Il giudizio finale
 
E.CARLI (a cura di), Arte senese nella Maremma grossetana, Grosseto 1964, pp.3-4
«IL GIUDIZIO FINALE — Tavola con incorniciatura originale (a. cm. 141 x 1. cm. 99), proveniente dalla chiesa della Misericordia di Grosseto. Cristo, racchiuso entro la celeste " mandorla ", siede sulla sommità di un arcobaleno mostrando ai fedeli le stimmate e la ferita del costato da cui sgorga il sangue. Quattro Angeli in lunghe tuniche con stoloni ricamati suonano le trombe del Giudizio e in basso altri due Angeli più piccoli, biancovestiti, sorreggono la Croce da cui pende un flagello. Sotto al braccio sinistro si vedono la Resurrezione dei morti e un gruppetto di Beati che, guidato da S. Francesco, è giunto alla sommità della scala che conduce al Paradiso, di cui S. Pietro munito di chiave apre la porta. A destra altri defunti sollevano Ì coperchi dei sarcofaghi, si raccolgono con gesti di terrore e vengono precipitati nell' Inferno tra fiamme e demoni. Dietro gli Angeli che sorreggon la Croce è scritto: " SURGITE MORTUI VENITE AD YUDICIUM ". Di particolare interesse anche per l'inconsueta iconografia che ne attesta F ispirazione francescana, è una delle opere più notevoli della cerchia di Guido da Siena, databile verso il 1280, come sembrano suggerire le inflessioni già goticheggianti dei quattro Angeli tubicini: gli accenti di realistica vivacità e di popolaresca immediatezza nelle due scene del Paradiso e dell' Inferno la distaccano dalla maniera più aulica e sostenuta di Guido cui, sia pur con largo intervento di aiuti, propose di assegnarla il Garrison. Recentissimamente (1964) lo Stubblebine, mantenendo la datazione intorno al 1280, l' ha assegnata ad un " St. Peter Master " da lui ricostruito intorno al dossale d'altare n. 15 della Pinacoteca di Siena, con S. Pietro e sei Storie, e che sarebbe autore pure del dittico del
 
 
 
B. Andrea Gallerani (n. 5 della stessa Galleria) e di una Madonna col Bambino nella chiesa di S. Regolo a Montaione. Tale ricostruzione è solo parzialmente convincente, perché se sono innegabili le affinità col dittico del B. Gallerani, e un po' meno stringenti quelle con la Madonna di Montaione, la qualità di questo Giudizio, pur essendo assai alta, non sembra paragonabile a quella, veramente suprema e superiore a quanto fu fatto dallo stesso Guido, del dossale di S. Pietro: non foss' altro per la diversa intonazione cromatica, tanto più delicata e squisita in quest' ultimo».
 

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