"La parrocchia serve alla Comunità fraterna fondata nel 1949 da don Zeno Saltini, e venne eretta come tale da Mons.Paolo Galeazzi nel 1962. La chiesa, rifatta nonostante la struttura prefabbricata nel 1989, in occasione della visita del Papa Giovanni Paolo II, appartiene alla comunità, come quanto altro si trova a Nomadelfia. Parroco di Nomadelfia, che rappresenta un riuscito esperimento di vita comunitaria, è don Ermille Berselli, mentre è vicario parrocchiale don Enzo Bertè. La chiesa si trova sulla sinistra della strada senese, fra Roselle e Batignano." (G.GUERRINI ' 96, p.160)
 
 
«"Nomadelfia" è un nome che deriva dal greco e significa: "Legge della fraternità".
È un popolo di volontari cattolici che vivono insieme con lo scopo di costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo.
Non è né un istituto, né una città dei ragazzi, anche se lungo il suo cammino raccoglie le vittime dell'abbandono, in modo particolare i minori.
IL FONDATORE. È stata fondata da don Zeno Saltini (1900 - 1981) che a 20 anni decide di cambiare civiltà cominciando da se stesso e nel 1931, diventando sacerdote, si fa padre di un giovane che esce dal carcere. Da allora quasi 5000 figli sono stati accolti nelle famiglie di Nomadelfia.
IL POPOLO. Oggi è una popolazione di 320 persone, 50 famiglie, che abitano su un territorio di 4 Km² in Toscana vicino a Grosseto.
Per la Chiesa è una "associazione privata" ed è una parrocchia comunitaria. Per lo Stato è un' associazione civile. Internamente è organizzata come democrazia diretta: ha una sua Costituzione che nei valori si ispira al Vangelo e nella forma si richiama agli Stati di diritto.
LE FAMIGLIE non vivono isolate, ma unite in "gruppi familiari", composti ognuno da quattro o cinque famiglie.
In Nomadelfia non circola denaro, non esiste proprietà privata, non è ammessa alcuna forma di sfruttamento, ma tutti i beni sono in comune secondo la preghiera di Gesù all'Ultima Cena: "Padre, tutto quello che è mio è tuo, tutto quello che è tuo è mio, cosi siano essi..."» (NOMADELFIA '2000, p.1)