Necropoli di Nomadelfia.
Urna a corpo globulare. Motivo decorativo a cerchietti concentrici impressi e fasci di linee a pettine in quadrilatero.

Grazie a lavori agricoli è avvenuta la scoperta fortuita di una piccola necropoli della prima età del ferro a Nomadelfia, a breve distanza da Roselle, che ha consentito di arricchire notevolmente le conoscenze sul popolamento protostorico della zona. «Solo in un settore piuttosto limitato dello scavo le tombe, anche se più o meno danneggiate, erano ancora in situ. Le urne sono biconiche a collo non distinto, di un tipo che, per la forma generale, sembra trovare confronti soprattutto in Etruria settentrionale.

Oppure hanno corpo globulare od ovoide, con breve collo troncoconico, sottolineato da un cordone a sottili tacche oblique, orlo svasato e labbro fortemente aggettante, decorazione al pettine sul corpo;appartengono cioè ad un tipo documentato anche in abitati, il cui impiego come ossuario sembra eccezionale in Etruria meridionale, mentre urne a corpo globulare, collo troncoconico ed orlo svasato sono relativamente frequenti nella vicina Vetulonia. Le scodelle di copertura sono a fondo

piatto, decorate con fasci di linee, eseguite al pettine, formanti angoli contrapposti...Data la presenza di questi elementi ricollegabili all'ambiente dei ripostigli umbri, sembrerebbe che la necropoli di Nomadelfia o almeno la sua fase iniziale vada collocata in un momento particolarmente arcaico del primo periodo dell'età del ferro. La necropoli (A) è circondata da colline le quali, al contrario delle alture a sud di Roselle, che si innalzano bruscamente al di sopra della pianura in cui scorre l'Ombrone, hanno un andamento piuttosto dolce e sono parzialmente messe a cultura; a quest'area nel corso delle ricerche condotte sul terreno, chi scrive ha rivolto una particolare attenzione. Sulle pendici sud-orientali di una di queste alture, il Colle delle Macinaie (C), lungo un canale recentemente scavato, sono stati rinvenuti vari frammenti di ceramica d'impasto, estremamente fluitati, tra cui orli di scodelle a bordo rientrante, e frammenti decorati a cordone liscio e impresso a ditate. Proseguendo l'indagine sul lato meridionale del colle nell'ambito di un uliveto recentemente piantato, si è individuata un'area dove la ceramica d'impasto è risultata particolarmente abbondante....
 
La presenza di frammenti d'intonaco di capanna e di diaframma di fornello, insieme alla disposizione dei materiali, rinvenuti in gran parte a gruppi, entro chiazze di terreno più scuro, conferma oltre ogni ragionevole dubbio la pertinenza di questi materiali ad un insediamento. Maggiore incertezza presenta l'inquadramento del complesso in esame dal. punto di vista cronologico, incertezza accentuata dall'insufficiente base statistica e dalla natura stessa della documentazione...Si potrebbe forse pensare ad un momento particolarmente arcaico nell'ambito del primo periodo dell'età del ferro. Abbondante ceramica d'impasto, che presenta però un'aspetto piuttosto fluitato, è stata rinvenuta anche a sud-est del Colle delle Macinaie, in un campo arato sulla sommità del Poggio Diaccialone (B).... Nonostante la sua limitata estensione, lo scavo ha permesso di accertare l'esistenza di un livello di insediamento, dal quale provengono i frammenti raccolti. Anche i materiali recuperati durante lo scavo, come quelli trovati in superficie, hanno un aspetto alquanto fluitato e consistono in gran parte in frammenti non determinabili, o poco tipici... La facies culturale cui appartengono i materiali in esame, nonostante la mancanza di qualsiasi elemento tipicamente «protovillanoviano», il che può essere solo in parte spiegato dallo stato di conservazione dei materiali e dall'insufficienza della documentazione, sembrerebbe inquadrabile, nel suo complesso, nel bronzo finale (forse in un momento non particolarmente tardo, dati i confronti istituibili con complessi del bronzo recente). In altre stazioni del bronzo finale, la presenza di aree adibite a focolare, insieme alla mancanza di qualsiasi elemento riferibile ad abitazioni (intonaco di capanna, buche di pali), è stata posta in relazione con un particolare tipo di tecnica costruttiva ed addirittura con il carattere (stagionale)

dell'insediamento. Va ricordata la mancanza di qualsiasi elemento esplicitamente riferibile all'età del ferro, fatto che indurrebbe ad escludere la possibilità di un rapporto con la pur vicina necropoli. Non sembrerebbe invece da escludere una relazione tra l'insediamento di Colle delle Macinaie e la necropoli dove, come si è visto, alcuni elementi sembrerebbero particolarmente arcaici. Dati rilevati sul terreno, spesso estremamente frammentari, come quelli che si sono esposti, e ambigue notizie, spesso non più controllabili, tratte dalla bibliografia, non sono sufficienti per tracciare un quadro organico del popolamento protostorico nel territorio rosellano. Sembra comunque che, durante il bronzo finale e la prima. età del ferro, quest'area fosse caratterizzata da insediamenti di piccole dimensioni, e probabilmente di breve durata, anche se Poggio Diaccialone e Colle delle Macinaie non dovevano essere così isolati come ci appaiono oggi. I siti scelti per gli abitati, almeno per quel che riguarda Poggio Diaccialone (quota 113) e ancor più Colle delle Macinaie (quota 83), sono aperti, molto più accessibili di Roselle (quota 177). Evidentemente il fattore che ha impedito o non incoraggiato la concentrazione della popolazione in centri più stabili e di maggiori dimensioni, (e che forse ha agito anche nella vicina valle dell' Albegna) non doveva essere connesso con preoccupazioni difensive. Da questo punto di vista sembra che si verifichi una situazione per qualche verso analoga a quella rilevata dal Colonna in Etruria meridionale interna: una preferenza per le località relativamente aperte durante la prima età del ferro, cui succede in un secondo tempo uno spostamento verso siti più facilmente difendibili» (G. BERGONZI '73, pp.3-25).