La fotografia è stata realizzata prima del 1870, anno in cui è stata iniziata la costruzione del nuovo Palazzo Comunale di Grosseto. Infatti l'area in cui sorgerà è ancora occupata dagli edifici sullo sfondo, che furono dell'Ospedale di Carmignano di Feo, fondato nel 1309, e dalla sua chiesa (la facciata è la parte della costruzione dipinta in bianco) dedicata a S.Giovanni Decollato. Appare evidente come sia breve la distanza fra la facciata del palazzo e quella della cattedrale, che rende la Piazza del Duomo di dimensioni assai più modeste di quelle della contigua Piazza del Comune. Ciò è determinato dalle precise intenzioni di chi ha progettato l'assetto dell'area circostante la cattedrale: la dimensione della piazza che le è antistante ne debbono obbligare una visione che ne esalti appieno la monumentalità. L'orologio venne posto sul frontoncino, appositamente costruito, nel XVI secolo, e si tratta di quello già del torrione di Porta Relale (Porta Vecchia).

A. ADEMOLLO '894, pp.113-114 «Il Palazzo Comunale. L'antico palazzo Comunale di Grosseto, situato nel centro della città in taccia al Duomo, ebbe un'origine medio-evale, ma nulla possiede che fermi l'attenzione del visitatore; solo merita che venga detto che la sua vecchia campana nel 18 decembre 1344 fu asportata a Siena ed acconciata nella torre del Mangia al palazzo comunale. Questa campana tu finalmente rimpiazzata nel 1576 da altra che Alfonso Del Testa, capitano di giustizia, fece trasportare e collocare nel piccolo torrione. Dal 1516 al 1822 questa campana suonò per i condannati a morte, da quell'epoca suonò per lo riunioni del Consiglio Comunale. Oggi tace. Degna di nota è la piccola pietra che quivi si conserva incastrata presso l'angolo destro di detto palagio. Essa detta alcune prescrizioni di nettezza municipale, e senza data, ma per il modo con il quale o scritta, per alcuni luoghi che rammenta e per la famiglia ivi indicata, tutto fa credere che sia o della fino del secolo XVII o principio del seguente. Eccola: "Venerdì si devono alla pena d'uno scudo spazzare e Sabbato pulire dalla carretta le strade dal Palazzo della Comunità alla Porta di sopra dalla casa de Boldrini alle Logge di Via Maestra dallo Spedale alla chiavica del Macello della Mala tutte quelle comprese sotto nome di S.Michele e Pantaneto". Queste allora erano certamente le vie principali della citta. Nel 26 marzo 1867 il Consiglio Comunale, riconosciuto indecente ed indecoroso questo vetusto palagio, deliberò la costruzione di uno nuovo, dandone la commissione all'ingegnere architetto Giovane Glive, ed Ì lavori furono cominciati nell'ottobre del 1870, occupando quell'area di basse casipole di fianco al Duomo, ove nel medio evo stava la chiesa di S. Maria e l'episcopio, innanzi di essere traslocato nell'antico palagio Ariosti, come lo è oggi». La lapide trascritta dall'Ademollo è tutto quanto, ormai, resta del Palazzo dei Priori del comune di Grosseto, demolito nel 1938: è stata murata sulla facciata che dà su via Manin del palazzo che fa angolo con la Piazza Dante. La prima attestazione dell'esistenza del palazzo è del 1334, allorché, appunto nel Palazzo dei Priori di Grosseto. fra l'aprile ed il giugno sono rogati dal notaio Benedetto di Domenico, cittadino senese, numerosi contratti relativi all'acquisto di case nel Terzo di S.Pietro da parte del comune di Siena, al fine di disporre dell'area necessaria alla realizzazione del progetto per la costruzione del Cassero Senese. L'edificazione del palazzo dovrebbe essere, comunque, notevolmente anteriore alla data di quei contratti. La prima attestazione di Priori del Comune di Grosseto (i Priori dei Dodici) è del 1262, ma

naturalmente la progettazione di un palazzo destinato a quei magistrati non può essere direttamente collegata a questa menzione. La costruzione dovrebbe essere stata effettuata fra la fine del '200 ed i primi anni del '300, come sembrano indicare localizzazione ed orientamento del palazzo, che è la stessa che caratterizza in Grosseto soltanto gli edifici realizzati in quel periodo nell'area della cattedrale. Nell'assetto conferito a quell'area il compito assegnato al palazzo è quello di deviare, sul proprio retro, il corso dell'asse longitudinale della città, in ragione della scelta di evitare che la piazza del comune sia di transito

verso la piazza del mercato (la piazza del Cassero del Sale), e di realizzare invece per essa accessi che ne esaltino i valori monumentali ed il significato politico. Un documento del 1430, confermando che la «casa dei Priori di Grosseto è dinanzi alla chiesa cattedrale», attesta dunque che quella casa è proprio il palazzo che una sciagurata decisione ha fatto abbattere nel 1938. L'edificio come l'ha visto l'Ademollo, e com'è visibile in fotografie d'epoca realizzate anche prima della costruzione del nuovo Palazzo del Comune, non ha certo lo stesso aspetto che aveva in età medievale. Esso subisce, infatti, varie modificazioni, come quelle seicentesche che consentirono di destinare una sala alle rappresentazioni teatrali, ed in particolare quelle del 700 che lo resero idoneo ad ospitare la sede del magistrato dell'Uffizio dei Fossi. Rinnovata questa magistratura per volere del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, «secondo il Regolamento da osservarsi dai componenti il Magistrato dei Fossi e Coltivazioni di Grosseto l'Uffìzio stesso doveva occupare il Palazzo dei Priori che a tale scopo subì notevoli lavori di consolidamento e ristrutturazione degli interni, come ad esempio l'occlusione di un loggiato per ricavarne la stanza della cassa. L'edifìcio versava in condizioni disastrose e in un tale stato di abbandono da essere divenuto ricovero di viandanti. Anche la facciata sulla piazza del Duomo era seriamente compromessa e, come scriveva Giovanni Boldrini tenente ingegnere dell'Uffizio dei Fossi, minacciava rovina fin dalle fondamenta e dovrà intieramente rifondarsi.

Archivio di Stato di Firenze.
Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche Granducali, Filza 550, 'Lavori nella Piazza Principale di Grosseto', inserto n.4. Relazione Warren, anno 1749, particolare della Piazza del Duomo. È evidente come la posizione del Palazzo dei Priori sia in funzione della determinazione di un accesso alle Piazze del Duomo e del Comune tale da conferire una particolare prospettiva all'area, e deviare dietro il palazzo stesso - come avveniva nel medioevo - il transito fra l'asse longitudinale della città e la piazza del Cassero del Sale.
Le adunanze della comunità grossetana, nel frattempo trasferite in alcune stanze dell'antico Palazzo Nerucci nei pressi della Curia Vescovile13, solo nel 1784 tornarono a svolgersi nel Palazzo dei Priori» (M.S.FOMMEI '96, p.101).