Istituto di Storia e di Cultura dell'Arma del Genio, Biblioteca , Armadio B n. 22: Atlante indicante i possedimenti del Granducato di Toscana. Dal N. 1563 al N. 1656, tav. 33. Ante a.1790. Particolare della mappa anonima intitolata "Veduta della Città e Fortezza di Grosseto". Molto particolareggiata è la raffigurazione della Fortezza qui definita "Cittadella" con il "Baluardo di S.Lucia" (H), il "Mastio o Torre d(e)l Forbolino" (I), il "Cavaliere nel Baluardo d(e)lla Vittoria"(M)

I lavori per la costituzione del perimetro fortificato mediceo di Grosseto, progettato da Baldassarre Lanci, nel quadro della politica di Cosimo I dei Medici tesa alla ristrutturazione dei vecchi Presidi ed alla costruzione di nuove Fortezze, nell'intento di sbarrare le vie di accesso al Granducato di Toscana, durarono complessivamente dal 1565 al 1593, come attestato anche dalla targa marmorea sottostante lo stemma mediceo, posto sopra la porta d'accesso alla Fortezza). Il primo dei baluardi ad esser realizzato è il Baluardo delle Palle (Maiano) costruito tra il 1565 e il 1566; vennero poi costruiti il Baluardo di San Michele (Molino a Vento) terminato nel 1571, il Baluardo dell'Oriolo, o di Porta Mare o di Porta Vecchia (Cavallerizza) fra il 1574-1575, il Baluardo di San Francesco (della Rimembranza) fra il 1576-77, il Baluardo delle Monache (Garibaldi) terminato nel 1577, il Baluardo della Fortezza, in cui i lavori durarono dal 1571 al 1593. La costruzione della cittadella, dunque, iniziò dopo la morte del progettista Baldassarre Lanci (1571), sotto la direzione del figlio di questi, Marino, collaboratore del padre fino dal 1567, e poi, dal 1574 al 1582, di un altro architetto urbinate, Simone Genga.

«Le mura erette dai medici su progetto di Baldassarre Lanci (1565-93) racchiudono la città in un esagono regolare con bastioni ad ogni angolo, tra i quali quello di NE si prolunga, con un corpo più alto, verso l'interno a formare la fortezza. Questa racchiude al suo interno il cassero senese, ed è in mattoni come le mura e penetra all'interno di esse con un'appendice a due bastioni assai più piccoli (della Vittoria, a nord, e di S.Lucia, a sud), con scarpa che giunge fin quasi alla sommità. Tutto il complesso del cassero è stato poi interrato fino all'imposta degli archi delle porte Il bastione orientale invece, facendo parte della fortezza, ha caratteristiche particolari ; infatti si protende

ali' interno delle mura con una parte rettangolare più alta, recante agli angoli due bastioni più piccoli e con muro a scarpa fin quasi alla sommità, sormontato da una cornice sagomata, ma piatta; tutti gli spigoli sono vivi ed i vertici dei due bastioni piccoli
piccoli interni recano una garitta in mattoni, retta da mensole in pietra, come dovevano essercene di analoghe a tutti gli spigoli del bastione esterno, come appare dalle mensole che vi sono rimaste. Il portale d'accesso alla fortezza si trova alla base della cortina tra i due bastioni piccoli, all'estremità, ed è sormontato da un apparato a sporgere». (P.CAMMAROSANO - V.PASSERI '85, R.24.1).
Entrati dal portale, una scalinata conduce ad un cortile, con un pozzo, su cui si affacciano ancora alcuni edifici che facevano parte della guarnigione militare.

 

 

 

 

Accanto alla "Veduta", in cui è molto particolareggiata la raffigurazione della Fortezza , in basso, sulla sinistra è il "Profilo d(e)l Trinciarone Fatto" (A) ed, un altro privo di lettera non altrimenti individuabile. Sulla destra è un terzo profilo da identificarsi con quello dell'intera fortificazione

 

 

Uno stemma mediceo collocato sul portale nel 1593, ricorda la data di conclusione dei lavori delle mura. Il testo della targa in Fortezza, datato al Maggio 1593 è il seguente:
FERDINANDUS/
MEDICES ETRURIAE/
MAGNUS DUX TERTIUS/
A. S. MDLXXXXIII

 
  
 

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