellisola sive castellare".

1386 Aprile 16
Archivio di Stato di Siena. Diplomatico. Opera del Duomo

Una perizia dei maestri del sale di Siena dichiara che le acque del Lago di Castiglioni non sono più in grado di fornire sale, e pertanto il Lago «essere stagno di acqua dolce». «Actum in civitate Grosseti in domo habitationis et residentie offitialium paschuorum pro comuni Senarum posita in dicta civitate Grosseti cui ab uno platea comunis, ab altero dpmus sive palatium habitationis et residentie domini Capitanei mariptime comuni Senarum, ab alio via, et alio finis...»

1430 Settembre 28
Archivio di Stato di Siena. Vino e Terratici Vol.10
"Possedimenti del Comune di Siena nella città e distretto di Grosseto"

Cc.76v-78. Il comune di Siena possiede numerose botteghe che si affacciano sulla piazza di Grosseto, delle quali due unite in un solo ambiente adattato a magazzino del sale. In piazza sono anche la casa in cui ha sede «lofitio de paschi», che confina con un «palaço con una torretta...nel quale palaço stava el capitano digroseto et ora nuovamente e acconcio per la comunità digroseto». Un altro palazzo è posto sulla piazza di Grosseto, «dove alpresente habita elpodesta et tiensi la corte al quale dinançi e lachiesa catedrale et dadue lati e lavia delcomuno. Nelquale chasamento e uno ponte e sotto aesso ponte vipassa lavia delcomuno e confina colacasa de priori digroseto...»


1744
Arch. di Stato di Firenze. Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche Granducali, f. 550, inserto n. 4
"Lavori della piazza principale di Grosseto"
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Documenti riguardanti la pavimentazione della Piazza di Grosseto. Si tratta di una serie di relazioni, lettere e disegni redatti da Francesco Maria Fineschi, Capo Mastro delle Strade di Siena, e dal Cavaliere Attilio Fabreschi, Provveditore della Fortezza di Grosseto, incaricati di seguire i lavori di pavimentazione della piazza principale della città.

1744 Dicembre 7
Arch. di Stato di Firenze. Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche Granducali, f. 550, inserto n. 4

Relazione degli ordini e delle informazioni prese concernenti i lavori fatti nella Piazza principale di Grosseto, a firma del Colonnello Warren. La relazione riassume i lavori eseguiti nella Piazza Principale di Grosseto negli anni 1743/44. I lavori consistono nel rifare quella parte della pavimentazione sottoposta ad una maggiore usura per il passaggio del pubblico, cioè l'area compresa fra la linea congiungente Via del Ghetto (Via Ricasoli) e Via del Macello (Via Manin), il lato sud del Duomo e il Palazzo di Giustizia, lasciando invece inalterata l'altra metà in prossimità del loggiato, ancora in buono stato di conservazione: «Essendo la Piazza pubblica di Grosseto quasi che mezza rotta, senza che vi sia restato mattoni ne' pietre, che servivano di linee di guida, benché erano murate a calcina, onde considerando ogni maggiore risparmio di adattargli a quella parte che resta migliore, essendo quella parte dove passa meno il pubblico, come si può vedere dal qui allegato sbozzo di pianta, e rifare di nuovo la parte del Duomo e quella della parte del Palazzo del Sig. Capitano di Giustizia. Questa parte da rifarsi è contenuta fra le lettere G H I dall'angolo della via del Ghetto a quello del Macello, e contiene in superficie duecentodue canne a braccio senese». Sulla spesa necessaria per la realizzazione del lavoro, Warren elenca accuratamente i materiali usati (calcina, rena mattoni, pietre), i costi di trasporto degli stessi, i costi di manodopera. «È ben vero che questo lavoro si potrebbe fare migliore, e minore, nel primo caso si potrebbe lastricare questa Piazza tutta di pietra in quel caso sarebbe di maggiore durata ma costerebbe quattro volte di più. D'una altra parte si potrebbe fare il lavoro colle linee senza pietre, ma bensì di mattoni, come si pratica a Siena, e non servendosi di calcina per minorare la spesa ma bensì di tufo o rena... Ma oltre, che vi sarebbe una grande deformità nella Piazza, che resterebbe fatta per metà d'una sorte, e per l'altra metà di un'altra, d'altronde il lavoro non sarebbe di durata; così essendo del decoro di S.A.R., che i lavori fatti a spesa della medesima siano puliti ed ancora di durata il sentimento del sottoscritto è che si deva fare secondo il primo metodo».


1745 Ottobre 8
Arch. Vescovile di Grosseto. F. Anichini, Storia Ecclesiastica della città e diocesi di Grosseto , ms.,anno 1751, cc.53v-54

Ricordo della visita del Sovrano a Grosseto effettuata nel 1745 Ottobre 8, cc.53v-54 (Descrizione della Piazza) :«Il maggior diletto al giudizio degli spettatori era recato dalla vaga disposizione dei lumi ordinati nella nostra piazza. La quale, formando un poligono di figura esagonica irregolare ed avendo la sua principale entrata e ingresso dall'unica porta della città detta la Porta Cittadina, da cui per la Strada del Ghetto si viene nella medesima, in maniera che giunti vicino al termine di tale strada a sinistra vi è un loggiato di trentadue Archi, che formano i due Lati maggiori della Piazza suddetta, unendosi ad angolo assai ottuso con arco nell'ingresso, ed uscita di detto Loggiato, sopra di cui, per quanto esso dura vi sono le case fatte tutte d'una uniforme architettura, ed altezza. Siccome sotto il predetto loggiato vi stanno dappertutto botteghe, che circondano anch'elleno da due Iati colle loro porte, dirimpetto all'archi la piazza . Termina detto loggiato con la strada detta del Macello della Malacarne, e della Pescheria alla quale in retta linea attacca il Palazzo dei Pubblici Rappresentanti la Comunità che forma due facciate, sebbene più alto delle abitazioni che sono sopra il Portico suddetto, una corrispondente nella Piazza dove è collocato l'Orologio Pubblico e l'altra nella Strada Maestra che conduce in retta linea alla Porta a S. Piero, ora murata. La quale era prima della Fortificazione , la Porta Sanese, e quantunque chiusa, non però gettata a terra, conforme seguì dell'altre tre, che ne contava la nostra Città nelle più antiche sue Mura. Dall'altra parte della Strada Maestra per cui s'esce dalla Piazza vi è la chiesa della compagnia della Misericordia, che unisce colla Fabbrica fatta da Mons.Borghesi in accrescimento del Palazzo Vescovile. Accanto al detto Palazzo vi è la Chiesa Cattedrale di cui parlasi, e la sua facciata, riguardo quella del Palazzo della Comunità verso la piazza, e l'altra sua facciata laterale non finita, forma il poligono da questa banda fino alla strada delle Prigioni , che viene divisa dall'Abitazione , o Palazzo del Capitano di Giustizia, a cui attaccano i Quartieri, che si dicono della Piazza per i soldati con botteghe sotto, fino alla Strada delle Tavernelle, ora detta delle Bettole, e qui ripiglia la strada del Ghetto, che conduce alla Porta Cittadina, da cui cominciammo la descrizione di questa Piazza...».


1787
P.L.D’ASBURGO LORENA, Relazioni sul governo della Toscana, a cura di A.SALVESTRINI, Vol.III, Firenze 1974pp.525-528
PROVINCIA INFERIORE E SUPERIORE DI SIENA 1787

«Relazione di S.A.R. del suo viaggio fatto nella Provincia inferiore e superiore di Siena, nell’aprile e maggio 1787.
Grosseto, città situata vicino all'Ombrone un miglio nel mezzo della pianura è ben tagliata, fortificata e con buone muraglie; le strade sono larghe e ben tagliate ed in mezzo vi è una bella piazza ove è situato il duomo, che è grande a tre navate con un bell'altare e una bella facciata di marmi...La casa ove è l'uffizio dei fossi e casa del pubblico è situata sulla piazza ed è sufficientemente buona al primo piano, come tutte le altre case di Grosseto che non hanno altro e che a terreno sono tutte umide ed inservibili: in questa casa dovrà trasferirsi il palazzo del pubblico e l'adunanza del magistrato comunitativo ed accanto vi sarà l'abitazione per il cancelliere comunitativo che ora sta a pigione e il suo archivio, il che starà molto bene. Si vide anche la casa che appartiene al governo dove sta ora il provveditore, ove al primo piano sono state accomodate tutte le stanze e tutti i comodi necessari per trasferirvi a novembre l'uffizio; il tutto è stato fatto bene e distribuito con molto giudizio, senza lusso ed il puro necessario e decente, comodo; a terreno vi sono tutti i magazzini con tutti i legnami ed attrezzi dell'uffizio medesimo. Si fu a vedere il palazzo pretorio del vicario, situato sulla piazza accanto al duomo: questo è grande, bello, buono e comodo; vi è l'abitazione del vicario e suo banco al primo piano, quello del cancelliere al secondo e l'altro cancelliere sta a pigione; a terreno vi sono due carceri pubbliche, buone, sane, sicure, ariose, luminose, ma piccole per il bisogno; vi sono 4 segrete grandi, buone, ariose, luminose, sicure e il quartiere per il soprastante, messi, caposquadra e famigli.

1832
A.ZUCCAGNI ORLANDINI, Atlante geografico fisico e storico del Granducato di Toscana, Firenze 1832

Tavola XVIII: "Tavola Geografica, Fisica e Storica della Valle Inferiore d'Ombrone e delle valli minori ad essa adiacenti":«...superiore a tutte è piazza grande presso il Duomo, ampia assai e recinta in due lati da logge. In mezzo ad essa, per benefica sollecitudine del Sovrano, è stato traforato un pozzo alla modenese, da cui già emergono acque potabili; vantaggio inapprezzabile in terreno di altissimo sedimento, e privo al tutto di vive sorgenti».