Storia della costruzione  
   

IN NOMINE DOMINI AMEN ANNO DOMINI
MCCLXXXXIIII TEMPORE DOMINATIONIS
NOBILIS VIRI DOMINI PIIILIPPI MA
LAVOLTE SECUNDA VICE POTEST
ATIS CROSS FUIT INCEPTU HOC
OPUS

La lapide posta sul pilastro a destra della facciata a ricordo dell'inizio della costruzione della cattedrale è una copia dell'originale, eseguita da Domenico Jardella

Con bolla del 9 Aprile 1138 il pontefice Innocenzo II decreta la traslazione della sede verscovile rosellana in Grosseto, che con questo atto viene ad assumere il nome di città. La storiografia grossetana è concorde nel ritenere che, con la traslazione, il titulus di S.Lorenzo dell'antica cattedrale rosellana venga a sovrapporsi alla dedicazione della pieve di Santa Maria Assunta già esistente fuori le mura del castrum di Grosseto certamente almeno dai primi anni del secolo XI. Questa chiesa, forse con ampliamenti successivi, ai quali potrebbe riferirsi il lascito testamentario di un conte aldobrandesco nel 1208 "pro opera canonice Grossetane", dovrebbe esser la chiesa di cui parla la documentazione del XIII secolo allorché cita l'ecclesia major o matrice ecclesia grossetana, ove i cittadini ebbero il luogo di riunione per gli avvenimenti più importanti. Infatti la costruzione del nucleo originario della cattedrale che è giunta a noi dovrebbe iniziare nel 1294 – secondo quanto riferito dalla lapide murata sulla facciata-, ad opera del senese Sozzo Rustichini, con una sistemazione definitiva dell’impianto soltanto nel corso del XV secolo. Osserva Annarosa Garzelli: «se da un lato se ne deve riconoscere una primitiva stesura risalente a un'epoca tra la fine del Dugento e la pri-
ma metà del secolo successivo (sulla base di resti chiaramente leggibili e databili) si deve tuttavia rilevare la distanza del suo impianto attuale dalle rappresentazioni spaziali delle fabbriche sorte o completate nell'ultimo ventennio del Dugento» (A.GARZELLI '67, p.34). Quale fosse la pianta originaria dell'edificio è possibile ipotizzarlo dall'analisi di quella cinque-

Archivio di Stato di Siena. Quattro Conservatori. Piante 3053, n.173

centesca, rinvenuta presso l'Archivio di Stato  di Siena, verosimilmente disegnata dal Lari in occasione dei suoi restauri e dalle notizie fornite dalla "Visita Bossi" del 1576. In definitiva, rispetto a quella cinquecentesca, la pianta del progetto del Rustichini si differenzia soltanto per le modifiche quattrocentesche all'area absidale, attestate dalla documentazione, e per la presenza in quella del Lari del campanile del 1402 (cfr. G.PRISCO, Il progetto di Sozzo Rustichini, in La cattedrale di S.Lorenzo a Grosseto, in IDEM, Arte Sacra nella Diocesi di Grosseto, Sito internet della Diocesi di Grosseto, 2002).

 

 

 

 

I due frammenti scultorei, oggi nel Museo Diocesano d'Arte Sacra, provengono dalla decorazione esterna, forse da una terza finestra esistente nella facciata meridionale, o più probabilmente dall'abside originaria in occasione della trasformazione quattrocentesca. Appaiono attribuibili alla scuola senese dei primi del XIV secolo, in particolare ad Agostino di Giovanni, protagonista della ripresa dei lavori alla Cattedrale dopo l'abbandono di Sozzo Rustichini.

 
Agli inizi del Trecento la costruzione ebbe quantomeno un rallentamento in ragione delle lotte fra Grosseto e Siena, al temine delle quali vi fu la ripresa dei lavori da parte di maestranze senesi. In particolare vi fu l'impegno di Agostino di Giovann e più tardi della bottega del figlio Giovanni, che lavorarono nel duomo di Grosseto dal 1320 al 1340 realizzando la decorazione del prospetto meridionale, della facciata occidentale e, probabilmente, della controfacciata. Nei primissimi anni del Quattrocento fu costruito il campanile, ed è in questo secolo che l'impianto dell'edificio ebbe completamento. Alla metà del Cinquecento fu necessario intervenire al fine di evitare la totale rovina dell'edificio crollato nel 1535 nell'area presbiteriale, ed i lavori effettuati tra il 1538 e il 1540 - avvalendosi di maestranze della "Val di Lugano"- dal famoso architetto senese Anton Maria Lari, allievo di Baldassarre Peruzzi segnarono l'inizio della profonda trasformazione della cattedrale rispetto all'aspetto originale, proseguita nel secolo successivo che vide anche la realizzazione della coperture a volte. Nella facciata occidentale il Lari intervenne realizzando il timpano e i piccoli obelischi ai suoi vertici e i due graziosi lanternini circolari posti a coronamento dei contrafforti laterali. L'interno della chiesa gotica fu quasi completamente rinnovato e ricostruito sulla spinta della nuove disposizioni controriformate, con l'edificazione di numerosi altari: nel 1576 il visitatore Apostolico ne contò 6 oltre l'altare maggiore, che fu costruito di nuovo nel 1649; nel 1676 il visitatore granducale Gherardini ne trovò 9, lo stesso numero del 1751 di cui riferisce l'Anichini. Alla metà dell'Ottocento la cattedrale fu sottoposta a nuovi interventi di restauro che all'esterno, dopo il rifacimento del pericolante architrave del portale principale, interessarono il rivestimento della facciata e l'esecuzione dei capitelli e delle comici poste all'altezza dell'imposte degli archi dei portali, mentre all'interno nel 1857 fu intrapreso da parte dell'incaricato Fabio Nuti, architetto delle Reali Fabbriche, un rifacimento pressoché totale, con la distruzione degli altari lungo le navate laterali. Nel 1862 assunse l'incarico della direzione dei lavori l'ingegnere capo Gaetano Niccoli, ed i lavori di ornato furono affidati allo scultore Angelo Marucelli detto Canapino, che già aveva lavorato al restauro della facciata , che realizzò i capitelli dei pilastri. Le finestre di forma rettangolare della navata maggiore furono sostituite aperture ad arco e fu ridipinto l'interno con le fasce a scagliola a fìnto marmo che sottolineano gli archi sui quali si impostano le volte a vela. Ad opera del marmista lucchese, Domenico lardella, autore anche di una parte della pavimentazione, fu ricostruito l'altare del Crocifìsso, in stile neorinascimentale ad imitazione di quello della cappella della Madonna delle Grazie. Alla fine del secolo XIX fu completata la decorazione della facciata meridionale, in particolare con la realizzazione del completamento "in stile" del portale effettuato da Leopoldo Maccari. Nel 1959 fu effettuata la ripavimentazione, ed a partire dal 1995, nel settimo centenario dalla fondazione, la cattedrale è stata sottoposta ad un attento restauro, così all'esterno come all'interno, che si sta concludendo nel 2001, con l'appassionato impegno del preposto monsignor Franco Cencioni.

 

 

 


 

Stemma dell'Opera del Duomo nel cortiletto della sacrestia. La dedicazione a Santa Maria dell'Opera, che per secoli ha curato ledificazione e restauri della cattedrale di S.Lorenzo, ricorda quella della pieve che nel 1138, con la traslazione della sede vescovile da Roselle a Grosseto, divenne l'ecclesia major della città.

 

 

 


 

Nella foto di fine Ottocento si vede come la scalinata che conduce al sacrato proseguisse lungo la facciata meridionale. Una pianta relativa alla piazza mostra che la scalinata già esisteva nel secolo XVIII. Un'inferiata è alla base dell'edificio, ed è visibile la traccia rettangolare della finestra della navata maggiore, sostituita da quella ad arco con i restauri del Niccoli.

 

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