Archeologia della Maremma
 

Da COMUNE DI GROSSETO - UFFICIO COMUNICAZIONE - DIREZIONE MUSEO, Museo Archeologico e d'Arte della Maremma. Museo Diocesano d'Arte Sacra
13 - Preistoria e Protostoria della Maremma 14 - Maremma etrusca 15 - Maremma etrusca 16 - Maremma etrusca 17 - Maremma etrusca 10 - Maremma romana 19 - Maremma romana 20 - Maremma romana 21 - Maremma romana 22 - Maremma romana 23 - Sala delle collezioni

«Questa sezione è dedicata all'archeologia della provincia di Grosseto (con l'esclusione della città di Roselle) dalla preistoria alla tarda antichità. A una prima grande sala che ospita la documentazione disponibile dal Paleolitico all'Età del ferro, segue l'esposizione dell'orientalizzante, naturalmente incentrata sui centri di Vetulonia e Marsiliana. Abbondantissima è la documentazione di età arcaica che comprende anche una piccola sezione sui commerci, con anfore etrusche, puniche, greche e ceppi d'ancora in pietra. Per l'età classica si segnala il corredo di Pari-Casenovole, con il grande cratere a figure rosse, il cippo a clava e i bronzi di corredo.

 

   

La fase della romanizzazione, che coincide in queste zone in buona misura con l'ellenismo, distingue quelle che sono le manifestazioni di persistenze culturali etrusche (lingua, scrittura, usi funerari) dalle innovazioni introdotte dai conquistatori (depositi votivi, insediamenti rustici). Il periodo romano da comunque la possibilità di riprendere il discorso dei traffici, sia terrestri, sia marittimi. Alla collezione di anfore e ancore fa quindi da sfondo la ricostruzione della viabilità e della rete di porti e degli approdi. In questo discorso si inseriscono bene anche il relitto africano di Giglio Porto al quale è dedicato uno spazio espositivo particolare. Infine i ritrovamenti da Castiglione della Pescaia, se, come sembra, il sito delle Paduline vada interpretato come stazione marittima. La documentazione della tarda antichità chiude questa sezione. L'ultima sala della sezione 3 è dedicata alle "collezioni": sotto questo nome si è voluto raccogliere ed esporre tutti quei reperti, soprattutto di ceramica, accumulatisi negli anni nel museo senza sufficienti dati di provenienza né contesti di ritrovamento e che quindi andavano esclusi da un'esposizione basata su criteri strettamente cronologici e topografici. L'interesse sia pure solo antiquario di questi oggetti, che sono spesso anche molto belli, ha condotto quindi alla progettazione di uno spazio separato e diverso, un antiquarìum rivisto criticamente, per proporli al visitatore senza indurre in equivoci e confusioni» (COMUNE DI GROSSETO - UFFICIO COMUNICAZIONE - DIREZIONE MUSEO, Museo Archeologico e d'Arte della Maremma. Museo Diocesano d'Arte Sacra, cfr. M.G.CELUZZA '98, EADEM '99).