Codici miniati
 

Graduale (ms. 193) c.23v, Natività della Madonna

 

Graduale (ms. 192), c.17r, Natività

V.SERRAVALLE, Catalogo, Scheda n.1, in C.GNONI MAVARELLI- L.MARTINI (a cura di), La cattedrale di San Lorenzo a Grosseto. Arte e storia dal XIII al XIX secolo, Cinisello Balsamo 1996, pp.118-120: Miniatore di Sant'Alessio in Bigiano (attivo intomo al 1285-90). Graduale (ms. 192): "A PRIMA DOMINICA ADVENTI AD DOMINICAM ULTIMAM POST PENTECOSTEM". 1285-1290 «Membranaceo; penna, pennello; inchiostro (nero, rosso, azzurro); colori a tempera; oro (in foglia su bolo rosso)... Legatura: mm. 540x380 in assi lignee ricoperte interamente in cuoio. Su ogni piatto sono presenti 4 borchie di ottone, nel piatto anteriore una quinta fissa la cinghia con fibbia, lunga mm. 360. In quello posteriore compare il fermo della fibbia; 3 borchie su ciascuno dei margini inferiori dei due piatti; 11 bulloncini di ottone uniscono la pelle della cestola; altri 4 identici ai precedenti fissano, sul piatto anteriore, una targhetta di pergamena con l'indicazione del contenuto: Graduale a prima Dommica Adven: ad Domin: ultimam post Pentecoste... Fa parte del ciclo di corali miniati del Duomo di Grosseto costituito da due graduali e da otto antifonari completi. Il contenuto dei codici rivela una committenza francescana ....Si può ipotizzare quindi che il committente del ciclo di codici sia stato, con ogni probabilità, il vescovo francescano Bartolomeo d'Amelia, presule grossetano dal 1278 al 1288, personaggio vicino al papa Niccolo IV (primo Pontefice dell'ordine francescano) rimasto sempre legato a Grosseto, anche dopo il suo trasferimento ad altro incarico. Probabilmente il ciclo di codici fu ordinato in previsione della fondazione della Cattedrale grossetana, la cui prima pietra fu posta nel 1294, dopo la morte di Bartolomeo d'Amelia (1290); la datazione dei corali potrà essere pertanto fatta risalire agli anni intomo al 1285-90. Sebbene oggetto di brevi cenni in opuscoli a diffusione locale o in guide a carattere turistico, i corali sono stati per lo più trascurati dalla critica storico-artistica. Il primo accenno viene fatto nel 1927 dal Toesca che avvicina i manoscritti "alla più antica maniera bolognese". Nel 1971 Alessandro Conti rende noti due codici, un graduale composto da due volumi (Pistola, Museo Diocesano) e un antifonario (Pistola, Museo Civico), provenienti l'uno da Sant'Alessio in Bigiano e l'altro dalla chiesa di San Francesco. Lo stesso studioso nel 1979 attribuisce i due manoscritti al cosiddetto Miniatore di Sant'Alessio in Bigiano e li riconosce opera dellla stessa mano, o meglio della stessa bottega, dalla quale uscirono le miniature dei corali di Grosseto...».
EADEM, Ivi, Scheda n.2, pp.121-122: Graduale (ms. 193): "DE PROPRIO ET DE COMMUNE SANCTORUM" 1285-1290. «...Questo manoscritto costituisce il secondo volume del graduale...».