Documenti
 
1274 dicembre 11
Arch. di Stato di Siena. Diplomatico. Riformagioni

Divisione del Comitato aldobrandesco per convenzione stipulata fra il conte Ildebrandino del fu Gulielmo da Sovana ed il conte Ildebrandino del fu Bonifazio da Santafiora.
[...] Prefati comitesad mutue reconciliationi samplexus redierunt, et divisionem infrascriptarum terrerum concordibus animis devenerunt [...]
De aliis vero Terris Comitatus predicti, habitatis et non habitatis, et omnibus baroniis dicti Comitatus, et omnibus juribus que communiter possesso fuerunt per predecessores Comitum predictorum sic pacti fuerunt: Comes de Sancta Flora dedit et concessit Comiti de Suana partem sihi contingentem de Castro Monti Massi, [...] Et Comes de Suana volens divisionem tacere infra predictum terminum, infrascripram divisionem fecit de Terra et juribus supradictis: vi-delicet quod idem Comes de Suana in prima parte posuit Planum Casragnarium, Asprctulum, Bucenum, castrum Marinum, Pernam, Castrum de Plano [...1 jus si quod habent dicti Comites in Castro Marino jucta mare, et Gilium, infrascriptas Baronias et jura [...].

1536 Giugno 7
Arch. di Stato di Firenze, Mediceo del Principato 781,c. 924

Lettera, di Ambrogio Colombani in cui si accenna alla torre di Castel Marino in relazione a un brigantino turco che sembra essere uscito dalla baia di Collelungo. «Lunedì sera pasato che furono alli 2 del pon'te essendo al mio solito per serrare le porte della cita mi vene' un soldato della torre' di Castel Marino e mi notificho che in nella Calla di Colle Lungo era uscito un brigantino di turchi e che in quello stante compie verso Talamone le galere: di S.A.S.ns.'o sig.re; e che avendoli la detta torre fatto segnio si misero in caccia alla volta della detta torre e continuando e segni al fine' sorpresero il detto brigantino e li derno la caccia |...]».

1560 Settembre 3
Arch. di Stato di Firenze, Mediceo del Principato 487, c. 253
Lettera del podestà di Grosseto Flaminio Nelli al granduca Cosimo: «III.mo, ed ecc.mo Sig.re Sig.ret pn' mio unico.
Per laltra mia diej raguaglio, di quanto, sera, fatto per il negozio di castel marino et Cala di forma et che haviamo fatto fare, uno stradone molto largo, e', buono, sanza spesa, alcuna, ci resta, il far le calcine, quali si possano far quasj nel lavoro, et cisono legna, e', buone pietre, et hora si haveva comodità che sono calati delli hominj, se li turchi no' si vedano più sino una festa, che lasciaro com' fedel'servj, il che recordar, a', V.ejll. che se no' si fanno le torri fino, a' primavera, credo poi sj tarano co' maggior' spesa et pericolo . Sapra ancora come in questa terra, si può salire et uscire quasi per tutto et questi bastioni et cortine vanno calando sassj: Se ci sarà di bisogno per le galere far lo panato', qua cio riuscito buona partita di grano, qual sarà gra' fare...».

1561 Aprile 8
Arch. di Stato di Firenze, Mediceo del Principato 488, c. 63

Lettera del podestà di Grosseto Flaminio Nelli al granduca Cosimo:« La fabbrica d' castell' marino cioè laltezza della muraglia fra diecj giorni sarà per grazia d' Dio finita et per jl resto necessario al posservj habitare fra quindici...».

1561 Aprile 13
Arch. di Stato di Firenze, Mediceo del Principato 488, c. 127

Il revisore Cornaro scrive al granduca per informarlo che i lavori per la torre di Castel Marino sono praticamente ultimati. «Essendo comparsi alle canelle, luogo fra' Talamone e' cala di forno, quattro legni Turcheschi, benché si dice di doppio numero, mi e' parso conveniete' farlo sape' ala sua écc. ma quantunché sia, cosa molto ordenaria, è no' nuova, acciò delle cose che sopravvengono qua, resti minutamete' ragguagliata, facendol ancor' certa, che il lavoro di Castel Marino, per qualche giorno di quest'altra settimana, sarà in tutto espedito, e' riuscita veramente bell'opa, io dubitando di qualche accidente', per cagion dei Turchi, questa notte, sono uscito. Con qual numero di cavalli, che ho potuto aver, per ritrovarmi là, con coccorrere, et ordinar' come farà di bisogno, nei quai casj, chesigon' altra cosa, no macher che la debita diligeza, ne meno intorno a la sollecitudine della fabrica, sopra la quale, come conoscerò a proposito, darò alla Vs. a vv. ecc. un nuovo ragguaglio...».

 
1570
Archivio di Stato di Firenze. Mediceo, f. 2134, c. 45

[Post 1570] Nota, redatta da autore sconosciuto, delle Fortezze dello Stato: due a Firenze, poi Cortona, Borgo, Montepulciano, Lucignano, Castrocaro, Montepoggiolo, Pistola, Volterra, San Martino, Pisa, Livorno, Torre Nuova, Caladifuria, Castiglioncello, Vada, San Vincenzo, Gorgona, Campiglia, Portoferraio, Siena, Montalcino, Grosseto, Castelmarino, Caladiforno, Castiglione della Pescaia, Troia, Pineta, Giglio, Sovana, Radicofani, Chiusi.

1573 Marzo 28
Arch. di Stato di Firenze. Mediceo, f 586, c. 3

Federigo da Montauto scrive al granduca Francesco per informarlo delle scorrerie piratesche contro Castel Marino, che incutevano timore nella stessa Grosseto che, dato il cattivo stato delle mura e baluardi e la carenza di guardie, non sarebbe stato difficile conquistare

1597
Arch. di Stato di Firenze. Corporazioni religiose soppresse dal governo francese, conv. 132, n. 194, ins. I, pp. 2 - 13

"Cabrero , descrizione et inventario de beni e ragioni della Commenda di san Rafano""Alla... commenda... vi sono confini a tramontana et a levante la comunità di Grosseto, a maestrale e ponente confina il fiume Ombrone, a lebeccio et mezzogiorno confina il mare e scirocco e greche il Collecchio et la comunità di Montigano et havendo misurato diligentemente tutti e detti beni di largo in lungo e di lungo in largo si trovò che asciendono a moggio mille ottocento ottantacinque et staiora due nel modo infrascritto:
.....Più il poggio del Salto della Cervia macchioso confina la marina con una torre chiamata Castel Marino per la sua guardia paga l'illustrissimo signore commendatore lire 472 l'anno ..."