Istituto di Storia e di Cultura dell'Arma del Genio, Fondo Fortificazioni, cartella XVIII - C, n. 1307 . "Pianta del Perimetro della Città di Grosseto", del sottotenente di artiglieria Giovanni Calvelli [post a. 1754]. Nella legenda: «A - Cittadella; B -Bastione delle Palle; C -detto dell'Oriolo; D- detto di S.Michele; E-detto delle Monache; F-detto di S.Francesco; G-Mezze lune dietro il Fosso; H-Strada per Massa; I-Strada del Ponte di Ferro; K-Porta Nuova; L-Porta Vecchia; M-Strada che contorna la Città; N-Orti particolari; O- Coltivazioni. I baluardi sono collegati da una via anulare denominata "Via del Giuoco del Cacio". L'interno della città non offre isolati in quanto occupato da uno stendardo mosso dal vento sul quale campeggia la scritta "Fabbriche Interne della Piazza".

Le Mura Medicee, dalla fine del secolo XVI, « hanno recinto lo città , con un esagono irregolare con un bastione ad ogni angolo; tanto i bastioni che le cortine che li congiungono hanno base a scarpa, sormontata da un grosso cordone sagomato. I bastioni differiscono tutti leggermente per forma e dimensioni; essi hanno i fianchi profondamente ritirati e conclusi con piazzole in adiacenza alla cortina, meno che quello S nel Iato orientale, dato che qui è stato soppresso l'orecchione per lasciare libera lo porta Vecchia. Il bastione orientale invece, facendo parte della fortezza, ha caratteristiche particolari: infatti si protende all' interno delle muro con una parte rettangolare più alta, recante agli angoli due bastioni più piccoli e con muro a scarpa fin quasi alla sommità, sormontato da una cornice sagomata, ma piatta; tutti gli spigoli sono vivi ed i vertici dei due bastioni piccoli interni recano una garitta in mattoni, retta da mensole in pietra, come dovevano essercene di analoghe a tutti gli spigoli del bastione esterno, come appare dalle mensole che vi sono rimaste» (P.CAMMAROSANO-V.PASSERI '85, R.24.1). «Sotto a sei Bastioni, esiste un sotterraneo in contramina, fatto in volta, per il quale si gira sotto a ciascun Bastione per dar comodo alle improvvise sortite che occorressero farsi in tempo, che la Fortezza venisse attaccata» (J. BOLDRINI, Relazione sul Capitanato di Grosseto nell'anno 1760, in V. PETRONI s.i.a., p.179). Già alla morte di Marino Lanci, nel 1574, erano stati realizzati alcuni bastioni previsti nel progetto delle mura del padre di questi, Baldassarre. Subentrato Simone Genga nella direzione dei lavori della fortificazione della città, vennero realizzati quelli di Porta Marina (oggi Porta Vecchia) e di S.Francesco con grandi difficoltà per l'architetto: invece dei 200 uomini che gli sarebbero occorsi, il Genga potè disporre di soli 35 volontari e 10 confinati. Ciò era diretta conseguenza della decadenza economica di cui soffriva la Maremma nei primi anni del governo del granduca Ferdinando I, la cui causa risiedeva nel degrado cui erano giunte, in particolare, le condizioni ambientali del territorio grossetano, tali da provocarne uno spopolamento ancor maggiore di quello che drammaticamente lo aveva caratterizzato dalla metà del Trecento. L'impossibilità di disporre di manodopera sufficiente, oltre a far dilatare grandemente i tempi di esecuzione delle opere a completamento di quanto progettato per le mura, impediva di effettuare la necessaria manutenzione di quelle realizzate, cosicché già prima della fine del secolo più o meno tutti i baluardi risultano in rovina a causa delle infiltra-
zioni di acqua piovana e per i cedimenti del terreno paludoso nel quale erano stati costruiti.

Negli anni novanta, dunque, nonostante la difficoltà a trovare uomini disposti a recarsi a Grosseto, sono eseguiti molti lavori di restauro ai bastioni più rovinati, ovvero quelli delle Monache, delle Palle e di S.Francesco, oltre a quelli della Fortezza, e sono realizzati condotti di scolo delle acque in modo da impedire il cedimento del terreno. «In seguito notizie relative ai danni subiti dalle mura e bastioni di Grosseto ci sono fornite da Gabriello Ughi durante una sua visita alle fortezze dello stato nel 1622. I

Archivio di Stato di Firenze. Regie Fabbriche, f.550, c. non numerata. 1755. "Profili di come devono essere ridotti i bastioni della piazza di Grosseto".
Disegno firmato da O.Warren, in cui figurano i "profili" dei bastioni «dell'Oriolo», «delle Monache», di «S.Michele».

danni riguardano il Baluardo delle Palle ed il Baluardo della Fortezza: a quest'ultimo erano apportati i dovuti restauri su disegno dello stesso Ughi. Nel 1696 una lunga relazione scritta da Antonio Marmerai ci fornisce un quadro particolareggiato della rovina praticamente di ogni genere di munizioni esistenti a Grosseto (polveri, artiglieria, moschetti) senza però fare alcun cenno sullo stato delle mura e bastioni di quella città» (C.BORSARELLI ' 80, pp.34-37). Nel secolo XVII è documentato dal Gherardini (1676) l'uso di condurre a pascolo animali, oltre che nelle immediate vicinanze delle mura, anche sui baluardi, tanto che questo rappresentava uno dei cespiti maggiori del Governatore delle Armi e del Castellano della Fortezza. Con i Lorena si ha cura di rafforzare le difese di Porta Marina, e dunque di adeguare a quella necessità il "Bastione del Oriolo", ma a seguito dei provvedimenti finalizzati alla riunione del pascolo alla proprietà del suolo, tre Baluardi (delle Palle, delle Monache, di S. Francesco) vengono venduti a privati. «Nel 1833 iniziano i lavori di abbellimento di parte degli spalti interni delle mura. Essi consistono nell'estirpazione delle piante selvatiche e nella posa a dimora di alberi ad alto fusto quali acacie, platani ed ippocastani e di siepi di mortella e ginepro. L'undici novembre dello stesso anno la Comunità di Grosseto affida l'incarico di redigere il progetto di trasformazione del Baluardo dell'Oriuolo all'Ingegnere del Circondario, mentre è dell'anno successivo la perizia relativa alla costruzione di cancelli lignei e di un pergolato nelle troniere del Baluardo di S. Francesco. I lavori per trasformare gli spalti interni in pubblici passeggi continuano nel 1838 quando per motivi igienico-sanitari vengono muniti di cancellate il piazzale del Baluardo di Porta Vecchia o dell'Oriuolo e l'accesso al Baluardo del Paretajo posto nei pressi di Porta Nuova e la cui individuazione allo stato attuale non è stato possibile appurare. Dopo un'interruzione di circa sette anni si riprendono i lavori sugli spalti tesi a dotare la terrazza sopra Porta Nuova di una "cordonata" per accedere al Baluardo delle Monache. Inoltre sono

previsti interventi sul parapetto delle mura e la creazione di vialetti nel Baluardo del Mulino a Vento come pure la costruzione di una rampa che permetta l'accesso al Baluardo di Porta Vecchia dalla parte del magazzino di proprietà Ponticelli. (E.M.BERANGER '87, pp.7-8).

Archivio di Stato di Firenze. Regie Fabbriche f. 550, c. 27. Pianta di Grosseto, di autore ignoto, post 1750 in cui i sei baluardi della cinta fortificata sono indicati (dalla fortezza, in senso orario) con i nomi: «Fortezza, Del Arme, Porta a Mare, S.Michele, Monache, S.Francesco». «Tutti i baluardi avevano due piazze basse, incluso quello della Fortezza, ma non il baluardo delle Monache "ai fianchi di questo essendo delle baterie ciascheduna di due pezzi di cannone rivestite di fascine con piattaforma di tavole" (Archivio di Stato di Firenze. Regie Fabbriche, f.550, ins. anno 1747). In totale quindi "Vi sono dieci Piazze Basse con suoi sotterranei in volta" (Ibidem). Il musone, o "orecchione", proteggeva il baluardo dai tiri degli attaccanti, secondo il concetto di rendere nascosti alla vista i punti più vitali della difesa.... Agli angoli fiancheggianti dei bastioni, ed a quelli delle spalle, c'erano due"piattaforme a barbetta" ed a tutti gli orecchioni dei fianchi c'era la stessa piattaforma, per un pezzo di cannone. Dieci cancelli (rastrelli, steccati), introducevano, dal lato interno, ai sotterranei di contromina che, coperti in volta, giravano sotto ai sei bastioni "per dar comodo all'improvvise sortite, che

occorressero farsi in tempo, che la Fortezza venisse attaccata". Queste gallerie mettevano in comunicazione i due fianchi opposti dei bastioni, ove si allargavano per formare delle piazze basse a volta con feritorie per spingarde e moschetti; in ciascun sotterraneo era anche una piccola stanza a volta ad uso di deposito di polvere. Il piano dei sotterranei (troniere, o cannoniere) era quindi allo stesso livello del fosso circondario esterno, col quale comunicavano tramite le porte di sortita sopradette. Ventuno "casini da sentinella" erano situati complessivamente sui bastioni (cioè tre sui vertici di ciascun baluardo, ed i restanti su quelli della Fortezza), alcuni coperti a volta, altri "a tetto", con feritoie, pavimento di mattoni e sopra un piccolo campanile a vela completo di campane» (M.FORLANI CONTI '89,pp.23-24). La cronologia relativa all'edificazione dei baluardi è la seguente: delle Palle nel 1565-66, di S.Michele terminato nel 1571, dell'Oriolo nel 1574-75, di S.Francesco nel 1576-77, delle Monache nel 1577, Fortezza dal 1572 al 1593.

 

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