Il borgo
 

La "Porta Senese", con la sua torre cilindrica all'esterno delle mura, e all'interno la rampa di scale che conduceva alla sommità dell'arco della porta, ormai scomparso.

«La visita può iniziare entrando da Porta Senese , di cui oggi rimane solo una torre a base circolare, mozzata, con imponente base a scarpa e, sulla sommità, tre archibugiere con feritorie rettangolari, strombate internamente. E' possibile proseguire imboccando via del Castello dove, in corrispondenza dell'incrocio tra questa strada e Piaggia Gelata, si staglia un edificio di forma rettangolare con paramento in bozze di pietra disposte su filari orizzontali regolari. Ben visibile è la base a scarpa anche se la struttura originale risulta in parte modificata con intonacature o interventi successivi. Sulla sommità dell'edificio spicca "la balzana", stemma del Comune di Siena collocato quando questa città conquistò il dominio sul castello. Proseguendo e svoltando in Via dell'Orologio, è possibile accedere a Piazza delle Scuole Vecchie dove sulla destra è evidente la parte posteriore dell'edificio rettangolare, sopra descritto, individuabile come Cassero.

Continuando fino al termine di via dell'Orologio è

possibile scorgere un'altra struttura di chiara impronta medievale che, in tempi recentissimi, è  stata risistemata con l'applicazione, sulla sommità, di una serie di merli arricchiti da maschere in terracotta. Attualmente la struttura residua si presenta come un muro di recinzione al cui interno si staglia un edificio a torre, con paramento a fìlari orizzontali di pietra, oggi

La "Porta Senese" agli inizi del '900, quando ancora esisteva l'arco della porta.

adibito ad abitazione privata e quindi non visitabile. Probabilmente le strutture descritte costituiscono il primitivo nucleo castrense che sorgeva nel pianoro sommitale. Cosìricorda anche una lapide collocata, pochi decenni or sono, sulla muratura della costruzione in via dell'Orologio, a ricordo della cessione del castello di Batignano a Manto di Guglielmo degli Abati di Malia (19 settembre 1213). Tornando indietro, per Via dell'Orologio in direzione di Via del Castello, troviamo, sormontato da uno stemma, il cosiddetto Palazzo Iacometti, di cui parla anche Ademollo alla fine dell'800 nella sua rassegna sui monumenti medievali e moderni della città di Grosseto, identificandolo con il Palazzo di Giustizia. Nell'atrio della costruzione, attualmente di proprietà privata, è affissa una lapide in marmo in memoria di Mario lacometti, studente dell'Ateneo senese che partecipò nel 1848 alla battaglia di Montanara, nella prima guerra d'Indipendenza, insieme al corpo toscano composto dagli studenti universitari di Pisa e Siena. Attualmente il palazzo è in fase di restauro. Proseguendo per Via del Castello e girando per Via Tre Archi, ci troviamo di fronte a un palazzo signorile: Palazzo Baccellieri, attualmente adibito a residenza privata.
Il portico d'ingresso, con il relativo stemma sovrastante, ci riporta, probabilmente, ad età cinquecentesca...Tornando in via del Castello e scendendo una breve rampa di scale, è possibile accedere in via Di Mezzo dove, in corrispondenza della medesima rampa, è leggibile un'epigrafe datata al 1791 che, posta sulla parete esterna di una cisterna, ne ricorda la realizzazione grazie all'intervento di Pietro Leopoldo di Lorena. Tra le abitazioni che si affacciano in Via di Mezzo è visibile un arco realizzato con conci in travertino e tamponato, in seguito, da una cortina di laterizi: al centro della curvatura è scolpito un simbolo a forma di doppia croce che si eleva sopra un motivo raffigurante una V rovescia (monte?). Percorrendo questa via è possibile individuare sulla destra la Chiesa di San Martino. Ritornati su via di Mezzo, di fronte al visitatore si erge il loggiato costruito utilizzando colonne e capitelli asportati da monumenti di età romana...Si può, infine, giungere alla cosiddetta Porta Grossetana....

La Chiesa di S.Martino

Porta Grossetana. Costruita con arco tondo in pietra, poggiante su mensole. AlI'interno sono visibili i cardini mentre all'esterno, sulla sommità, è apposto uno scudo con leone rampante coronato: è lo stemma del popolo di Siena.

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