Il Secolo XVI
 
Le immigrazioni di famiglie pisane in qualche misura valgono a superare le crisi sanitarie che affiggono Grosseto alla fine del XV secolo, ma quelle che si ripetono all'inizio del '500 fanno sì che nel 1525 la popolazione della città si sia ridotta a 150 uomini, di

Archivio di Stato di Siena. Ospedale di S.Maria della Scala 1407, c.183.In questo disegno, anonimo e senza data, è verosimilmente la più antica raffigurazione della cerchia muraria di Grosseto. Il perimetro delle mura è certo precedente alla realizzazione di quello, esagonale, delle Mura Medicee, e probabilmente i bastioni che sono agli angoli del quadrato sono i rinforzi apportati alle mura medievali nel 1541 e 1553). Forse il disegno rappresenta la situazione sulla quale si intenderebbe operare, nei primi anni di governo mediceo, realizzando il progetto di potenziamento cui si riferisce il disegno riprodotto qui sotto.

cui soltanto 25 non forestieri. Nondimeno già nel 1538 sono certamente in corso importanti lavori di restauro della cattedrale, in pratica l'inizio della vera e propria ricostruzione dell'edificio operata per incarico della Signoria di Siena dall'architetto Lari. All'interesse senese per le risorse economiche del grossetano si aggiunge ben presto quello militare per la città: «Nei primi decenni del Cinquecento la città di Grosseto rappresentò uno dei capisaldi militari più importanti dello Stato senese. Infatti, verso la metà del secolo la Toscana meridionale fu teatro di aspri scontri nel contesto della lunga guerra per la supremazia nella penisola italiana, che opponeva lo schieramento dell'imperatore Carlo V a quello filofrancese e che trovò definitiva composizione con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559: la cosiddetta "guerra di Siena" si svolse tra il 1552 ed il 1555, mentre in
Maremma le scorrerie proseguirono sino al 1558. Nel gennaio del 1554 la città di Grosseto resistette all'espugnazione tentata da Federigo da Montauto, che guidava in quest'area le truppe di Cosimo de' Medici, alleato di Carlo V, mentre l'anno successivo si ventilò addirittura la possibilità di trasferirvi la sede del governo repubblicano senese che era in esilio a Montalcino. In questo periodo, infatti, Grosseto, facilmente raggiungibile via mare, costituiva la base delle truppe franco-senesi, che da qui partivano per le incursioni nei centri vicini» (M.MORDINI '99 p.18; R.FARINELLI-R.FRANCOVICH '00, p.131-132). Negli ultimi anni della repubblica senese le mura di Grosseto vengono, dunque, rinforzate (1541 e 1553) (cfr. P.CAMMAROSANO-V.PASSERI ’85, r.24.1), ma in realtà non sono queste mura a salvare Grosseto dai fanti di Federigo da Montauto, ma piuttosto il maltempo che

Archivio di Stato di Firenze. Miscellanea Medicea, 93, ins. 3, c.59. Studio del sec. XVI per le fortificazioni di Grosseto, attribuito a Baldassarre Lanci.

non consente alle truppe spagnole di attraversare l'Ombrone, come attestano documenti del 1554. Subito dopo la conquista dello stato senese il governo mediceo assume provvedimenti per la città - che nel 1561 diviene centro di un Capitanato -, in considerazione della funzione che le conferisce la posizione strategica nel quadro del grande sistema difensivo che è allestito in difesa dai corsari e contrapposto allo Stato dei Presidi, e della sua importanza nel territorio maremmano, zona produttrice di grano. Quindi, assieme alle immediate decisioni
relative alla costruzione delle nuove mura, si debbono a Cosimo anche i primi tentativi di migliorare le condizioni della Maremma, ed in particolare del territorio circostante la città, sulle rive del Lago di Castiglioni. Tutte queste iniziative nell'immediato hanno effetti positivi per Grosseto, che appare in ripresa demografica ed economica durante il governo di Cosimo e la reggenza del principe Francesco (all'incirca negli anni 1560-72), e che in questa fase vede anche l'inizio di importanti modificazioni del proprio
assetto urbanistico nelle aree a contatto con l'antica cerchia muraria che viene sostituita dalla nuova. Per far posto alle nuove mura sono demolite chiese ed un monastero, ridimensionata l'area del convento di S.Francesco, il Cassero Senese viene inglobato nella Fortezza e

Grosseto cinta dalle sue nuove mura. Dalla tela di Ilario Casolani

 l'antica Porta Cittadina, dotata di un corpo di guardia, diviene Porta Reale. Ma ben presto malaria, divieti imposti nel commercio del grano, tasse e gabelle gravose, costrizioni per gli abitanti ad effettuare comandate per strada, fossi e guardie, estensione eccessiva delle bandite, incompetenze e ruberie degli amministratori locali, banditi divengono causa di un rapido decadimento (cfr.C.BORSARELLI ' 80, pp.34-37), drammaticamente denunciato dal calo demografico e dal degrado del patrimonio abitativo. A tutta questa serie di problemi Ferdinando tentò di ovviare con una grossa opera di bonifica in tutta la Maremma, con facilitazioni per il commercio e con l'esecuzione in Grosseto di lavori volti a migliorare le strade d'accesso alla città, a lastricare e mantenere pulite quelle all'interno delle mura, a restaurare case e costruire botteghe, ad assicurare i rifornimenti idrici mediante la costruzione od il risarcimento delle cisterne. Nel 1592 Ferdinando istituisce l'Uffizio dei Fossi, affidandogli il compito di coordinare le iniziative di bonifica, di verificarne l'esecuzione ed i costi e di essere il vero centro motore per il miglioramento delle condizioni del grossetano.