Archivio Vescovile di Grosseto, Ms.1723, F.ANICHINI, Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto, I, 1751, c. 174: «Il 1634 fu preteso dal convento (di S. Francesco di Grosseto) che nella casa venduta al Signor Mario Rampini dal Nob, Sig. Domenico Cittadini del ...senese, posta in via del Ghetto Contrada di S. Giorgio vi sia una perpetua di lire 14 l’anno a favore dei Padri e coll’obbligo ai medesimi di due uffizi l’anno. La qual casa apparteneva già a Iacomo Panuchio di Siena e Donna Domenica vedova lasciata dal medesimo nel suo testamento dal 10 maggio 1625 rogito da Ser Ricciardo Golzi notaro, aggravò i suoi eredi di un tal peso colle caducità a detti padri non adempiendo, nel qual testamento si descrive situata di rimpetto all’Osteria di S.Giorgio ed ai Libri del Convento apparisce che il detto Rampini fino che visse pagò per questa perpetua come al libro Entrate del Convento senza coperta che comincia il 1656 f. 6 t. 11t. 19t. filo civile della Curia vescovile del 1620 N. 61.

Un'antica osteria grossetana prendeva il nome da quello del santo al quale era dedicata la chiesa documentata più anticamente in Grosseto: S.Giorgio. È del tutto ragionevole supporre che il nome derivi all'osteria non solo in ragione di un ricordo rimasto in città della chiesa scomparsa, ma anche dalla vicinanza al luogo nel quale si trovava. In altri termini la localizzazione dell'osteria è assai importante perché è uno degli elementi che consentono di individuare nell'area del "Cassero del Sale" quella della chiesa, e dunque del nucleo originario della città, visto che questa era stata certamente la chiesa del castrum Grossito. In un registro di beni appartenenti all'Ospedale di S.Maria della Scala di Grosseto (Archivio di Stato di Siena, Ospedale S. Maria della Scala n.1407) a c.168 è la "Nota de Beni del Sig. Lodovico Nacci posti in Grosseto". In essa è riportato che «L'Ostaria di S.Giorgio posta vicino alla Porta paga di pigione scudi ottanta». La "Porta" in questione non può che essere la Porta Vecchia attuale, considerando che nel 1625 - come riferisce Francesco Anichini nella sua Storia ecclesiastica... - una casa in contrada di S. Giorgio, posta in via del Ghetto (cioè l'odierna via Ricasoli, che dalla Porta va alla Piazza Dante) è «dirimpetto all'Osteria di S.Giorgio».
 
 
Particolarmente interessante è notare che, come la localizzazione dell'osteria è in Contrada di S.Giorgio ed in prossimità del "Cassero del Sale", così nel XIV secolo nel Terzo di S.Giorgio vicino al «castellare», ovvero ai resti dell'antico castello aldobrandesco, vi è un luogo detto «la cella» indicando ciò verosimilmente un luogo in cui si vendeva vino: un'osteria, appunto. Forse si tratta della stessa rivendita che ancora nel XVII secolo è aperta in via del Ghetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Archivio di Stato di Siena,Capitoli 3, "Caleffo Nero", c.270. 1353 Aprile 13, 14,15. Fazio del fu Andrea, procuratore del Comune di Siena prende possesso di alcune case e botteghe in Grosseto vendute dal Comune di Pisa. Si tratta di una casa con sei botteghe nel Terzo di Città, confinante con la Piazza della città, di una casa con due botteghe posta in Piazza, di una casa adibita a cantina posta nel Terzo di S.Giorgio "in loco dicto lacella dellisola sive castellare". Il giorno 14 viene acquistato un casalino in un luogo della città detto "alatorre". Il giorno 15 vengono acquistati un casalino in Terzo di S.Giorgio confinante con beni dell'Ospedale di S.Michele, una casa in Terzo di città confinante con beni dell'Ospedale di S.Maria della Scala e con beni della Casa della Misericordia, una casa in Terzo di S.Pietro confinante con beni dell'Ospedale di Santa Maria della Scala.