Il baluardo di S.Francesco e la Via del Cacio
 

Particolare del convento e del Baluardo di S.Francesco nella vista di Grosseto nel dipinto del 1630 di Ilario Casolani, conservato presso il Museo Diocesano d'Arte Sacra.

La documentazione attesta che alla metà del XVI secolo il convento necessita di interventi di restauro (1549, 1556), per l'esecuzione dei quali la comunità grossetana è sollecita ad intervenire finanziariamente. Ma è proprio verso la fine del secolo che il complesso conventuale subisce un importante ridimensionamento, che interessa il grande orto che si estendeva fra gli edifici e le mura medievali e, soprattutto, l'ala settentrionale dl convento stesso. Antonio Cappelli, agli inizi del Novecento, ha ancora la possibilità di constatare come siano evidenti i risultati di quel ridimensionamento nella facciata dell'edificio su via Saffi, oggi non più esistente, essendo stato demolito il vecchio fabbricato, per far luogo ad una nuo-

Archivio di Stato di Firenze. Segreteria di Gabinetto f. 695, c. 88. "Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Granducato di Toscana, levate d'ordine di Sua Maestà Imperiale sotto la direzione del Signor Odoardo Warren, Colonnello del Battaglione di Artiglieria e Direttore Generale delle Fortificazioni in Toscana". Pianta della città di Grosseto disegnata dall'ingegnere Andrea Dolcini nel 1749. Particolare dell'area del convento di S.Francesco e del baluardo che ne prende il nome.

va costruzione: «Osservando difatti dalla parte di tramontana vediamo che questo vetusto fabbricato è come tagliato di netto e vi si è addossata una costruzione più bassa che serve oggi di scale per il pubblico accesso all'aula della Corte d'Assise. Per dar luogo appunto alla costruzione delle Mura, verso la fine del secolo XVI avvenne questa mutilazione del Convento» (A.CAPPELLI '10, p.24 nota n.66).

 

 

A proposito di questa "mutilazione" il Boldrini (J.BOLDRINI, Relazione...1760, in V. PETRONI s.i.a., p.164) ritiene sia avvenuta nel 1580, e dunque, considerato che il Baluardo di S.Francesco è stato realizzato fra il 1576 ed il 1577, la decisione di «gittare a terra» parte del convento dovrebbe esser dovuta alla necessità di realizzare il tratto della via all'interno degli spalti delle nuove mura (la via del Cacio) fra lo stesso Baluardo di S.Francesco e quello delle Monache. In effetti questo appare piuttosto evidente osservando la dettagliatissima "Pianta della città di Grosseto" allegata alla "Relazione Warren" del 1749: si nota come l'orto retrostante il complesso conventuale abbia un perimetro determinato dalla realizzazione della via del Cacio, e come l'edificio affiancato alla chiesa sia tagliato di netto per consentire il passaggio della via, con la riduzione anche del chiostro settentrionale. I frati di S.Francesco ottennero il risarcimento dei danni subiti soltanto nel 1592: «L'Anichini nelle Memorie citate dice "1592. Convento in buona parte atterrato al tempo della fortificazione, per valersi del materiale con speranza di pagamento e memoriale fatto dai Padri per tale soddisfazione, dove è rescritto del 1 aprile di detto anno che si soddisfacciano senza replica. Al filo Affari del Convento n.12"» (A.CAPPELLI '10, p.24 nota n.66).