Archivio Vescovile di Grosseto. Manoscritti 1723. F.ANICHINI, Storia Ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto, 1751, cc.53v-54. Ricordo della visita del Sovrano a Grosseto effettuata nel 1745 Ottobre 8 (Descrizione della Piazza) :«Il maggior diletto al giudizio degli spettatori era recato dalla vaga disposizione dei lumi ordinati nella nostra piazza. La quale, formando un poligono di figura esagonica irregolare ed avendo la sua principale entrata e ingresso dall'unica porta della città detta la Porta Cittadina, da cui per la Strada del Ghetto si viene nella medesima, in maniera che giunti vicino al termine di tale strada a sinistra vi è un loggiato di trentadue Archi, che formano i due Lati maggiori della Piazza suddetta, unendosi ad angolo assai ottuso con arco nell'ingresso, ed uscita di detto Loggiato, sopra di cui, per quanto esso dura vi sono le case fatte tutte d'una uniforme architettura, ed altezza. Siccome sotto il predetto loggiato vi stanno dappertutto botteghe, che circondano anch'elleno da due Iati colle loro porte, dirimpetto all'archi la piazza . Termina detto loggiato con la strada detta del Macello della Malacarne, e della Pescheria alla quale in retta linea attacca il Palazzo dei Pubblici Rappresentanti la Comunità che forma due facciate, sebbene più alto delle abitazioni che sono sopra il Portico suddetto, una corrispondente nella Piazza dove è collocato l'Orologio Pubblico e l'altra nella Strada Maestra che conduce in retta linea alla Porta a S.Piero, ora murata. La quale era prima della Fortificazione, la Porta Sanese, e quantunque chiusa, non però gettata a terra, conforme seguì dell'altre tre, che ne contava la nostra Città nelle più antiche sue Mura. Dall'altra parte della Strada Maestra per cui s'esce dalla Piazza vi è la chiesa della compagnia della Misericordia, che unisce colla Fabbrica fatta da Mons.Borghesi in accrescimento del Palazzo Vescovile. Accanto al detto Palazzo vi è la Chiesa Cattedrale di cui parlasi, e la sua facciata, riguardo quella del Palazzo della Comunità verso la piazza, e l'altra sua facciata laterale non finita, forma il poligono da questa banda fino alla strada delle Prigioni , che viene divisa dall'Abitazione , o Palazzo del Capitano di Giustizia, a cui attaccano i Quartieri, che si dicono della Piazza per i soldati con botteghe sotto, fino alla Strada delle Tavernelle, ora detta delle Bettole, e qui ripiglia la strada del Ghetto, che conduce alla Porta Cittadina, da cui cominciammo la descrizione di questa Piazza...».

Piazza Dante è la principale della città di Grosseto, caratterizzata dal monumento a Leopoldo II di Lorena, dal loggiato ("I Portici") su due lati, la trecentesca facciata meridionale della cattedrale, il Palazzo della Provincia, realizzato in stile neogotico nell'area già dell'antico Palazzo del Comune di Grosseto. Ed era, infatti, questa stessa piazza quella detta "del Comune" nel medioevo, dalla fine del XIII secolo, allorché iniziò ad assumere le attuali dimensioni a partire da quelle che aveva la "platea communis" . Già nel 1222, infatti, è documentata una piazza del Comune di Grosseto, costituita da uno spazio certo prossimo alla chiesa maggiore di allora, cioè l'antica pieve di S.Maria divenuta cattedrale nel 1138 con la traslazione della sede vescovile da Roselle, e sul quale si affacciava anche il nucleo originario del palazzo del comune. La superficie di questa prima piazza doveva coprire solo una piccola parte di quella

che avrà la nuova, edificata fra gli ultimi anni del '200 ed i primi del secolo successivo, con l’importantissima funzione scenografica riservata alla facciata meridionale della nuova cattedrale - allora in costruzione-, nel contesto di una profonda ristrutturazione urbanistica ed amministrativa della città. Se nella forma da conferire al perimetro della piazza del comune di Grosseto i progettisti si ispirarono indubbiamente al modello senese della Piazza del Campo, nondimeno adottarono un criterio relativo alla sua funzionalità assolutamente innovativo. La piazza, cioè, fu realizzata in base ad una nuova concezione del rapporto fra piazza principale e gli edifici pubblici della città, cosicché questi sono tutti affacciati su di essa, analogamente a quanto, nello stesso periodo, è riscontrabile in Toscana  solo  a  Massa  Marittima.   Rimasta immutata nel tempo la forma della

piazza, notevoli cambiamenti ha avuto il suo arredo: forse ancora col suo aspetto medievale fin verso la metà del XVIII secolo - allorché è mirabilmente descritta da Francesco Anichini -, nell'800 assume quello che le farà attribuire il nome popolare di "Piazza delle Catene", rimasto caro ai grossetani anche quando una ristrutturazione degli anni '70 del '900 la ridusse a parcheggio. Col restauro portato a termine nel 2002 la piazza, ufficialmente 'Piazza Dante', può di nuovo chiamarsi "delle catene" senza che i cittadini più anziani ne debbano spiegare la ragione: al grande spazio pubblico è stato restituito decoro ricostruendo un arredo che ricorda efficacemente quello distrutto nel secolo scorso, senza per questo incorrere nell'errore di realizzare una copia esatta della piazza ottocentesca, e dunque un falso evidente.